| Titolo originale | The cat in the hat |
| Anno | 2026 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 107 minuti |
| Al cinema | 325 sale cinematografiche |
| Regia di | Alessandro Carloni, Erica Rivinoja |
| Attori | Stefano Fresi, Luigi Luciano, Bill Hader, Matt Berry, Quinta Brunson Bowen Yang, Xochitl Gomez, Paula Pell, America Ferrera, Tituss Burgess, Giancarlo Esposito. |
| Uscita | giovedì 5 novembre 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 novembre 2026
Dal meraviglioso e stravagante mondo di Dr. Seuss, Il Gatto col Cappello arriva per la prima volta sul grande schermo da protagonista di un film d'animazione. Il Gatto col Cappello è 174° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 0,00 e registrato 20.337 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un gatto col cappello a cilindro a righe bianche e rosse si diverte un mondo ad intrattenere bambini annoiati e fa di tutto per renderli follemente felici, ma al prezzo di scatenare un caos inarginabile che alza ai massimi livelli il disastrometro inventato dal suo capo. Prima di licenziarlo, su suggerimento della responsabile delle risorse umane che cerca di salvare il posto al suo amico col cappello, il capo concede al gatto un ultimo tentativo: un pacchetto di due giornate piovose n cui intrattenere due ragazzini usando come unico oggetto di divertimento...una patata con la corda, senza fare disastri. I due ragazzini sono Gabby e Sebastian, sorella e fratello che si sono appena trasferiti in una casa nuova al seguito della madre impegnata in un nuovo lavoro. Gabby è triste per aver lasciato indietro tutto ciò che amava e non le piace il nuovo appartamento, la cui padrona di casa Patty ha minacciato di cacciarli se faranno confusione o terranno con sé animali: come il pesce rosso di Sebastian.
Per la prima volta l'animazione di un personaggio simbolo della letteratura anglosassone per ragazzi, Il gatto con il cappello, viene realizzata da un talento italiano, il regista e sceneggiatore bolognese Alessandro Carloni, che insieme alla sceneggiatrice statunitense di origine messicana Erica Rivinoja affronta un personaggio creato dal mitico Dr. Seuss, il fumettista americano che ha inventato il Grinch.
E questa versione animata del Gatto è molto più efficace, e più vicina alo spirito giocoso del Dr. Seuss, di quella live action del 2003 con Mike Myers nei panni del felino protagonista.
C'è un divertimento trascinante nell'animazione di Carloni che ha un tratto ingenuo nella realizzazione del mondo del Gatto, mescolato al CGI cui siamo invece abituati nella creazione dei personaggi umani. La storia incorpora molte delle trame recenti dell'animazione Pixar, a cominciare dall'idea del trasloco e del conseguente disagio di una preadolescente di Inside Out, ma aggiunge elementi di originalità, compresa una mamma ispanica single (qui probabilmente è stato determinante l'input di Rivinoja) che ha scelto il lavoro di cura del prossimo (apparentemente) accantonando la sua vena creativa. Ma è nel Gatto che si concentra la spassosa follia del Dr. Seuss, un po' come nel Genio della lampada in Aladdin, e quella dimensione allegramente anarchica che ha reso il personaggio ideato dal Dr. Seuss un beniamino dei bambini di tutto il mondo.
L'oggetto al centro della storia è il Tornaindietro, un orologio che può riportare a ritroso nel tempo, e questa ricerca del passato perduto è una bella linea narrativa: Gabby la preadolescente vuole tornare a quando la madre la capiva, Sebastian a quando Gabby voleva ancora giocare con lei. E l'invenzione di far entrare i protagonisti dentro gli scatoloni del trasloco, quelli "pieni di mistero" in cui è stata impacchettata la loro vita precedente, è un bell'espediente per raccontare le difficoltà del cambiamento per i componenti di una famiglia che deve ritrovare la magia del proprio legame. C'è anche a riscoperta, da parte dei figli, dell'identità di una madre che non è sempre stata la donna indaffarata che i figli vedono come lontana dalle proprie sensibilità perché dedita a noiose scartoffie.
L'animazione di Carloni procede a rotta di collo, entrando e uscendo da mondi fantastici, e Il Gatto col cappello trasmette anche visivamente ai ragazzi quella vena allegramente anarcoide secondo cui "ogni regola è fatta per essere infranta". Il Gatto non è un cinico guastafeste come (inizialmente) è il Grinch, più un Gian Burrasca fedele al credo che "fare un bel disastro fa parte dell'infanzia", che per lui è perpetua. Ai bambini piacerà questa vena trasgressiva: l'unica cautela riguarda il cattivo della storia (che non possiamo spoilerare), che ai più piccoli può sembrare un po' troppo spaventoso.
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