| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Gianni Zanasi |
| Attori | Valerio Mastandrea, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Indri Qyteza Shiroka Leonardo Lidi, Antonio Santagati, Pier Luigi Pasino, Michelangelo Dalisi, Alma Teresa Giardina, Andréa Furet, Marco Fiore, Emanuele Maria Di Stefano. |
| Uscita | giovedì 26 novembre 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| MYmonetro | Valutazione: 4,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 ottobre 2026
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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La vita di Cecilia, madre single di due figli che vive in un casolare in campagna, non è stata mai monotona pur avendo avuto alle spalle tre relazioni finite male ma che le hanno comunque lasciato un'impronta indelebile. Dopo che la figlia maggiore Elisa ha tentato il suicidio per una delusione d'amore, decise di rivolgersi agli uomini della sua vita per cercare una soluzione. Il primo ad arrivare è Tony, uno sconclusionato manager musicale, che è l'unico che la donna ha sposato ma anche quello da cui è stata lasciata per un'altra donna. Poi è il turno di Guido, padre di Marcel, il figlio più piccolo, che un tempo è stato un manager di successo ma che poi ha deciso di mollare tutto per lavorare come rider e ritrovare se stesso. Infine, arriva Christophe, il padre di Elena, un regista teatrale in declino che vive nel ricordo del suo glorioso passato. Tra gatti in fuga e assistenti sociali spesso presenti per monitorare la situazione di Elena, il gruppo cerca una convivenza forzata per cercare di risolvere la situazione e salvare Cecilia dal baratro, soprattutto dopo il fallimento del suo ristorante. E il dramma "Spettri" di Henrik Ibsen potrebbe essere una delle soluzioni per reinventarsi.
Cadute e rinascite. In questo processo sembrano speculari Cinque secondi ed È andata così, il nuovo film.
Soprattutto è un luogo, un casolare di campagna che rimette la vita dei protagonisti in discussione. Ma se il film di Paolo Virzì sceglie una chiave più intima e drammatica, quello di Gianni Zanasi ha il respiro di una scatenata commedia sentimentale che sembra arrivare dal cinema di Olivier Nakache ed Eric Toledano. In particolare, il parallelismo istintivo è con C'est la vie. Prendila come viene con cui condivide la scelta del caos come motore della storia, il respiro corale che alimenta i caratteri opposti e la filosofia di fondo: "Prendila come viene" per Nakache/Toledano, "È andata così" per Zanasi. Con la grande differenza che il film francese ha dei meccanismi di scrittura ad orologeria mentre questo ha quel tono surreale e stralunato che è tra i motivi ricorrenti del cinema di Zanasi evidenti nel modo in cui mostra la combinazione tra casualità e imprevisto, al centro in particolar modo in Troppa grazia e Non pensarci. Proprio da quest'ultimo film ritorna la figura di Valerio Mastandrea che porta sullo schermo un artista in crisi; lì era un musicista incerto su come proseguire la sua carriera e la sua vita, qui un regista d'avanguardia fuori dal giro che finisce per contagiare tutto il gruppo per mettere in scena una rappresentazione teatrale in cui la vita reale può mescolarsi con la rappresentazione.
È andata così è pieno di tocchi di magia: la luce sui volti dei personaggi mentre recitano e si confessano, l'abbraccio tra Cecilia e la figlia Elisa con i volti vicinissimi. Ma al tempo stesso è anche un film pazzo, divertentissimo, dove ci si affeziona ad ogni personaggio perché non solo tutto il cast è in stato di grazia ma è anche affiatatissimo. Guidano il gruppo Valentina Lodovini, Michele Riondino, Valerio Mastandrea e Leonardo Lidi ma sono decisamente all'altezza anche Alma Teresa Giardina e Marco Fiore nei ruoli dei due figli di Cecilia e Pier Luigi Pasino, Michelangelo Dalisi e Andréa Furet rispettivamente in quelli di Matteo, Necrophilus e Amanda.
Zanasi raccoglie il meglio dell'eredità della commedia all'italiana con la figura di Tony che negli anni '60 sarebbe stata cucita su misura su Vittorio Gassman, recupera l'idea di un cinema come gruppo/famiglia da Ettore Scola, ma poi gli fa prendere anche delle direzioni completamente schizzate tra gatti che scappano, cuochi minacciosi e sette sataniste. Ha una scrittura solidissima ma non ci si adagia. Anzi, come lo sparo dell'arma durante la rappresentazione a teatro, è pieno di imprevisti, con gags che possono arrivare dal cinema muto come il vaso che vola fuori dalla finestra e colpisce Guido mentre è in bici o tutta la scena della porta invisibile che forse contiene l'anima non solo di È andata così ma di molto cinema del regista: non è importante quello che vediamo ma quello che immagiamo mentre lo vediamo. Anche per questo si viene contagiati dalla follia di un film anarchico, poetico, brillante, di quelli che ci aiutano a vivere meglio.
Un doppio bacio romantico, adulto e adolescenziale, e un tentato suicidio. Si apre, e in parte annuncia anche il suo scomposto proseguimento, in questo modo È andata così, film con il quale Gianni Zanasi riporta il suo cinema corale, ipercinetico e digressivo nel solco più classico di una commedia, per quanto con accenti drammatici, dopo le tentazioni quasi distopiche e le implicazioni sociopolitiche [...] Vai alla recensione »
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