| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Nanni Moretti |
| Attori | Louis Garrel, Jasmine Trinca, Nanni Moretti, Hippolyte Girardot, Antonio De Matteo Angela Finocchiaro, Elena Lietti, Paolo Sassanelli, Pietro Ragusa, Andrea Lattanzi, Alessandro Scafati. |
| Uscita | giovedì 3 dicembre 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 4,13 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 5 settembre 2026
Una storia d'amore tratta da uno dei racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Oslo, Matteo sta per avere un figlio da una giovane compagna. Greta, in India, decide di lasciare chi le ha appena fatto pubblicamente una proposta di matrimonio. I due si incontreranno sette anni dopo mentre lei si è appena sposata e lui sta giocando a tennis con il fratello. Lui non riuscirà a dimenticarla sperando di poterla incontrare di nuovo. Accadrà e sarà l'inizio di un complesso rapporto.
Nanni Moretti torna a prendere ispirazione da un libro di Eshkol Nevo per indagare nei sentimenti con sguardo ampio e atteggiamento partecipe.
In questa occasione il punto di partenza non è stato un romanzo ma una raccolta di racconti da cui Nanni, insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella, ha preso talvolta l'intero plot di base, talaltra una situazione o un'immagine. Riuscendo nella non facile impresa di trasferire, da un contesto israeliano in cui lo scrittore inserisce le sue storie, a tutt'altra temperie culturale mettendone in luce l'universalità degli assunti di base. In Italia il libro è uscito con il titolo "Legami" ma il suo titolo originale è "Lev Raev" che si traduce come "cuore affamato".
Hungry Heart è la canzone che Bruce Springsteen, ripreso dal vivo in un concerto, regala a questo film. ''Everybody needs a place to rest/Everybody wants to have a home/Don't make no difference what nobody says/Ain't nobody like to be alone/Everybody's got a hungry heart/Everybody's got a hungry heart/Lay down your money and you play your part/Everybody's got a hungry heart." (Tutti hanno bisogno di un posto dove riposare/Tutti vogliono avere una casa/Non importa ciò che nessuno dice /A nessuno piace stare da solo/Tutti hanno un cuore affamato/Tutti hanno un cuore affamato/Metti giù i tuoi soldi e fai la tua parte/Tutti hanno un cuore affamato").
Moretti abbandona ancora una volta (con un'adesione nettamente più intensa rispetto a Tre piani) il cinema che ce lo ha fatto conoscere e seguire nel corso dei decenni. È un atto di coraggio destinato a scuotere nuovamente il ''quieto vedere'' di chi lo vorrebbe ancora impegnato a "dire qualcosa di sinistra" non accorgendosi che sta continuando a farlo. Perché parlare di uomini e donne che cercano di comprendere la fame dei propri cuori, sentendo al contempo la responsabilità che deriva da altre scelte compiute in precedenza, in un tempo in cui si è mediaticamente assordati da guerre, polemiche e aberranti femminicidi è di per sé un atto di coraggio.
In questo film per tre volte si dice ad alta voce ciò che il bon ton (traduzione: l'ipocrisia) vorrebbe relegare solo nel silenzio dei propri pensieri. Lo fa la madre di Matteo in apertura, lo fa suo padre in un letto di ospedale e lo fa una dottoressa al telefono. Lo fa anche Moretti ricordandoci che quel sentimento misterioso che definiamo con la parola amore implica una molteplicità di abbandoni al flusso delle sensazioni, di scelte, di capacità di godere appieno della gioia che insieme si costruisce ma anche della consapevolezza della possibilità di sofferenze che sembra impossibile superare.
Si dirà che il cinema e la letteratura hanno già affrontato un'infinità di volte questi temi. Allora perché Moretti? Perché Nanni, come fa due volte nel film, si siede accanto ai suoi personaggi, ''c'è'' per loro, li ascolta e li comprende. Anche quando forse essi stessi fanno fatica a comprendere ciò che il contesto li spinge a compiere. Matteo non può dimenticare il primo incontro con Greta anche se le scelte che la vita finisce con l'implicare ("A nessuno piace stare da solo") lo conducono altrove. Greta è moglie ma è soprattutto e profondamente madre. Dalla disperata ricerca della piccola Anna (impegnata a tentare di scacciare mosche dal volto di una coetanea molto meno fortunata di lei) al bisogno di tracciarne i percorsi quando si trasforma in un'adolescente con cui è difficile entrare in contatto, il ruolo che si è assunta la impegna con passione ma anche la blocca. Questo è un film di padri che non hanno perso la joie de vivre, di madri un tempo molto dirette e poi segnate dal tempo che passa, di donne che avvertono l'insicurezza del rapporto proiettandola sul soggetto sbagliato e di uomini che pensano che la serenità familiare possa essere ricostruita grazie alla giusta dose di punizioni.
Moretti li abbraccia chiedendo a noi di comprenderli senza giudicarli. Ci suggerisce di attraversare varchi non imponendo a noi stessi la paralisi dei sentimenti ma anche di saper attendere davanti a porte chiuse a chiave dall'interno, senza perdere nell'intimo la convinzione che la riapertura avverrà e che da quel momento si potrà sperare in un futuro diverso.
Un adattamento di un racconto dello scrittore israeliano Eshkol Nevo dal titolo Legami.
Per l’occasione mi sono andato a leggere il testo di Eshkol Nevo da cui Nanni Moretti pare ossessionato da qualche tempo. Ma non voglio imbastire un confronto tra le due opere che, sinceramente, trovo inutile. Preferisco partire da un imbarazzo: devo ammettere che questo film mi ha spiazzato. A non convincermi è il fatto che Moretti si sia concentrato unicamente sui sentimenti, sull'amore [...] Vai alla recensione »
Subito una premessa metodologica: personalmente, a differenza di alcuni miei colleghi critici, non sono molto interessato alle differenze-similitudini-ecc. tra un film e un testo letterario originale che viene adattato per il cinema - ciò resta, per me, più materia da saggio universitario. Quello che vale - a mio modesto avviso - è se un'opera cinematografica funziona o meno sullo schermo, a prescindere [...] Vai alla recensione »
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