Martin Nodell

Martin Nodell (Filadelfia, 15 novembre 1915[1] – Muskego, 9 dicembre 2006[2]) è stato un fumettista statunitense, noto principalmente per aver creato la Lanterna Verde della Golden Age Alan Scott.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Primi anni
[modifica | modifica wikitesto]Nato a Filadelfia, Pennsylvania, da una famiglia di immigrati di origine ebraica,[3] Nodell ha frequentato l'Art Institute of Chicago,[4] si è trasferito a New York a 18 anni[5] e ha completato gli studi al Pratt Institute,[4] oltre a lavorare come attore sia a Chicago che a New York, iniziando la carriera di artista realizzando caricature di personaggi dello spettacolo.[5]
Carriera
[modifica | modifica wikitesto]Nodell inizia la carriera da illustratore freelance nel 1938, prima di venire assunto a tempo pieno come fumettista nel 1940 da Sheldon Mayer, editore della All-American Publications, una delle tre compagnie destinate a fondersi nella National Comics Publications, poi ribattezzata DC Comics. Tempo dopo concepisce il personaggio della Lanterna Verde Alan Scott ispirato dalla vista di un ferroviere che agitava una lanterna lungo i binari bui alla stazione della metropolitana della 34esima Strada di Manhattan,[6] immagine che ha poi mescolato a elementi de L'anello del Nibelungo di Richard Wagner, al folclore cinese e alla mitologia greca.[6][7][8] In merito alla genesi creativa del personaggio, Nodell ha dichiarato: «ho scelto il nome per il ferroviere sui binari che agitava una lanterna, passando dal rosso al verde... il verde significava via libera e ho deciso sarebbe stato quello. Poi mi serviva un costume colorato e interessante. Ero interessato alla mitologia greca e quindi il costume ha assunto elementi da lì. È andato tutto a posto da solo. Quando lo inviai, aspettai fino alla seconda settimana prima di ricevere la notizia. Fui fatto entrare nell'ufficio del signor [Max] Gaines, l'editore, e dopo essere rimasto seduto a lungo a sfogliare le pagine della mia presentazione, lui annunciò: "Ci piace!". E poi: "Al lavoro!". Scrissi le prime cinque pagine di un racconto di otto, e poi chiamarono Bill Finger per aiutarmi. Ci lavorammo per sette anni [fino al 1947]».[9]
La prima avventura del personaggio, disegnata da Nodell, con lo pseudonimo di "Mart Dellon", e scritta da Bill Finger, è stata pubblicata sul numero 16 di All-American Comics (luglio 1940), continuando poi a mantenere lo pseudonimo fino all'inverno del 1940, col secondo albo di All Star Comics[10] motivando la decisione col fatto che avesse ritenuto i fumetti «letteratura proibita, culturalmente inaccettabile. Non era qualcosa di cui andare fieri».[6] Nodell ha continuato a disegnare, e spesso anche ad inchiostrare, le storie di Lanterna Verde su All-American Comics e All Star Comics fino a quando il personaggio ha ricevuto una propria testata regolare, nel luglio 1941, per poi continuare a seguirne la parte grafica fino al numero 25 (maggio 1947), disegnando molto raramente anche le copertine e venendo poi sostituito da artisti quali Howard Purcell, Irwin Hasen e Alex Toth.
Nodell lascia la All-American nel 1947 e si unisce alla Timely Comics, la casa editrice antesignana della Marvel Comics per cui realizza varie storie di Capitan America, la Torcia Umana e il Sub-Mariner, sebbene raramente abbia firmato i suoi lavori, rendendo difficoltoso agli storici del fumetto confermare il suo contributo, sebbene sia assodato abbia realizzato due copertine estremamente celebri: il primo numero di Marvel Tales, rivisitazione in chiave horror della serie di punta della Timely, Marvel Mystery Comics; e il penultimo albo (74) della serie di Capitan America, che per i suoi ultimi due numeri divenne l'antologia horror Captain America's Weird Tales.
Nel 1950, Nodell lascia i fumetti e inizia a lavorare nella pubblicità venendo assunto come direttore artistico dell'agenzia Leo Burnett di Chicago e contribuendo, nel 1965, a sviluppare Pillsbury Doughboy, la celebre mascotte della Pillsbury Company.[11] sebbene abbia comunque illustrato due one-shot per Avon Comics, City of the Living Dead (1952), il numero 14 di Eerie (1951).[10]
Negli anni '80, Nodell torna a lavorare per DC Comics sviluppando il redesign del personaggio di Harlequin,[10] disegnando una storia su Alan Scott e il Corpo delle Lanterne Verdi pubblicata sul numero 19 del terzo volume[12] di Green Lantern (dicembre 1991) in occasione del 50° anniversario del personaggio[13] ed un'illustrazione di Scott e Superman pubblicata su Superman: The Man of Steel Gallery (dicembre 1995)[14] All'età di 80 anni, Nodell ha disegnato il suo ultimo fumetto, l'eccentrico adattamento di 10 pagine di Harlan Ellison Gnomebody, scritto da Ellison e John Ostrander, inchiostrato da Jedediah Hotchkiss e pubblicato da Dark Horse Comics sul primo numero di Harlan Ellison's Dream Corridor Quarterly (agosto 1996).
È morto per cause naturali il 9 dicembre 2006 in una casa di riposo a Muskego, Wisconsin, all'età di 91 anni.[2][7]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Nodell ha conosciuto sua moglie Carrie a Coney Island nel settembre 1940,[6] per poi sposarla il 1º dicembre 1941 e trasferirsi per alcuni anni con lei e la famiglia di suo fratello Simon in una casa a Huntington, prima di fare ritorno a Brooklyn.[6] La coppia ha avuto due figli, Spencer e Mitchell.[6]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1986 Nodell è stato insignito dell'Inkpot Award,[15] mentre nel 2011 è stato inserito nella Eisner Award Hall of Fame.[16]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) John Jackson Miller, Comics Industry Birthdays, su Comics Buyer's Guide, 10 giugno 2005. URL consultato il 12 dicembre 2010 (archiviato il 18 febbraio 2011).
- 1 2 (EN) Martin Nodell, su FamilySearch.org, United States Social Security Death Index. URL consultato il 2 marzo 2013.
- ↑ (EN) Gloria Goodale, Superhero summer: Behind 'Green Lantern' and the rest, an American story, in The Christian Science Monitor, 17 giugno 2011, p. 2. URL consultato il 14 dicembre 2011 (archiviato il 23 giugno 2011).
- 1 2 (EN) Martin Nodell, su Lambiek Comiclopedia.
- 1 2 (EN) Introducing BILL FINGER and MARTY NODELL creators of GREEN LANTERN, in Green Lantern, vol. 1, 1941, p. 33.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Joseph Dionsio, Lantern's Light / Celebrity fans flock to the hip DC Comics superhero, but he still can't get a movie gig, su Newsday, 16 luglio 2000. URL consultato il 15 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2011).
- 1 2 (EN) Alan Woollcombe, Mart Nodell: Creator of the Green Lantern, su The Independent, 19 dicembre 2006. URL consultato il 13 aprile 2011 (archiviato l'11 novembre 2012).
- ↑ (EN) Joseph Dionisio, Green Lantern Creator Martin Nodell, 91, su Newsday, 11 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2007).
- ↑ (EN) Bill Black, An Interview With Green Lantern Creator, Martin Nodell, su accomics.com, AC Comics. URL consultato il 24 luglio 2012 (archiviato il 7 luglio 2011).
- 1 2 3 (EN) Martin Nodell, su Grand Comics Database.
- ↑ (EN) Joseph Dionsio, Ring Power vs. Flour Power, su Newsday, 16 luglio 2000 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2011).
- ↑ Il termine volume è usato in lingua inglese, in questo contesto, per indicare le serie, pertanto Vol. 1 sta per prima serie, Vol. 2 per seconda serie e così via.
- ↑ (EN) Green Lantern (DC, 1990 Series) #19, su Grand Comics Database.
- ↑ (EN) Superman: The Man of Steel Gallery #1, su Grand Comics Database.
- ↑ (EN) Inkpot Awards, su comic-con.org, 2025 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2025).
- ↑ (EN) Nominees Announced for 2011 Will Eisner Comic Industry Awards, su San Diego Comic-Con, 2011 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2011)..
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Mart Nodell, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Bibliografia di Martin Nodell, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Martin Nodell, su Comic Vine, Fandom.
- (EN) Martin Nodell, su Grand Comics Database.
- (EN) Martin Nodell, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 77544784 · ISNI (EN) 0000 0000 2007 2627 · Europeana agent/base/70300 · LCCN (EN) n00042099 |
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