| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Giorgio Pasotti |
| Attori | Rocco Papaleo, Giorgio Pasotti, Giovanna Mezzogiorno, Stefano Fresi, Giacomo Giorgio Linda Messenklinger, Claudia Tosoni. |
| Uscita | giovedì 8 ottobre 2026 |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| MYmonetro | 2,42 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 7 ottobre 2026
Adattamento cinematografico della commedia teatrale "Il metodo Grönholm" di Jordi Galceran. In Italia al Box Office Sotto a chi tocca ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 55,6 mila euro e 41,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Fernando Porta si presenta ad un colloquio di lavoro per l'incarico di direttore commerciale per una grande azienda torinese. Pensa di essere l'unico ad avere quell'appuntamento in quel giorno e a quell'ora, ma appena arrivato apprende di essere solo uno tra sei candidati di età, genere e background professionale diversi, tutti agguerriti e desiderosi di conquistare la posizione offerta. I sei non sanno che a valutarli non sarà un selezionatore in carne ed ossa, ma una presenza che li osserva da remoto, attraverso telecamere e cellulari assegnati ad personam. La lotta sarà durissima, senza esclusione di colpi, e spesso sposterà sui candidati l'onere di prendere la decisione di mandare a casa uno degli altri: il che stupisce, perché li abbiamo visti compiere gesti di gentilezza e altruismo lungo il loro percorso per arrivare al colloquio. La procedura di selezione sarà piena di inganni e di tranelli: che cosa saranno disposti a fare per superare le prove via via loro presentate?
Sotto a chi tocca è il terzo film da regista di Giorgio Pasotti, dopo Io, Arlecchino e Abbi fede, e conferma il suo desiderio di percorrere strade nuove, sperimentando generi e storie.
Questa volta il suo cosceneggiatore è di nuovo Federico Baccomo, già al suo fianco in Abbi fede, e insieme adattano per il grande schermo lo spettacolo teatrale "Il metodo Grönholm" del drammaturgo catalano Jordi Galceran. Il fatto stesso di affrontare il tema del lavoro e la crudeltà di certe pratiche aziendali di impiego, che ci fanno pensare a film come Cacciatore di teste o il recente No Other Choice - Non c'è altra scelta, è lodevole, e insolito per il cinema italiano.
Pasotti si ritaglia il ruolo di Fernando Porta e un intenso monologo (quasi) finale; intorno a lui si muovono Giovanna Mezzogiorno, Rocco Papaleo, Stefano Fresi, Linda Messerklinger e Giacomo Giorgio (con accento nordico convincente), tutti impegnati a recitare sul crinale fra verità e menzogna per portare a termine la missione dei rispettivi personaggi - missione peraltro non scontata. Il problema è una sceneggiatura eccessivamente cervellotica che, pur nel contesto quasi distopico, impone contorsioni mentali a volte troppo macchinose, perdendo di vista il senso (e la fibra morale) di questa storia tanto complessa. Si sorride a tratti, ma difficilmente si riesce a sospendere l'incredulità davanti alle svolte narrative e ai tanti carpiati dei personaggi. Anche l'inserimento di un paio di temi imperniati sull'inclusione appare qui forzato e strumentale.
Pasotti è un regista forse troppo cerebrale, ma la curiosità e la voglia di esplorare nuovi territori rendono interessante il suo percorso, a patto che in futuro riesca a dare più spazio alla spontaneità della narrazione e ad una messa in scena meno controllata e contorta.
Selezione del personale. Un'operazione di per sé abbastanza crudele. Già prima delle moderne tecniche che nelle intenzioni vorrebbero condurre a una migliore conoscenza dei candidati, quindi alla selezione del più adatto. Magari senza arrivare alla tranquilla settimana di terrore vacanziero raccontata nel film "Severance - Tagli al personale" di Christopher Smith.
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