Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse

Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse è una locuzione latina che tradotta letteralmente significa "Non si può vincere né senza i Marsi né contro di essi". La frase, che evidenzia il valore militare del popolo italico dei Marsi, è stata attribuita allo storico greco Appiano di Alessandria (95 ca. – 165 ca.).[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La frase, che nel tempo ha acquisito la valenza di un vero e proprio motto, rievoca la Guerra sociale combattuta dal 91 all'88 a.C., nota anche come bellum Marsicum. La rivolta scoppiò quando diverse popolazioni Italiche, primi fra tutti i Marsi[2] guidati da Quinto Poppedio Silone, si opposero alla Repubblica romana che non volle concedere la cittadinanza romana ai socii italici, evitando così tutti i risvolti politici che potevano generarsi.
Al termine della guerra, i Marsi furono sconfitti militarmente insieme agli altri popoli italici come i Peligni, i Vestini, i Marrucini e anche i Frentani,[3] tuttavia riuscirono a ottenere l'importante vittoria politica nel riconoscimento della cittadinanza romana. Questo processo avvenne attraverso la legge Julia, promulgata nel 90 a.C. e integrata un anno dopo dalla Lex Plautia Papiria.[4]
Con la successiva Lex Pompeia de Transpadanis fu accelerato il processo di romanizzazione a sud e a nord del Po. I Marsi furono perlopiù ascritti alla gens Sergia,[5] ad eccezione dei Marsi albensi e dei Marsi anxantini annoverati nella gens Fabia;[6] una parte della popolazione collocata più a sud-ovest della Marsica fu attribuita alla tribù Teretina.[7]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Santellocco, 2024, p. 18.
- ↑ Matyszak, 2014, p. 71.
- ↑ Matyszak, 2014, pp. 72-73.
- ↑ Le Glay, Voisin & Le Bohec, 2002, pp. 122-124.
- ↑ Cicerone, In Vatinium testem, XV, 36.
- ↑ Theodor Mommsen, CIL 3950, 1883.
- ↑ Attilio Francesco Santellocco, Marsi: storia e leggenda, Luco dei Marsi, Touta Marsa, 2004, p. 34.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Fonti antiche
[modifica | modifica wikitesto]- (GRC) Appiano di Alessandria, Historia Romana (Ῥωμαϊκά). (traduzione inglese Archiviato il 20 novembre 2015 in Internet Archive.).
Fonti storiografiche moderne
[modifica | modifica wikitesto]- Alexis-François Artaud de Montor, Italie (1835). Texte en ligne; traduzione Antonio Francesco Falconetti, tip. Giuseppe Antonelli, Venezia, 1837.
- Mommsen Theodor, Storia di Roma antica, vol.II, Milano, Sansoni, 2001, ISBN 978-88-383-1882-5.
- Marcel Le Glay, Jean-Louis Voisin & Yann Le Bohec, Storia romana, Bologna, 2002, ISBN 978-88-15-08779-9.
- (EN) Philip Matyszak, Cataclysm 90 BC: The Forgotten War That Almost Destroyed Rome, Barnsley, Pen & Sword, 2014, ISBN 978-1-84884-789-7.
- Attilio Francesco Santellocco, Q. P. Silo. Bellum Marsicum. Italia, Self-publishing, 2024, ISBN 9798884604483.
Voci correlate
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