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Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

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Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli
Il complesso di Sant’Andrea delle Dame nel centro storico di Napoli
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàCaserta
Altre sediAriano Irpino, Avellino, Aversa, Caivano, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Napoli [1][2][3][4]
Dati generali
SoprannomeUniCampania
MottoVivi l'Ateneo
Fondazione1990
Tipostatale
Scuole
  • Scuola di medicina e chirurgia
Dipartimenti
  • Dipartimento di architettura e disegno industriale
  • Dipartimento della donna, del bambino e di chirurgia generale e specialistica
  • Dipartimento di economia
  • Dipartimento di giurisprudenza
  • Dipartimento di ingegneria
  • Dipartimento di lettere e beni culturali
  • Dipartimento di matematica e fisica
  • Dipartimento di medicina di precisione
  • Dipartimento di medicina sperimentale
  • Dipartimento di psicologia
  • Dipartimento di salute mentale e fisica e medicina preventiva
  • Dipartimento di scienze e tecnologie ambientali, biologiche e farmaceutiche
  • Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche avanzate
  • Dipartimento di scienze mediche traslazionali
  • Dipartimento di scienze politiche
  • Dipartimento multidisciplinare di specialità medico-chirurgiche e odontoiatriche
RettoreGianfranco Nicoletti
DirettoreCarmela Luise
Studenti23 517 (2024/2025)[5]
Dipendenti2 441 (2025)[5]
AffiliazioniCINECA, UniNOVIS, UNIMED, BioGeM
SportCUS Caserta, CUS Napoli
Mappa di localizzazione
Map
Sito web

L'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli (in acronimo UniCampania, Seconda Università degli Studi di Napoli o SUN fino al 22 novembre 2016) è un'università statale italiana istituita nel 1990.

La sede legale è ubicata nella città di Caserta, ma vi sono sedi didattiche tra le province di Avellino, Benevento e Caserta oltreché nella città di Napoli.

Storia

Le origini

La storia dell'ateneo attuale, istituito formalmente negli anni Novanta del XX secolo, si collega alla tradizione medica dell'Università di Napoli, lo Studio fondato nel 1224 da Federico II di Svevia e poi denominato Università degli Studi di Napoli Federico II. La facoltà di medicina e chirurgia di quest'ultima fu infatti scorporata per costituire il nuovo ateneo.[6][7]

La prima sede della facoltà di medicina e chirurgia era il Primo Policlinico di Napoli, costruito tra il 1899 e il 1907 su progetto degli ingegneri della Società per il Risanamento Pierpaolo Quaglia e Guglielmo Melisurgo. Il complesso sorse nell'area dei monasteri della Sapienza e della Croce di Lucca. La demolizione degli edifici preesistenti suscitò le proteste di Benedetto Croce, che nel 1903 si appellò al sindaco Luigi Miraglia dalle pagine della rivista Napoli nobilissima; parte della chiesa della Croce di Lucca fu conservata. Sotto il complesso sono presenti resti dell'antica Neapolis, in particolare nell'area dell'acropoli.[8]

Intorno al policlinico si dispone un sistema di edifici storici utilizzati per la didattica e la ricerca. Il complesso di Sant'Andrea delle Dame, fondato nel XVI secolo e dotato di un chiostro completato nei primi anni del XVII secolo, conserva opere di Belisario Corenzio e Giacinto Diano; oggi ospita strutture universitarie dell'area medica.[9][7] I chiostri di Santa Patrizia, complesso risalente al XIII secolo, ospitano l'Istituto di anatomia umana e il MUSA. La struttura fu abitata da monaci basiliani e successivamente da monache benedettine fino al 1648.[senza fonte] Nel 1901 il rettore dell'Università di Napoli Giovanni Antonelli trasferì nell'ex monastero l'Istituto anatomico e il Museo di anatomia umana.[10][11] La raccolta anatomica si è formata attraverso l'attività di più generazioni di studiosi, tra cui Marco Aurelio Severino e Domenico Cotugno. Dopo le perdite e i danni subiti durante la seconda guerra mondiale e il terremoto del 1980, nel 1985 furono avviati interventi per la salvaguardia e la sistemazione del museo; un successivo lavoro di riordino portò all'inventario di circa 3.000 reperti.[12] La sezione di farmacologia del MUSA conserva il patrimonio del Gabinetto di materia medica dimostrativa fondato nel 1862 da Francesco Briganti.[13] La frase «Hic mors gaudet succurrere vitae», associata alla tradizione delle sale anatomiche, è legata alla memoria del medico e anatomopatologo Luciano Armanni.[14]

Alla scuola medica napoletana tra Ottocento e primo Novecento appartennero figure come Antonio Cardarelli, titolare della cattedra di clinica medica dal 1893 al 1923, e Giuseppe Moscati, suo allievo; nella stessa tradizione scientifica si colloca anche il fisiologo Filippo Bottazzi.[15][16] L'attuale università non è dunque un'istituzione medievale, ma raccoglie parte di una tradizione didattica e scientifica sviluppatasi nell'ateneo napoletano nei secoli precedenti.

L'istituzione

La costituzione della nuova università fu prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 maggio 1989, nell'ambito del piano di sviluppo quadriennale delle università 1986-1990, allo scopo di decongestionare l'Università di Napoli attraverso lo scorporo della facoltà di medicina e chirurgia. La legge 7 agosto 1990, n. 245 sancì l'istituzione della Seconda Università degli Studi di Napoli e demandò alla normativa attuativa la costituzione delle facoltà e l'attivazione dei corsi di laurea.[17][7] Seguirono il decreto ministeriale del 25 marzo 1991 e il decreto del Presidente della Repubblica del 28 ottobre 1991, che istituì le facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali e di lettere e filosofia nell'ambito del piano di sviluppo triennale 1991-1993. Il D.P.R. 27 aprile 1992 stabilì l'ubicazione delle strutture e fissò la sede legale a Caserta.[18]

L'attività autonoma iniziò ufficialmente il 1º novembre 1992 con circa 19.000 iscritti e otto facoltà distribuite su cinque poli territoriali.[7] Il rettorato ebbe sedi a Napoli, in via Santa Maria di Costantinopoli, e a Caserta, negli ambienti della Reggia di Caserta. In seguito, l'ex edificio delle Poste di viale Ellittico fu acquisito dall'università e destinato a uffici e attività universitarie.[7]

Lo sviluppo

Negli anni Novanta aumentarono le attività, gli iscritti e il personale docente e amministrativo. Nel 1992 il Primo Policlinico di Napoli divenne sede della facoltà di medicina e chirurgia del nuovo ateneo, che ereditò le strutture napoletane appartenute alla prima facoltà medica dell'Università di Napoli.[7] Nel 1995 un protocollo d'intesa pose le premesse per la costruzione di un nuovo policlinico universitario a Caserta; i lavori iniziarono nel 2003.[19] Nel 2001 fu istituita la facoltà di psicologia, costituita per scorporo dalla facoltà di lettere e filosofia.[senza fonte] Nel 2005, nell'ambito della collaborazione con il consorzio interuniversitario INNOVA, fu costituito a San Nicola la Strada il laboratorio CIRCE, dedicato allo studio del nucleo degli astri e alla datazione di reperti archeologici.[20]

L'espansione dell'ateneo si accompagnò al recupero di edifici di rilievo storico. A Santa Maria Capua Vetere, nel 1992, la facoltà di giurisprudenza si insediò a Palazzo Melzi, costruito nel Seicento come sede della mensa arcivescovile e divenuto sede del tribunale nel periodo napoleonico; il tribunale lasciò il palazzo nel 1987. L'edificio fu restaurato tra il 2002 e il 2006 e conserva sulla facciata l'iscrizione «Palazzo di Giustizia».[21][22] Il dipartimento di lettere e beni culturali ebbe sede dal 1992 al 2014 nel monastero di San Francesco da Paola, sorto su un criptoportico romano.[senza fonte] A Capua il dipartimento di economia occupa l'antico convento delle Dame Monache, la cui origine è collocata tra il IX e il X secolo e che fu restaurato tra il 2000 e il 2007.[23][24]

Ad Aversa il dipartimento di ingegneria ha sede nella Real Casa dell'Annunziata, edificata agli inizi del XIV secolo come istituzione assistenziale promossa dagli Angioini; il dipartimento di architettura e disegno industriale è invece ospitato nel complesso abbaziale di San Lorenzo ad septimum, lungo l'antica via Consolare Campana.[7][25] A Caserta il dipartimento di scienze politiche, attivo nella sede attuale dall'anno accademico 2011-2012, è ospitato nell'ex edificio delle Poste di viale Ellittico, acquistato dall'università nel 2006.[7]

Con la legge 30 dicembre 2010, n. 240 l'ateneo si riorganizzò in dipartimenti; la struttura attuale comprende sedici dipartimenti.[26][27] Parte del patrimonio storico-scientifico dell'università, comprendente collezioni di anatomia, farmacologia e stomatologia e un fondo bibliografico, è raccolta nel Museo Universitario delle Scienze e delle Arti (MUSA).[11][13]

Il cambio di denominazione

Dagli anni Duemila si discusse la denominazione dell'ateneo.[28] Il 28 luglio 2010 il Consiglio regionale della Campania approvò un ordine del giorno che proponeva di trasformare la denominazione in «Università degli studi di Caserta – Terra di Lavoro».[29] All'inaugurazione dell'anno accademico 2014-2015 il rettore Giuseppe Paolisso, eletto nel 2014, annunciò la valutazione di tre ipotesi: «Università di Caserta», «Università Luigi Vanvitelli» e «Università della Campania – Luigi Vanvitelli».[30] Il 31 marzo 2015 il senato accademico scelse la denominazione «Università della Campania – Luigi Vanvitelli» e avviò la procedura per l'approvazione ministeriale. Il cambiamento fu accompagnato da un concorso internazionale per la nuova identità visiva dell'ateneo.[31][7]

L'iter si concluse nel 2016 con l'approvazione ministeriale del nuovo statuto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale l'8 novembre e in vigore dal 23 novembre 2016.[32] Il nome rende omaggio a Luigi Vanvitelli, architetto della Reggia di Caserta. Il riferimento alla «Campania» richiama la distribuzione dei dipartimenti tra la città metropolitana di Napoli e le province di Caserta e Avellino.[32]

Assetto territoriale e organizzazione

Le strutture didattiche

Le sedi sono dislocate sul territorio della regione Campania: in provincia di Caserta, nella città metropolitana di Napoli, in provincia di Avellino e in provincia di Benevento (le ultime due province sono sedi periferiche e distaccate) quasi tutte in strutture di interesse storico e culturale. L'ateneo ha due sedi di rettorato, una a Caserta che costituisce sede legale e una a Napoli in via Santa Maria di Costantinopoli[33] nei pressi dell'Azienda Ospedaliera Universitaria "Luigi Vanvitelli".

A Napoli si trovano i dipartimenti dell'area medica, l'Azienda Ospedaliera Universitaria "Luigi Vanvitelli", il Museo Universitario delle Scienze e delle Arti (MUSA) e alcuni centri di servizio dell'ateneo, ubicati principalmente all'interno e nelle immediate vicinanze del centro storico di Napoli. Sono inoltre attivi un comitato per lo sport universitario e un coro polifonico.

In seguito alla riorganizzazione ai sensi della legge 30 dicembre 2010, n. 240, l'università si articola in sedici dipartimenti universitari, una scuola d'ateneo, circa sessanta scuole di specializzazione mediche e una scuola di specializzazione per le professioni legali. I dipartimenti sono 16:[27]

I dipartimenti universitari

  • Donna, del bambino e di chirurgia generale e specialistica ‒ Napoli
  • Medicina di precisione ‒ Napoli
  • Medicina sperimentale ‒ Napoli
  • Multidisciplinare di specialità medico-chirurgiche e odontoiatriche ‒ Napoli
  • Salute mentale e fisica e medicina preventiva ‒ Napoli
  • Scienze mediche e chirurgiche avanzate ‒ Napoli
  • Scienze mediche traslazionali ‒ Napoli
  • Architettura e disegno industriale ‒ Aversa
  • Economia ‒ Capua
  • Giurisprudenza ‒ Santa Maria Capua Vetere
  • Ingegneria ‒ Aversa
  • Lettere e beni culturali ‒ Santa Maria Capua Vetere
  • Matematica e fisica ‒ Caserta
  • Psicologia ‒ Caserta
  • Scienze e tecnologie ambientali, biologiche e farmaceutiche ‒ Caserta
  • Scienze politiche ‒ Caserta

Scuole d'Ateneo

  • Scuola di Medicina e Chirurgia

I centri di ricerca

Le attività di ricerca si svolgono all'interno di diverse strutture, caratterizzate da modalità operative e finalità specifiche. Tra queste, i dipartimenti rappresentano le unità organizzative che hanno il compito di promuovere e coordinare le attività di ricerca. Parallelamente, i centri di ricerca si concentrano su progetti che richiedono la collaborazione tra competenze appartenenti a più dipartimenti di ricerca o, in alcuni casi, a più università. Essi sono[34]:

  • Centro Regionale di Farmacovigilanza
  • CIAMC Centro di Ricerca Inquinamento Ambientale e Malattie Cardiovascolari
  • C.I.R.N. Centro interuniversitario di ricerca per le neuroscienze
  • Centro di riferimento regionale per i pazienti affetti da cheilognatopalatoschisi e malformazioni oro-maxillo-facciali
  • CIRLaM Centre for Interdisciplinary Research in Language and Medicine
  • CERM Centro interuniversitario di ricerca sulla gestione sostenibile delle risorse energetiche
  • CRECS Centro di ricerca in economia cognitiva e sperimentale
  • COSME Centro di ricerca osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa
  • C.I.R.T.I.B.S. Centro interuniversitario di ricerca sulle tecnologie innovative per beni strumentali
  • OEPO Osservatorio su Enti Religiosi, Patrimonio Ecclesiastico e Organizzazioni non Profit

L'Ateneo collabora con enti di ricerca pubblici e privati, sia a livello nazionale che internazionale, tra cui Biogem, un centro scientifico specializzato in genetica molecolare e biotecnologie.

I centri di servizio

I Centri di Servizio supportano e ottimizzano le attività accademiche, di ricerca e amministrative.

  • Sistema Bibliotecario di Ateneo (SBA): Il Sistema Bibliotecario di Ateneo coordina tutte le biblioteche dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Si occupa di offrire supporto alla didattica e alla ricerca, gestendo un ampio patrimonio di libri, periodici e risorse elettroniche. Fornisce anche servizi di consulenza, formazione e accesso a cataloghi online, contribuendo alla creazione di un ambiente di studio e ricerca stimolante per studenti e docenti.
  • Logo del MUSA
    Museo Universitario delle Scienze e delle Arti (MUSA): Il MUSA è il centro culturale e scientifico che raccoglie e gestisce le collezioni museali dell'Ateneo. Il museo ha come missione la promozione e valorizzazione del patrimonio scientifico e artistico attraverso mostre, eventi culturali e attività educative. Il centro contribuisce alla divulgazione della cultura scientifica e all’interazione con il pubblico, cercando di sensibilizzare la comunità accademica e il territorio verso l'importanza della ricerca nelle scienze e nelle arti.
Logo del servizio SCUP
  • Centro di Ateneo dei Servizi Clinici Universitari Psicologici (SCUP): struttura accademica che integra attività clinica, ricerca scientifica e formazione nel campo della salute mentale. Il centro coordina in modo unitario i servizi psicologici e diagnostici universitari, collaborando con gli enti territoriali e sociosanitari per offrire prestazioni basate su evidenze scientifiche. Tra le sue finalità principali rientrano la promozione dell'inclusione attiva per disabilità e DSA, la prevenzione del disagio e del drop-out accademico, e lo sviluppo di progetti di ricerca in network nazionali e internazionali. Lo SCUP supporta inoltre la didattica attraverso tirocini e corsi di formazione avanzata (come i programmi ECM), svolgendo infine attività di divulgazione scientifica rivolta alla cittadinanza.
  • Centro Reti, Sistemi e Servizi Informatici (CRESSI): Il CRESSI è il centro che gestisce tutte le infrastrutture informatiche e le reti dell'Università. Si occupa di garantire la disponibilità, la sicurezza e l'affidabilità dei sistemi informatici, supportando le attività amministrative, didattiche e di ricerca. Il centro fornisce assistenza tecnica, gestisce le piattaforme di e-learning e assicura il corretto funzionamento delle risorse digitali a disposizione di studenti, docenti e staff amministrativo.
  • Centro di Servizio di Ateneo per la Ricerca (CSR): Questo centro è dedicato al supporto delle attività di ricerca scientifica nell'Università. Sostiene i ricercatori, i dottorandi e gli assegnisti di ricerca in tutte le fasi del processo, dalla progettazione alla realizzazione dei progetti di ricerca. Il centro offre anche servizi di formazione, consulenza e gestione delle risorse per la ricerca, facilitando l'accesso ai finanziamenti e la collaborazione con enti e istituzioni scientifiche.
  • Centro di Servizio per la Comunicazione (CSC): Il Centro di Servizio per la Comunicazione gestisce l'immagine istituzionale dell'Università, curando la comunicazione interna ed esterna. Si occupa della promozione delle attività accademiche, scientifiche e culturali attraverso diversi canali, inclusi i social media, il sito web e gli eventi pubblici. Il centro si occupa anche delle relazioni con i media e della gestione della comunicazione in ambito di emergenze o eventi straordinari, garantendo una corretta diffusione delle informazioni verso l'opinione pubblica.[35][36]

Il sistema bibliotecario

Le biblioteche universitarie sono organizzate nel Sistema Bibliotecario di Ateneo e raggruppate per area disciplinare. Le biblioteche sono distribuite in modo capillare su tutto il territorio campano.

  • Biblioteca dei Dipartimenti di Area Medica
  • Biblioteca del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale
  • Biblioteca del Dipartimento di Economia
  • Biblioteca del Dipartimento di Ingegneria
  • Biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza "Enrico de Nicola"
  • Biblioteca del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali
  • Biblioteca del Dipartimento di Matematica e Fisica
  • Biblioteca del Dipartimento di Psicologia
  • Biblioteca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari, Biologiche e Farmaceutiche
  • Biblioteca del Dipartimento di Scienze Politiche

L'Università offre, inoltre, una vasta gamma di risorse digitali attraverso il Sistema Bibliotecario di Ateneo. Gli utenti possono accedere a cataloghi online, banche dati in abbonamento e ad accesso libero, nonché a risorse internet suddivise per aree disciplinari.

Il Centro di servizio del Sistema Bibliotecario di Ateneo, con sede a Napoli, gestisce e coordina le attività legate ai servizi bibliotecari dell'Università, con un focus specifico sulla standardizzazione catalografica e bibliografica, la digitalizzazione dei servizi, la gestione della documentazione e la diffusione delle informazioni. Inoltre, offre supporto agli utenti per consentire un utilizzo ottimale delle risorse bibliografiche e documentali disponibili nell'Ateneo.[37]

Terza missione e media

Terza missione

La terza missione riguarda la valorizzazione della ricerca e il trasferimento delle conoscenze alla società, affiancando didattica e ricerca. L’Ateneo promuove collaborazioni con istituzioni, imprese ed enti del territorio, sostenendo innovazione, tutela della proprietà intellettuale, spin-off e start-up, oltre ad attività di divulgazione scientifica, culturale e sociale.

Tra le attività di public engagement organizzate dall'Università figurano rassegne culturali come Specchi di Musica, dedicata alla diffusione della cultura musicale attraverso concerti e incontri aperti al pubblico, e Incontri alla Reggia, ciclo di conferenze e dibattiti ospitato presso la Reggia di Caserta, finalizzato al confronto su temi di attualità, cultura, ricerca e innovazione. Attraverso tali iniziative l'Ateneo promuove il dialogo con il territorio e la diffusione della conoscenza oltre l'ambito accademico.

Vanvitelli Magazine

Logo del periodico ufficiale dell'Ateneo

VanvitelliMagazine è il periodico istituzionale online dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", realizzato dal Centro Servizi per la Comunicazione dell'Ateneo. Costituisce il principale strumento di informazione sulle attività universitarie e pubblica notizie riguardanti la ricerca scientifica, la didattica, la terza missione, gli eventi culturali, le iniziative rivolte a studenti e personale, nonché interviste a docenti, dirigenti e al Rettore. Il portale comprende inoltre un calendario degli eventi istituzionali e rende disponibile la rassegna stampa quotidiana dedicata all'Ateneo. Il magazine ha la funzione di promuovere e diffondere le attività dell'Università sia all'interno della comunità accademica sia verso il pubblico esterno, attraverso il sito istituzionale e i canali di comunicazione dell'Ateneo.

Coro Polifonico

Il Coro Polifonico dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli è un complesso corale universitario fondato nell’ambito delle attività di Terza Missione dell’Ateneo. Il coro promuove la partecipazione culturale e musicale della comunità accademica e il dialogo tra università e territorio. Il gruppo è diretto dal Maestro Carlo Forni ed composto da studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo, per un totale di circa quaranta coristi, includendo anche la partecipazione di studenti Erasmus provenienti da diversi Paesi europei.

L’attività concertistica si svolge sia in ambito accademico sia in collaborazione con istituzioni ed enti del territorio. In tale contesto, il coro ha tenuto concerti e partecipato a iniziative con numerose realtà sanitarie, culturali e associative, tra cui l’Ospedale Santobono-Pausilipon, la Comunità di Sant’Egidio, AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), ALICe (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), Città della Scienza, Legambiente, Rotary International e Lions Clubs International.

Sedi universitarie

Napoli

Interno del chiostro del Complesso di Sant'Andrea delle Dame
unicampania
Sala dei Busti, presso la Clinica Pediatrica dell' AOU "Luigi Vanvitelli"
Arco del Fanzago, situato nella Clinica Odonstomatologica dell' Ateneo
Chiostro Grande del Complesso di Santa Patrizia.
Targa commemotariva della frase pronunciata da Luciano Armanni, oggi esposta nelle sale autoptiche di tutto il mondo.

Nel capoluogo di regione si trova l'Azienda Ospedaliera Universitaria "Luigi Vanvitelli", la Scuola di Medicina e Chirurgia, gli otto dipartimenti delle discipline mediche e altri uffici amministrativi. Le attività formative del corso di laurea in medicina e chirurgia si svolgono presso le seguenti strutture localizzate, in gran parte, nel pieno centro storico di Napoli.

  • Primo Policlinico di Napoli (Vecchio Policlinico): complesso di inizio '900 situato sopra i resti dell'antica Neapolis, sede della Prima facoltà di medicina e chirurgia dell'allora Seconda Università degli Studi di Napoli, oggi divenuta Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Attualmente ospita diversi locali dell'AOU Luigi Vanvitelli ed è uno dei poli di formazione per i giovani medici dell'omonima università.
  • Clinica Pediatrica: edificio inaugurato nel 1929, ma già previsto nel progetto di sistemazione delle cliniche universitarie del 1896 firmato da Melisurgo e Quaglia. Il progetto originario fu poi stravolto, dando vita all'attuale struttura, concepita come "organizzazione occorrente alla grande battaglia dell'infanzia". Fu Rocco Jemma, chiamato a Napoli nel 1913 per succedere a Francesco Fede, a volere e realizzare la nuova clinica pediatrica, inaugurata l'8 gennaio 1929 alla presenza del principe Umberto di Savoia e di Maria José[38]. La clinica conserva anche un importante patrimonio artistico: nella "stanza dei busti" sono presenti sculture dedicate a figure legate alla storia della pediatria napoletana, tra cui Francesco Fede, a cui si deve il primo corso libero di medicina a Napoli e la nascita della clinica pediatrica. A un anno dalla morte di Jemma, avvenuta nel 1949, fu eretto nella clinica un busto in marmo a sua memoria. I decori della soffitta furono realizzati dall'artista napoletano Giuseppe Aprea, che per il tondo centrale scelse una rappresentazione della maternità datata 1927. Nei dipinti della grande aula ad anfiteatro sono raffigurate le "età cardinali dell'infanzia": allattamento, primi passi, primi giochi e scuola. Nel giardino è inoltre presente l'arco seicentesco di San Gaudioso, a testimonianza della stratificazione storica e artistica del complesso
  • Complesso di San Gaudioso: sede della Clinica Odontostomatologica dell'Azienda ospedaliera universitaria Luigi Vanvitelli[39]. Si tratta di un antico complesso monastico situato tra via Luigi De Crecchio e vico San Gaudioso, nel centro storico di Napoli, le cui origini risalgono al V secolo, quando, secondo la tradizione, fu fondato da Settimio Celio Gaudioso, vescovo di Bitinia, probabilmente sui resti di un tempio dedicato a Demetra. Ampliato nel corso del Medioevo e destinato alle monache benedettine, raggiunse il massimo sviluppo tra il XVI e il XVII secolo. Nel 1560 l'architetto Giovanni Francesco di Palma progettò il chiostro, mentre intorno al 1630 Cosimo Fanzago intervenne nel riassetto architettonico del complesso, realizzando il monumentale ingresso con una scala marmorea a doppia rampa e balaustra, tuttora conservata.[40] Nel 1799, durante gli scontri seguiti alla proclamazione della Repubblica Napoletana, la chiesa fu distrutta da un incendio, con la perdita di numerose opere d'arte. Nel corso dell'Ottocento il monastero fu destinato a usi scientifici e sanitari, diventando sede di clinica universitaria. Il complesso fu demolito nel 1920 per consentire la realizzazione di nuove strutture ospedaliere; dopo la seconda guerra mondiale, l'area riprese la propria funzione sanitaria e ospitò la Clinica odontoiatrica e stomatologica.[41] Dell'antico insediamento rimangono la scala fanzaghiana con l'arco monumentale d'accesso, il muro perimetrale, il portale in piperno su vico San Gaudioso e alcune tracce del chiostro.
  • Complesso di Santa Patrizia: edificato nel XIII secolo nei pressi del Primo Policlinico. È composta dal chiostro maggiore, dal Chiostro minore e dall'omonima chiesa. È sede del museo di anatomia umana, dovuto alla conservazione di preparati di Andrea Vesalio e Francesco Citarelli.[42] Oltre a conservare affreschi di Luigi Rodriguez, vi è un monumento in ricordo di Giovanni Antonelli, già rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e un'epigrafe in marmo riportante "Hic mors gaudet succurrere vitae" ("Qui la morte gode nel dare soccorso alla vita"), pronunciata da Luciano Armanni ed esposta oggi in molte sale autoptiche.[43]
  • Ospedali dei Colli: azienda ospedaliera di rilievo nazionale comprendente l'ospedale Monaldi, il Cotugno e il CTO. Qui ha sede il Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali ove vengono ospitati alcuni reparti dell'Azienda Ospedaliera, oltre a costituire un polo per la formazione teorica e pratica degli studenti afferenti alla Scuola.[44]

Santa Maria Capua Vetere

Vista frontale del palazzo Melzi, sede del dipartimento di giurisprudenza.
Interno di Palazzo Melzi, sede del Dipartimento di Giurisprudenza.

A Santa Maria Capua Vetere si trovano i dipartimenti di giurisprudenza e quello di lettere e beni culturali. Il dipartimento di giurisprudenza è ubicato presso il palazzo Melzi unitamente alla scuola di specializzazione per le professioni legali, nel cuore del centro storico di Santa Maria Capua Vetere, accanto al Duomo di Santa Maria Maggiore. L'edificio ha una lunga storia che affonda le radici nel XVII secolo, quando fu costruito tra il 1627 e il 1630 come mensa vescovile voluta dai vescovi di Capua, Girolamo Costanzo e i suoi successori Camillo e Giovanni Antonio Melzi. Durante il XVIII secolo, il palazzo fu ampliato e abbellito, assumendo la sua fisionomia attuale. Nel 1809, a seguito della riorganizzazione del sistema giuridico durante il periodo napoleonico, il palazzo divenne sede del Tribunale di prima istanza e del Tribunale criminale della provincia di Terra di Lavoro. Per adattarsi a queste nuove funzioni, l'edificio subì significativi interventi di ristrutturazione, tra cui quelli diretti dagli architetti Giuseppe Sticco ed Eleuterio Abbatecola tra il 1898 e il 1904. Successivamente, nel 1928, venne costruita una nuova ala per la Corte d'Assise su progetto degli architetti Domenico Morelli e Giuseppe Parisi. Nel periodo in cui ospitava il Tribunale, il palazzo vide anche l'installazione di carceri provvisorie nei suoi locali sotterranei, prima della realizzazione del nuovo carcere borbonico nell'ex convento dei Paolotti di Santa Maria via Coeli. Con la dismissione del Tribunale e il trasferimento degli uffici giudiziari nella moderna sede di Piazza della Resistenza, il palazzo fu acquisito dall'università. L'edificio è stato sottoposto a un accurato restauro che ha interessato sia le facciate esterne sia gli spazi interni, riportandoli all'aspetto tardo ottocentesco e adattandoli alle esigenze didattiche e di ricerca del dipartimento di giurisprudenza.[21]

Il dipartimento di lettere e beni culturali si trovava – dal 1992 al 2014 – presso il monastero medievale dedicato a San Francesco da Paola. Quest'ultima struttura agli inizi del XVII secolo venne occupata dai frati minori dell'ordine di San Francesco da Paola e divenne un monastero, costruito su un antico criptoportico romano, fino a quando nel 1738 vi vennero alloggiati i soldati borbonici e dal 6 febbraio 1807 è stato trasformato in un carcere. Il dipartimento di lettere e beni culturali è situato presso l'aulario di via Perla che serve anche quello di giurisprudenza.

Aversa

Ingresso del complesso della Real Casa dell'Annunziata, sede del dipartimento di ingegneria situato nella città di Aversa.

Nella città di Aversa hanno sede il dipartimento di ingegneria e quello di architettura e disegno industriale. Il primo è ubicato nel complesso della Real Casa dell'Annunziata, edificato intorno agli inizi del XIV secolo. Il plesso rientrava tra quelle istituzioni religiose con fini assistenziali promosse dagli Angioini anche per il controllo del territorio. È inoltre presente un aulario, sito in via Michelangelo Buonarroti.

Il secondo ha sede nella chiesa di San Lorenzo ad septimum che sorge in una località che già in epoca antica rivestiva caratteri di grande interesse, sull'antica via Campana ad septimum, cioè al settimo miglio della città di Capua.[senza fonte] Il complesso monumentale comprende l'omonima chiesa ed è costruito intorno al chiostro.

Chiostro della sede del dipartimento di Economia

Capua

Ingresso del Dipartimento di Economia, presso l' ex Caserma "Ettore Fieramosca"

A Capua si trova Il complesso che ospita il dipartimento di economia sito in Corso Gran Priorato di Malta. Originariamente nato come monastero e noto come Convento delle Dame Monache, l’edificio risalirebbe al IX-X secolo, in seguito alla distruzione del monastero di Santa Maria in Cingla in Alife da parte dei Saraceni nell'anno 847.[45] Il monastero fu costruito sull’antica via Silicis, una strada lastricata oggi identificata con il Corso Gran Priorato di Malta. Nel corso dei secoli, il complesso ha subito diverse modifiche e ampliamenti. Tra il XVI e il XVII secolo, fu trasformato in un monastero di clausura attraverso interventi guidati dall’architetto Benvenuto Tortelli, noto per il suo lavoro su edifici religiosi come la basilica di San Domenico Maggiore e la chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia a Napoli. Durante questo periodo furono installate grate alle finestre e la chiesa venne ristrutturata in stile barocco. Con il Regio Decreto del 17 settembre 1812, il monastero fu acquisito dallo Stato e destinato a uso militare, assumendo il nome di Caserma "Ettore Fieramosca"; la struttura mantenne questa funzione fino agli anni 1970. Successivamente, il complesso è stato restaurato tra il 2000 e il 2007. Oggi, con una superficie coperta di circa 11.600 m², ospita tutte le attività accademiche e amministrative del dipartimento universitario.[46][23]

Caserta

Il capoluogo di provincia ospita alcuni uffici amministrativi e quattro dipartimenti: il dipartimento di psicologia che ha sostituito la vecchia facoltà creata nel 2001 per scorporo dalla facoltà di lettere e filosofia, il dipartimento di scienze e tecnologie ambientali biologiche e farmaceutiche ed il dipartimento di matematica e fisica che hanno anch'essi sostituito le precedenti facoltà e situati come le stesse nel polo scientifico cittadino, sito in viale Abramo Lincoln.

Particolare del polo scientifico di Caserta.

Il dipartimento di scienze politiche, dall'anno accademico 2011-2012, è invece collocato presso il complesso di viale Ellittico presso uno stabile in precedenza di proprietà di Poste Italiane ed acquistato dall'università nel 2006.[47] Quest'ultimo ha rimpiazzato la precedente facoltà, che aveva originariamente sede nel complesso monumentale del Belvedere di San Leucio, a San Leucio, un tempo comune e successivamente frazione di Caserta, la quale iniziò l'attività didattica nell'anno accademico 2006-2007 con il corso di laurea in scienze politiche.[senza fonte] Infine, presso il centro direzionale cittadino – in località San Benedetto – è ospitata la sede di Caserta del corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia[48] che si avvale di una convenzione con l'ospedale di Caserta e altre strutture napoletane.

Il cantiere edile del costruendo del policlinico si trova sempre in San Benedetto, nella zona della località Lo Uttaro vicino Maddaloni, nella parte orientale della città, a ridosso della Strada statale 700 della Reggia di Caserta.

Il Museo Universitario delle Scienze e delle Arti (MUSA)

Museo Anatomico di Napoli, localizzato nel centro storico della Città e di proprietà dell' Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli".

ll Museo Universitario delle Scienze e delle Arti (MUSA) - ubicato a Napoli presso l’Istituto di Anatomia Umana nei chiostri di Santa Patrizia - è un museo dall’Ateneo, composto da diverse sezioni con l’obiettivo di riconfigurare le proprie istituzioni culturali e scientifiche, rappresentando un innovativo strumento di comunicazione e valorizzazione del patrimonio storico. Si confronta costantemente con esperienze museali nazionali e internazionali consentendo la sperimentazione di nuove forme di gestione museale, ponendo particolare attenzione al dialogo con le realtà culturali e scientifiche locali. Tra le principali finalità del MUSA rientrano la conservazione del patrimonio museale dell’Ateneo, anche tramite interventi di restauro e manutenzione e la promozione dell’accesso a tale patrimonio, sia per la comunità accademica che per il pubblico esterno.[11]

Attraverso questa visione, il MUSA si propone come un centro di eccellenza per la conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio museale, promuovendo un’interazione continua tra il sapere accademico, le innovazioni tecnologiche e il tessuto culturale del territorio.

Museo di anatomia umana

Il Museo di anatomia umana, fondato tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo con finalità didattiche, si è arricchito nel tempo anche grazie alle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin, che ne hanno influenzato l’espansione delle collezioni. Il museo custodisce reperti unici suddivisi in due sezioni principali.

La sezione di anatomia normale comprende una vasta raccolta di organi, con preparati in cera realizzati da Francesco Citarelli e una collezione di organi interni, molti dei quali essiccati. La sezione di anatomia patologica presenta una collezione di feti malformati, teste ciclopiche e vari reperti conservati in formalina o alcool, offrendo una visione suggestiva di anomalie anatomiche studiate per scopi scientifici.

Farmacologia

La Sezione di Farmacologia ha origine nel 1862 con la fondazione del gabinetto di materia medica da parte di Francesco Briganti. La collezione documenta lo sviluppo della ricerca scientifica, con particolare attenzione alla farmacologia, attraverso una vasta raccolta di reperti, apparecchiature storiche e testi antichi. L’esposizione dei materiali conservati consente di ripercorrere l’evoluzione della farmacologia dalle sue origini fino all’epoca contemporanea. Tra i reperti più significativi vi è una raccolta di droghe vegetali, animali e minerali, risalenti ai secoli scorsi e catalogate alfabeticamente, dall’aconito napello allo zenzero. Accanto alle droghe, la collezione include numerosi campioni di specialità medicinali prodotte tra l’Ottocento e il Novecento, conservate nelle loro confezioni originali.

La Sezione di Farmacologia dispone anche di una delle più antiche biblioteche della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che conserva raccolte complete di riviste scientifiche risalenti fino al secolo scorso. Il patrimonio librario comprende volumi stampati tra il Cinquecento e i primi decenni del Novecento, tra cui alcuni testi di particolare pregio. Tra questi spiccano un’edizione del Canone di Avicenna stampata a Venezia nel 1582 e diversi volumi seicenteschi dedicati all’arte dei Semplici e ai ricettari, come le opere di Auda da Lantosca (Roma, 1660), Johannes Schroderus (Ulma, 1644) e Timoteo Rosselli (Venezia, 1644). Particolarmente ricca è la sezione settecentesca, che include un’edizione patavina dell'Opera Omnia di Thomas Sydenham.[49]

Stomatologia

Nella sezione di Stomatologia troviamo la collezione De re dentaria apud veteres, un'esposizione dedicata alla storia dell'odontoiatria, con l'obiettivo di ricostruire le origini e lo sviluppo di questa disciplina nel corso del tempo. Il progetto è orientato alla ricerca storica e alla riflessione da parte di studiosi di stomatologia, documentando l'evoluzione delle conoscenze e delle pratiche odontoiatriche. La collezione comprende una vasta gamma di materiali di interesse storico e scientifico, tra cui documenti risalenti principalmente alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo, strumenti odontoiatrici in uso nei primi decenni del Novecento e apparecchiature odontotecniche della prima metà del XX secolo. Oltre agli strumenti medici, sono presenti reperti fossili, tra cui denti di animali domesticati risalenti al periodo pre-protostorico, che offrono spunti di studio sull'evoluzione della dentatura e delle pratiche odontoiatriche nelle civiltà antiche.[50]

Bibliografica

La sezione Bibliografica si compone dei volumi collezionati in seno al Ateneo e si compone principalmente di due fondi, quello del Museo Anatomico e quello del Museo di Farmacologia.

Il fondo librario del Museo Anatomico, situato nel complesso storico di Santa Patrizia, comprende circa 680 volumi, di cui 140 antichi, provenienti dagli ex Istituti e Dipartimenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tra le opere moderne vi sono raccolte di riviste tedesche di anatomia della fine dell’Ottocento, atlanti anatomici, dizionari medici e manuali di importanti studiosi del primo Novecento. Tra le pubblicazioni più antiche spiccano cinquecentine delle opere complete di Galeno e Ippocrate, oltre a settecentine contenenti testi di Andrea Vesalio e Frederik Ruysch. Quest’ultimo, anatomista e botanico olandese, è noto per le sue tavole calcografiche di grande valore artistico e scientifico. Il volume più rappresentativo della collezione è Anatomiae Universae Icones di Paolo Mascagni, pubblicato a Pisa nel 1823. Si tratta di un atlante anatomico di grandi dimensioni (100×72 cm), composto da 44 tavole calcografiche a colori e 44 in bianco e nero, che raffigurano il corpo umano a grandezza naturale. A causa della rarità e della fragilità dell’opera, nel 2017 è stata realizzata una digitalizzazione del volume, permettendone la consultazione interattiva tramite touchscreen all’interno del Museo Anatomico.

Il Museo della Sezione di Farmacologia, situato nel complesso di Sant'Andrea delle Dame, conserva un fondo librario di circa 200 volumi, databili dalla fine del Cinquecento agli inizi del Novecento. Tra le opere più rilevanti vi è un’edizione veneziana del 1582 del Liber Canonis Medicinae di Avicenna, oltre a testi seicenteschi sull’arte dei Semplici e sui ricettari, tra cui quelli di Auda da Lantosca (Roma, 1660), Johannes Schöderus (Ulma, 1644) e Timoteo Rosselli (Venezia, 1644). Il fondo settecentesco include raccolte di formulari, commenti agli scritti di Ippocrate e testi di istituzioni di medicina, tra cui un’edizione padovana dell'Opera Omnia di Thomas Sydenham. L’Ottocento è rappresentato da farmacopee nazionali ed europee, trattati di fisiologia, chirurgia, chimica farmaceutica e microbiologia, oltre ai primi studi italiani basati sulla concezione positivista e sperimentale della scienza. Il fondo novecentesco raccoglie numerosi testi che completano la collezione di apparecchiature del museo.[51]

Artistica

La Collezione d'Arte contemporanea del MUSA nasce dal progetto Le Aule dell’Arte, avviato dal dipartimento di lettere e beni culturali dell'Università Vanvitelli. Promosso dagli insegnamenti di Storia dell’arte contemporanea e Museologia, il progetto mira a creare un dialogo tra arte contemporanea e spazi universitari, in collaborazione con enti e istituzioni culturali del territorio. La collezione comprende un nucleo di opere collocate nella sede del dipartimento di lettere e beni culturali, testimonianza delle attività di ricerca e didattica svolte nel campo dell'arte pubblica.[52]

Sport

L'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli collabora con il CUS Caserta promuovendo eventi sportivi e attività per gli studenti, il personale accademico e i docenti. Le attività sportive universitarie si svolgono anche in collaborazione con il CUS Napoli.

La Scuderia Vanvitelli è il team ufficiale di Formula Student dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Il team si dedica alla progettazione, costruzione e competizione con monoposto da corsa. La Scuderia partecipa a competizioni internazionali come la Formula SAE. Il team è strutturato in diverse aree, tra cui meccanica, elettronica, aerodinamica e gestione.[53]

Cronotassi dei rettori

  • Domenico Mancino (1990-1998)[54][55]
  • Antonio Grella (1998-2006)[56]
  • Francesco Rossi (2006-2014)[57]
  • Giuseppe Paolisso (2014-2020)[58]
  • Gianfranco Nicoletti (2020-in corso)[59]

Note

  1. ↑ I Dipartimenti dell'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli nei vari Poli, su unicampania.it. URL consultato il 17 novembre 2017.
  2. ↑ Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – Presentazione dell'Ateneo: Le Sedi, su unicampania.it. URL consultato il 17 novembre 2017.
  3. ↑ Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – Lauree, su unicampania.it. URL consultato il 12 agosto 2018.
  4. ↑ Concorso corsi di laurea delle professioni sanitarie, su unicampania.it. URL consultato il 12 agosto 2018.
  5. 1 2 Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli: popolazione studentesca e personale, su Ministero dell'università e della ricerca, Ufficio di statistica. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  6. ↑ La storia dell'Università federiciana, su Università degli Studi di Napoli Federico II. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Allegato C – L'Ateneo: cenni storici e presentazione (PDF), Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Associazione italiana design della comunicazione visiva. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  8. ↑ Anna Barone, L'incredibile storia del Primo Policlinico di Napoli, su Storie di Napoli, 8 giugno 2020. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  9. ↑ Complesso di Sant'Andrea delle Dame, su NAPOLI Tour. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  10. ↑ Museologia scientifica, anno XII, numeri 3-4 (PDF), su Associazione nazionale musei scientifici, orti botanici, giardini zoologici e acquari, 1995. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  11. 1 2 3 Il centro, su Museo Universitario delle Scienze e delle Arti – Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  12. ↑ Tesori di Napoli, il Museo di Anatomia, su Info Sibari. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  13. 1 2 La nascita del Museo di Farmacologia (PDF), su Gruppo Italiano di Paleofarmacologia. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  14. ↑ Quaderni del Ruolo Terapeutico (PDF), su Il Ruolo Terapeutico. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  15. ↑ La medicina napoletana e l'Università Federico II: la Scuola medica napoletana dalle origini agli anni duemila (PDF), su Università degli Studi di Napoli Federico II. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  16. ↑ Cardarelli, Antonio, su Dizionario biografico degli italiani, Treccani. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  17. ↑ Legge 7 agosto 1990, n. 245, art. 10, su Edizioni Europee. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  18. ↑ Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1992, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  19. ↑ Policlinico con vista sulle cave. Quattordici anni per non costruirlo, in Corriere del Mezzogiorno, 30 giugno 2009. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  20. ↑ Nanostelle accese in laboratorio, su ANSA, 14 novembre 2012. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  21. 1 2 Palazzo Melzi, su Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  22. ↑ Palazzo Melzi in Santa Maria Capua Vetere, su La Freccia nel Fianco, 19 maggio 2018. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  23. 1 2 Fabio Carbone, Il complesso di Santa Maria delle Dame Monache, su Capua Italiani.it, 25 marzo 2019. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  24. ↑ Natascia Festa, CasaCorriere fa tappa a Capua all’ex convento delle Dame monache, su Corriere del Mezzogiorno, 18 novembre 2019. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  25. ↑ Il sito di San Lorenzo ad Septimum sulla Via Campana, su Archivio istituzionale della ricerca dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  26. ↑ Legge 30 dicembre 2010, n. 240 – Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  27. 1 2 I dipartimenti dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli nei vari poli, su Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  28. ↑ Seconda Università degli Studi di Napoli: si cerca un nome nuovo, su CasertaSette. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  29. ↑ Il Consiglio approva le pdl per garantire efficienza ed efficacia nelle nomine e gli ordini del giorno, tra cui quello sull'Università di Caserta «Terra di Lavoro», su Consiglio regionale della Campania, 28 luglio 2010. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  30. ↑ Seconda Università, tre nomi per la svolta: la scelta è tra «Campania», «Caserta» e «Vanvitelli», in Il Mattino, 28 febbraio 2015. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  31. ↑ È fatta: la SUN cambia nome, su Ateneapoli, 20 aprile 2015. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  32. 1 2 Decreto rettorale 17 ottobre 2016, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 8 novembre 2016. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  33. ↑ Come riportato sul sito ufficiale, su unina2.it. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  34. ↑ Centri di Ricerca, su Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. URL consultato il 28 gennaio 2025.
  35. ↑ anvur.it, https://www.anvur.it/wp-content/uploads/2017/07/49_Feedback%20Universit%C3%A0%20Va~.pdf.
  36. ↑ Centro di servizio di Ateneo per la Ricerca, su Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. URL consultato il 29 gennaio 2025.
  37. ↑ Sistema Bibliotecario A to Z, su Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. URL consultato il 28 gennaio 2025.
  38. ↑ Jemma, Rocco - Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea, su https://www.icsaicstoria.it/. URL consultato il 13 ottobre 2026.
  39. ↑ U.P. Patologia Speciale Odontostomatologica, su Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  40. ↑ Complesso di San Gaudioso, su Fondo Ambiente Italiano. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  41. ↑ Complesso di San Gaudioso: storia e architettura, su Napoligrafia. URL consultato il 18 ottobre 2026.
  42. ↑ (EN) Claudia Ausilio, Il Museo di Anatomia di Napoli apre al pubblico. È il più importante e antico al mondo, su Vesuvio Live, 10 marzo 2016. URL consultato il 27 gennaio 2025.
  43. ↑ San Giuseppe Moscati, il Medico Santo di Napoli - 2, su digilander.libero.it. URL consultato il 27 gennaio 2025.
  44. ↑ scienzemedichetraslazionali.unicampania.it, https://www.scienzemedichetraslazionali.unicampania.it/images/didattica/Accordi_attuativi/Conv_AORN_Monaldi.pdf.
  45. ↑ Ruderi del monastero di Santa Maria in Cingla ad Alife, su vivimatese.it, 31 agosto 2023.
  46. ↑ Strutture del Dipartimento, su www.economia.unicampania.it. URL consultato il 27 gennaio 2025.
  47. ↑ Lidia Luberto, Policlinico, Rossi: «Lavori ancora fermi, ma non è colpa nostra», in Corriere del Mezzogiorno, 22 settembre 2009. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  48. ↑ Università a Caserta in Centro Direzionale, su PagineGialle.it. URL consultato il 15 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  49. ↑ Francesco Amalfitano, Farmacologia, su www.musa.unicampania.it. URL consultato il 29 gennaio 2025.
  50. ↑ Francesco Amalfitano, Stomatologia, su www.musa.unicampania.it. URL consultato il 29 gennaio 2025.
  51. ↑ Francesco Amalfitano, Bibliografica, su www.musa.unicampania.it. URL consultato il 29 gennaio 2025.
  52. ↑ Francesco Amalfitano, Artistica, su www.musa.unicampania.it. URL consultato il 29 gennaio 2025.
  53. ↑ Scuderia Vanvitelli, su www.ingegneria.unicampania.it. URL consultato il 27 gennaio 2025.
  54. ↑ Comunicato stampa – Seconda università di Napoli: Zecchino incontra il rettore e il preside di psicologia, su miur.it, 29 ottobre 1998. URL consultato il 10 aprile 2019.
  55. ↑ Si inaugura il 14º Anno Accedemico della SUN, su controcampus.it, 24 febbraio 2006. URL consultato il 10 aprile 2019.
  56. ↑ Addio ad Antonio Grella, ex rettore della Sun, in Il Mattino, 6 luglio 2014. URL consultato il 10 aprile 2019.
  57. ↑ SUN: Francesco Rossi confermato Rettore, su napoli.com, 8 maggio 2010. URL consultato il 10 aprile 2019.
  58. ↑ Paolisso Giuseppe – Rettore Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"[collegamento interrotto], su crui.it. URL consultato il 10 aprile 2019.
  59. ↑ Nicoletti è il nuovo rettore dell'Università della Campania Vanvitelli, su ilmattino.it.

Bibliografia

  • 1º rapporto sugli archivi delle università italiane pubblicazione a cura del Ministero per i beni e le attività culturali, Padova 2002.

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