| Titolo originale | LOL 2.0 |
| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Lisa Azuelos |
| Attori | Sophie Marceau, Thaïs Alessandrin, Vincent Elbaz, Alexandre Astier, Françoise Fabian Victor Belmondo, Sylvie Testud, Isaline Prévost, Nathan Japy, Théo Augier Bonaventure, Gaspard Meier-Chaurand, Jérémy Kapone, Paul Deby, Stéphanie Murat, Paola Locatelli, Anne Le Ny, Eric Laugérias, Sophie Meister, Ilona Bouazis, Matthew Luret, Mounira Barbouch, Lisa Azuelos, Tom Invernizzi, Lou Lesage. |
| Uscita | giovedì 15 ottobre 2026 |
| Distribuzione | Europictures |
| MYmonetro | 2,47 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 14 ottobre 2026
Il film incontra e racconta la generazione immersa nei social network: un confronto necessario e reale tra madri e figli, relazioni, amicizie, desiderio di indipendenza e inevitabili ritorni a casa. Il tempo di Anne è 143° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 76,00 e registrato 7.319 presenze in totale.
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CONSIGLIATO NÌ
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Sono passati quasi vent'anni da quando Anne, mamma di Lola, raccontava le sue peripezie in LOL (Laughing Out Loud), la commedia francese scritta e diretta da Lisa Azuelos diventata un successo al botteghino e addirittura oggetto di un remake americano con Miley Cyrus, diretto dalla stessa Azuelos. All'epoca Lola aveva 16 anni e Anne aveva appena divorziato, avevano entrambe il cuore spezzato e fra loro litigavano e si rappacificavano, come ogni coppia madre-figlia che si rispetti. Oggi Lola è andata a vivere lontano e la figlia minore di Anne, Louise, che ha 25 anni e viveva con il fidanzato Marco, torna a casa dalla madre, che pensava fosse finalmente arrivato "il suo tempo" e contava di godersi la singletudine con i boytoy di turno.
La convivenza non è facile: Louise è stata lasciata da Marco, "l'amore della sua vita" nonché suo partner in un progetto di startup naufragato insieme alla loro relazione, e Anne ha appena scoperto che la compagna del figlio Theo è incinta, dunque diventerà nonna, con ciò che questo comporta in termini di immagine e di futuri impegni accuditivi.
Il tempo di Anne è un sequel a distanza di vent'anni, ma la protagonista rimane la stessa, l'eterna adolescente (fin da Il tempo delle mele) Sophie Marceau, che con la regista Lisa Azuelos ha un rapporto speciale, tanto che hanno girato insieme ben quattro film (oltre a LOL e a questo suo seguito, Due destini e I Love America).
Insieme Marceau e la sua regista duettano a perfezione, lungo un registro comico-romantico che sottolinea la leggerezza e giocosità di entrambe. Dunque Marceau funziona sempre bene nel ruolo di Anne, che ha ancora l'aspetto e le movenze di una teenager, ma non ne ha più l'energia e si confronta con disagio con le derive della contemporaneità, come la stagista piena di follower che minaccia di rubarle il lavoro, o il matrimonio dell'ex marito che ha scelto un'amica della figlia ventenne come sposa (con grande disgusto di Louise).
Azuelos invece fa del suo meglio per introdurre la contemporaneità nel linguaggio filmico del suo film, infarcendolo di riprese dal cellulare, chat in sovrimpressione, split screen e pop up, animazione, musica gggiovane e schermi di device, ma paradossalmente tutto questo fa molto vintage anni Novanta. Il montaggio veloce cerca di imprimere un ritmo frenetico di commedia ma risulta oggi meno convincente di quando, nel 2008, era vissuto come una novità. Le due generazioni madre-figlia a confronto vedono in vantaggio quella boomer (come la regista), dato che Louise non fa che fingere di avere in mano la sua vita e si domanda quale sia: "La vita dei sogni che ci vendono? Quella da conquistarsi sul lavoro? Quella che dobbiamo salvare? Quella che fa paura?". Nel dubbio Louise bivacca sul divano della madre e si procura un lavoretto come cameriera (per un giovane ristoratore niente male) e anche i suoi amici sono abbastanza scombinati.
Il tempo di Anne sarebbe stato più efficace se la storia avesse riguardato solo la madre, che Azuelos capisce e racconta bene, invece della figlia, la cui generazione appare piuttosto stereotipata. Si sorride, si apprezza l'interpretazione della sempre adorabile Marceau, ma Thais Alessandrin che ha il ruolo (ingrato) di Louise risulta invece irritante e malmostosa, e appesantisce un film che invece dovrebbe essere impalpabile, nel classico stile Azuelos. Da notare il cammeo della splendida 93enne Françoise Fabian, che riprende il ruolo della madre di Anne visto in LOL (Laughing Out Loud).
Louise, 25 anni, non avrebbe mai pensato di ritrovarsi improvvisamente a casa di sua madre con il cuore a pezzi e i sogni infranti. Prima di essere bruscamente scaricata dal fidanzato, Louise stava avviando una start up mentre conviveva con quello che credeva essere l’uomo della sua vita. Fino a quel momento, la sua età non le era mai sembrata un problema, o una cosa a cui pensare: si sentiva al passo con i suoi coetanei, pronta a intraprendere una carriera professionale con il partner con cui aveva anche costruito un rifugio sicuro.
Con l’inaspettata fine della relazione, però, Louise si ritrova senza una casa e senza un lavoro: improvvisamente, il tempo assume ai suoi occhi un peso differente. Costretta a lasciare l’appartamento del compagno e ad allontanarsi dalla start up avviata insieme per tornare a vivere da sua madre, Louise, a 25 anni, inizia a sentire di aver fallito, di essere in ritardo rispetto a quella che dovrebbe essere la vita di una donna della sua età.
La madre Anne, dal canto suo, sperava invece di aver finalmente raggiunto quel momento della propria esistenza in cui poter pensare a sé stessa, senza doversi più occupare dei figli − che credeva ormai cresciuti e ben sistemati. Con il ritorno a casa di Louise, tuttavia, Anne non deve solo tornare a un tempo della vita che le sembrava passato – quello in cui badava a una giovane in crescita − ma è anche costretta ad adattarsi a un tempo che credeva lontano e futuro – quello in cui sarebbe diventata nonna. Suo figlio Théo, infatti, sta per diventare padre.
In procinto di avere un nipotino, Anne si ritrova così sospesa tra quello che era e quello che non è ancora, obbligata a ripensare il proprio ruolo di madre.
"Il film parla anche un po' di questo, ti guardi vivere ma guardi una immagine falsata, sempre a confronto con quella degli altri, che effetto ha tutto questo sul nostro spirito?" (Lisa Azuelos) Immersi nel fiume dell'età che non si ferma, inesorabili, i protagonisti del micromondo de Il tempo di Anne (in originale: LOL 2.0) si sfaldano nella loro tridimensionalità, offrendo però uno sguardo sincero [...] Vai alla recensione »
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