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Iperione (titano)

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Iperione
Artemide ed Iperione in un dipinto del 1881 di George Frederic Watts
SagaTitanomachia
Nome orig.Ὑπερίων (Hyperíōn)
Lingua orig.greco antico
Caratteristiche immaginarie
Epiteto"Colui che si erge in alto"
SpecieTitano
Sessomaschio
ProfessioneTitano della luce, dell'osservanza, della vigilanza e dell'Est

Iperione (in greco antico Ὑπερίων?, Hyperíōn) o Iperone è un personaggio della mitologia greca. È un titano e rappresenta la luce dell'osservanza, la vigilanza ed il pilastro dell'Est.[1]

Il nome greco in greco antico Ὑπερίων? (Hyperíōn) è un composto della preposizione in greco antico ὑπέρ? (hypér, "oltre", "sopra") e del participio presente del verbo in greco antico εἶμι? (eîmi, "andare"). Il suo significato letterale è dunque "colui che cammina al di sopra" o "colui che si erge in alto".[2]

Nei poemi omerici il termine compare spesso come epiteto attribuito direttamente ad Elio (il Sole), indicando la sua corsa nel cielo sopra la Terra. Solo con la successiva sistematizzazione teogonica di Esiodo, Iperione è diventato una figura distinta, definita come padre dello stesso Elio.[2]

Figlio di Urano[3][4][5] (il cielo) e di Gea[3][4][5] (la terra).

Sposò la sorella Teia[6][7][5] che lo rese padre di Elio,[6][5][7] Selene[6][5][7] ed Eos.[6][5][7]

Il latino Igino scrive che Iperione nacque dall'Etere e da Gea[8] ed aggiunge che il Sole (Elio), la Luna (Selene) e l'Aurora (Eos) sono nati dalla sua unione con Etra.[9]

A differenza degli altri Titani, il personaggio di Iperione presenta una particolare evoluzione nella tradizione mitologica, che si sposta tra l'affrancamento della figura del Sole, il suo ruolo di osservatore dei cieli e la sua funzione di pilastro cosmico.

Dal Sole ad Iperione

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Nell'Iliade e nell'Odissea di Omero, il dio Sole viene spesso chiamato direttamente Helios Hyperion (dove Hyperion è l'epiteto che significa "che risplende al di sopra").[10][11] Nella Teogonia di Esiodo[12] e nell'Inno omerico a Demetra,[13] il Sole viene invece designato con il patronimico Hyperionides (in greco antico Ὑπεριονίδης?, "figlio di Iperione"). Tale differenza filologica riflette l'evoluzione del personaggio che da semplice attributo del Sole nell'epica omerica, successivamente diventa l'entità distinta e personificata di Iperione.

Il Titano della luce e dell'osservazione celeste

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A differenza di altre divinità solari successive, Iperione rappresenta la luce primordiale e la personificazione dell'osservazione dei cieli. A questo proposito, lo storico Diodoro Siculo riporta che Iperione fu considerato il "padre" del Sole, della Luna e dell'Aurora poiché fu il primo, attraverso un'attenta e costante osservazione, a comprendere il movimento dei corpi celesti e il ciclo delle stagioni, rivelando tali conoscenze agli uomini.[14]

Il pilastro dell'Est e la Titanomachia

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Nella mitologia comparata e nelle analisi moderne del mito teogonico, Iperione viene associato al pilastro dell'Est (il punto cardinale da cui sorge la luce solare).[1] Insieme ai suoi tre fratelli Ceo (il Nord)[15], Crio (il Sud)[16] e Giapeto (l'Ovest)[17], viene interpretato come uno dei quattro sostegni cosmici situati ai margini della Terra per tenere separato il Cielo dal mondo prima della Titanomachia.[1]

Durante la Titanomachia, la guerra tra i Titani guidati da Crono e gli dèi Olimpi guidati da Zeus, Iperione combatté al fianco dei suoi fratelli. In seguito alla sconfitta, venne gettato da Zeus nelle profondità del Tartaro.[18]

Nella letteratura moderna

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  1. 1 2 3 (EN) Hyperion, su theoi.com. URL consultato il 4 agosto 2026.
  2. 1 2 Ezio Pellizer, Iperione (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013. URL consultato il 24 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  3. 1 2 (EN) Esiodo, Teogonia, 134, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  4. 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca, I, 1.1 e seguenti, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  5. 1 2 3 4 5 6 (EN) Inni omerici ad Helios, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  6. 1 2 3 4 (EN) Esiodo, Teogonia, 371, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  7. 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Biblioteca, I, 2.2, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  8. ↑ (EN) Igino, Fabulae, Praefatio 2, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  9. ↑ (EN) Igino, Fabulae, Praefatio 9, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  10. ↑ (EN) Omero, Iliade, VIII, 480, su topostext.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  11. ↑ (EN) Omero, Odissea, I, 20, su topostext.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  12. ↑ (EN) Esiodo, Teogonia, 1011, su topostext.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  13. ↑ (EN) Inni omerici, A Demetra, 26 e 74, su topostext.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  14. ↑ (EN) Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, V, 67.1, su topostext.org. URL consultato il 5 agosto 2026.
  15. ↑ (EN) Koios, su theoi.com. URL consultato il 4 agosto 2026.
  16. ↑ (EN) Krios, su theoi.com. URL consultato il 4 agosto 2026.
  17. ↑ (EN) Iapetos, su theoi.com. URL consultato il 4 agosto 2026.
  18. ↑ (EN) Esiodo, Teogonia, 713, su topostext.org. URL consultato il 5 agosto 2026.

Altri progetti

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