Gazella dorcas
| Gazzella dorcade | |
|---|---|
Esemplare nel parco nazionale di Souss-Massa, in Marocco | |
| Stato di conservazione | |
Vulnerabile[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Artiodactyla |
| Famiglia | Bovidae |
| Sottofamiglia | Antilopinae |
| Tribù | Antilopini |
| Genere | Gazella |
| Specie | G. dorcas |
| Nomenclatura binomiale | |
| Gazella dorcas (Linnaeus, 1758) | |
| Areale | |
La gazzella dorcade o gazzella dorcas (Gazella dorcas (Linnaeus, 1758)) è una specie di mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidi e alla tribù degli Antilopini. È una delle gazzelle maggiormente adattate agli ambienti desertici e semidesertici e possiede un vasto, sebbene fortemente frammentato, areale che attraversa l'Africa settentrionale, il Sahara, il Sahel settentrionale e parte del Corno d'Africa, raggiungendo verso nord-est la penisola del Sinai, il Negev e la Giordania occidentale.[2]
Piccola, agile e capace di sopravvivere in regioni caratterizzate da precipitazioni estremamente scarse e irregolari, occupa deserti sabbiosi e pietrosi, steppe aride, pianure ghiaiose, wadi, savane desertiche e arbusteti xerici. È classificata come vulnerabile (VU) dalla Lista rossa IUCN.[2]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La gazzella dorcade è una delle specie più piccole del genere Gazella. La lunghezza testa-corpo è generalmente compresa tra 90 e 110 cm, l'altezza al garrese tra circa 55 e 65 cm e il peso degli adulti si aggira normalmente sui 14-20 kg, con i maschi mediamente più pesanti delle femmine.[3]
Il corpo è leggero e slanciato, con collo sottile, arti lunghi e relativamente delicati e una coda breve terminante in un ciuffo nerastro. Il colore del mantello varia considerevolmente nelle diverse regioni dell'areale, dal sabbia molto chiaro al fulvo e al bruno rossastro. Questa variabilità geografica ha contribuito alla descrizione, nel corso del tempo, di numerose forme nominali.
Le parti inferiori sono bianche e vengono normalmente separate dalla colorazione dei fianchi da una fascia bruno-rossastra relativamente sottile. Lo specchio della groppa è bianco e la coda contrasta nettamente con esso. Il capo presenta il tipico disegno facciale delle gazzelle, con strisce chiare che si estendono dagli occhi verso il muso, accompagnate da bande più scure.
Le popolazioni del Sahara centrale e occidentale tendono a essere molto pallide, mentre quelle delle regioni prossime al Mar Rosso e del Negev possono presentare tonalità più scure e rossastre.
Le corna sono presenti normalmente in entrambi i sessi. Nei maschi sono fortemente anellate, relativamente lunghe e assumono una caratteristica forma a lira: divergono inizialmente verso l'esterno, si incurvano all'indietro e terminano con le punte rivolte verso l'interno e leggermente in avanti. Possono raggiungere circa 25-40 cm di lunghezza. Nelle femmine sono generalmente più corte, sottili e meno fortemente anellate.
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La specie fu descritta da Carlo Linneo nel 1758, nella decima edizione del Systema Naturae, con il nome di Capra dorcas. Linneo indicò genericamente l'«Africa» come provenienza; la località tipo fu successivamente ristretta al Basso Egitto e infine alla regione situata a ovest del Nilo. Non è noto un esemplare tipo tuttora esistente.[2]
Nel corso dei secoli XIX e XX furono descritte numerose forme geografiche. La terza edizione di Mammal Species of the World del 2005 riconosceva tradizionalmente sei sottospecie: G. d. dorcas, G. d. beccarii, G. d. isabella, G. d. massaesyla, G. d. osiris e G. d. pelzelnii.[4] La delimitazione delle diverse forme rimane tuttavia problematica, sia per la notevole variabilità geografica sia perché alcune popolazioni non sono state adeguatamente studiate geneticamente.
Il Mammal Diversity Database non riconosce come specie distinte alcune forme separate da Colin Groves e Peter Grubb nella revisione del 2011. In particolare, comprende all'interno di G. dorcas sia pelzelnii, propria della Somalia settentrionale e delle regioni adiacenti del Corno d'Africa, sia saudiya, la cosiddetta gazzella saudita, storicamente diffusa nella Penisola Arabica.[2]
Il trattamento di saudiya è particolarmente controverso. Analisi del DNA mitocondriale ricavato da esemplari museali autentici mostrarono che la popolazione saudita formava un lignaggio monofiletico distinto e costituiva il gruppo fratello di G. dorcas, suggerendo che rappresentasse almeno un'unità evolutivamente significativa.[5] Gli stessi studi non individuarono autentiche gazzelle saudite tra gli animali allevati in collezioni private che erano stati precedentemente attribuiti a questa forma. Nonostante tali risultati e il riconoscimento di Gazella saudiya come specie distinta da Groves e Grubb, il Mammal Diversity Database la tratta attualmente come sinonimo di G. dorcas.[2]
Analisi filogenetiche più ampie collocano la gazzella dorcade in uno dei principali cladi del genere Gazella, relativamente vicino alla gazzella di Speke (Gazella spekei) e al gruppo delle gazzelle di montagna.[6]
Distribuzione e habitat
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Secondo il Mammal Diversity Database, la specie è presente in Algeria, Burkina Faso settentrionale, Ciad, Gibuti, Egitto, Eritrea, Etiopia settentrionale, Israele meridionale, Giordania occidentale, Libia, Mali, Mauritania, Marocco, Niger, Senegal, Somalia settentrionale, Sudan settentrionale e Tunisia. In Nigeria settentrionale sono stati segnalati individui erratici, mentre in Senegal la specie è presente grazie anche a programmi di reintroduzione.[2]
L'areale attuale è assai più frammentato rispetto a quello storico e molte popolazioni sono isolate le une dalle altre da vaste regioni nelle quali la specie è scomparsa o è divenuta estremamente rara. Uno studio effettuato nel deserto orientale egiziano ha stimato che la specie abbia perso circa l'86% della propria distribuzione storica complessiva.[7]
La gazzella dorcade occupa una gamma di ambienti aridi più ampia di molte altre gazzelle sahariane. Vive in deserti sabbiosi e pietrosi, reg, hamada, dune, steppe aride e semiaride, savane aperte, pianure costiere, depressioni saline e sistemi di wadi. È generalmente associata alle pianure e ai fondovalle, ma può utilizzare anche rilievi e territori accidentati, soprattutto nelle regioni sottoposte a forte disturbo antropico.
La disponibilità di vegetazione varia enormemente in seguito alle precipitazioni e le popolazioni possono compiere spostamenti locali o stagionali seguendo la crescita delle piante. In alcune regioni del Sahara e del Sahel gli individui si disperdono rapidamente verso le aree interessate dalle piogge, mentre altre popolazioni, come quelle del Negev, sono maggiormente sedentarie.
Uno studio effettuato nel parco nazionale di Jbil, nella Tunisia meridionale, su dati raccolti mediante fototrappole tra il 2019 e il 2021 ha mostrato che sia la gazzella dorcade sia la gazzella bianca (Gazella leptoceros) utilizzavano le pianure più frequentemente dei rilievi. Per G. dorcas la presenza di acqua influenzava inoltre significativamente la distribuzione spaziale.[8]
Biologia
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La struttura sociale della gazzella dorcade è estremamente flessibile e dipende dalla distribuzione delle risorse, dalla stagione e dall'intensità del disturbo umano. Possono essere osservati individui solitari, coppie, gruppi familiari, gruppi di femmine con giovani e gruppi di maschi scapoli. I maschi adulti possono difendere territori contenenti risorse alimentari e contrassegnarli mediante urine, feci e secrezioni ghiandolari.
Negli ambienti nei quali le risorse sono concentrate in piccole aree, le gazzelle tendono a vivere a bassa densità e in gruppi molto piccoli. Nei wadi più produttivi possono invece raggiungere densità maggiori e formare gruppi più numerosi. Dopo precipitazioni eccezionalmente abbondanti sono state osservate aggregazioni temporanee comprendenti decine e, occasionalmente, più di cento individui.[9]
L'attività giornaliera varia con il clima. Nel parco nazionale di Jbil, in Tunisia, gli animali studiati erano prevalentemente notturni durante l'estate ma mostravano una maggiore attività diurna durante l'inverno. Gli home range minimi calcolati per alcuni individui monitorati variavano da circa 1527 a 2062 ha, a testimonianza dell'ampiezza degli spostamenti necessari negli ambienti sahariani poveri di risorse.[8]
Alimentazione
[modifica | modifica wikitesto]La gazzella dorcade è un erbivoro opportunista e un alimentatore misto, capace di modificare la dieta in funzione della disponibilità stagionale delle piante. Consuma foglie, giovani germogli, fiori, frutti, baccelli, erbe e piante erbacee annuali.
Durante i brevi periodi successivi alle precipitazioni sfrutta intensamente le graminacee e le altre piante effimere appena germogliate. Durante la lunga stagione secca assume invece maggiore importanza la brucatura di alberi e arbusti perenni. In numerose regioni desertiche le acacie costituiscono una risorsa fondamentale, fornendo foglie, germogli e baccelli anche quando la vegetazione erbacea è pressoché assente.[3]
La specie è eccezionalmente adattata alla scarsità d'acqua. Può vivere per lunghi periodi, e in alcune regioni durante tutto l'anno, senza accesso regolare ad acque superficiali, ricavando gran parte del fabbisogno idrico dalla vegetazione. Ciò non significa tuttavia che eviti l'acqua quando questa è disponibile: studi recenti in Tunisia hanno mostrato che la presenza di punti d'acqua può influenzarne la distribuzione locale.[8]
Tra gli adattamenti fisiologici alla vita nel deserto figurano la capacità di concentrare fortemente l'urina, produrre feci relativamente secche e tollerare variazioni della temperatura corporea, riducendo così la perdita di acqua attraverso la sudorazione e altri meccanismi di termoregolazione.
Riproduzione
[modifica | modifica wikitesto]La riproduzione varia geograficamente in funzione delle precipitazioni e della disponibilità di alimento. Nel Negev gli accoppiamenti avvengono prevalentemente tra settembre e novembre e la maggior parte delle nascite cade alla fine dell'inverno e in primavera. Nelle popolazioni del Sahel i periodi riproduttivi possono invece essere sincronizzati con la stagione delle piogge.
Durante il periodo degli accoppiamenti i maschi territoriali corteggiano e sorvegliano le femmine che entrano nel loro territorio e possono combattere tra loro utilizzando le corna.
La gestazione dura circa 164-174 giorni, con una media di circa 169 giorni. Normalmente nasce un solo piccolo; i parti gemellari sono rari.[10]
Il neonato, che pesa generalmente 1-1,8 kg, rimane nascosto durante le prime settimane di vita, mentre la madre ritorna periodicamente per allattarlo. Successivamente comincia a seguire la femmina e a consumare progressivamente alimenti vegetali.
Nelle popolazioni selvatiche del Negev le femmine iniziano normalmente a riprodursi intorno ai 18 mesi. La riproduzione può diventare più precoce in cattività, dove sono state documentate gravidanze in femmine assai più giovani.
Conservazione
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La Lista rossa IUCN classifica la gazzella dorcade come vulnerabile (VU), con popolazione globale in diminuzione.[2] La specie conserva un areale geografico estremamente ampio, ma in gran parte di esso le popolazioni sono divenute sparse, frammentate e numericamente ridotte.
Una stima frequentemente citata indicava circa 35.000-40.000 individui nell'Africa subsahariana alla fine degli anni novanta. Questo valore è tuttavia ormai fortemente datato e studi successivi hanno sottolineato che era probabilmente sovrastimato. Non esiste al momento una stima globale moderna e sufficientemente completa che possa sostituirlo con precisione.[11]
Le principali minacce sono il bracconaggio, la caccia effettuata con veicoli fuoristrada e armi moderne, la frammentazione dell'habitat, il sovrapascolo del bestiame domestico, l'espansione agricola, la costruzione di strade e altre infrastrutture e, localmente, le attività estrattive e petrolifere.
L'importanza relativa di questi fattori può essere molto elevata. Uno studio condotto nella Wadi El-Gemal Protected Area, nel deserto orientale dell'Egitto, ha riscontrato che l'abbondanza locale della specie era spiegata maggiormente dal disturbo antropico, in particolare dalla densità delle piste percorse da veicoli e dalla vicinanza alla strada costiera, che dagli indici della vegetazione e dell'umidità. Le gazzelle tendevano perfino a evitare alcune delle aree ecologicamente più produttive quando queste erano sottoposte a maggiore pressione umana.[7]
Popolazione di Israele
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Una delle popolazioni meglio monitorate vive nel Negev e nella valle dell'Arava. La specie è censita annualmente dalla Israel Nature and Parks Authority in diverse aree rappresentative fin dal 1964.
Nel 2024 sono stati contati 2132 individui nelle aree sottoposte a censimento, dei quali 673 maschi, 913 femmine, 263 giovani e 283 animali di sesso o età non determinati. Il numero rappresentava il valore più elevato della serie recente e proseguiva una tendenza positiva osservata tra il 2010 e il 2024, periodo durante il quale il numero di gazzelle censite è aumentato di circa 2,5 volte.[12]
Questa evoluzione positiva costituisce un'importante eccezione rispetto alla tendenza globale della specie, ma anche in Israele rimangono minacce legate alla frammentazione dell'habitat, alle infrastrutture, agli incidenti stradali, ai cani inselvatichiti e alle alterazioni dei corridoi ecologici.
Protezione internazionale
[modifica | modifica wikitesto]La gazzella dorcade è inserita nell'Appendice I della Convenzione di Bonn (CMS) per le popolazioni nord-occidentali africane ed è una delle specie comprese nella Sahelo-Saharan Megafauna Initiative.[13]
È inoltre inclusa nell'Appendice III della CITES, su richiesta di Tunisia e Algeria.[14]
Programmi di allevamento e reintroduzione sono stati avviati in diversi paesi del Nordafrica e del Sahel. Una popolazione della forma sahariana è stata, per esempio, reintrodotta nella riserva faunistica di Ferlo Nord in Senegal, dove gli animali hanno formato una popolazione riproduttiva e la frequenza delle nascite è risultata strettamente associata alla quantità delle precipitazioni annuali.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome specifico dorcas deriva dal greco antico δορκάς (dorkás), termine utilizzato per indicare una gazzella, un'antilope o, in alcuni contesti, un capriolo. Linneo utilizzò quindi per la specie un nome già legato nell'antichità agli agili ungulati.
Dalla stessa parola deriva il nome proprio Dorcas, forma greca dell'aramaico Tabita, portato nel Nuovo Testamento da una donna di Giaffa menzionata negli Atti degli Apostoli. Il nome scientifico della gazzella non deve tuttavia essere interpretato come un omaggio diretto al personaggio biblico, ma come ripresa del termine zoologico greco.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) IUCN SSC Antelope Specialist Group. 2017, Gazella dorcas, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
- 1 2 3 4 5 6 7 Gazella dorcas, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 12 settembre 2026.
- 1 2 Paul Scholte e Ibrahim M. Hashim, Gazella dorcas Dorcas Gazelle, in Jonathan Kingdon, David Happold, Michael Hoffmann, Thomas Butynski, Meredith Happold e Jan Kalina (a cura di), Mammals of Africa, VI, Londra, Bloomsbury, 2013, pp. 340-346.
- ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Gazella dorcas, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
- ↑ Robert L. Hammond, William Macasero, Benito Flores, Osama B. Mohammed, Tim Wacher e Michael W. Bruford, Phylogenetic Reanalysis of the Saudi Gazelle and Its Implications for Conservation, in Conservation Biology, vol. 15, n. 4, 2001, pp. 1123-1133, DOI:10.1046/j.1523-1739.2001.0150041123.x.
- ↑ Eva V. Bärmann, Torsten Wronski, Hannes Lerp et al., A morphometric and genetic framework for the genus Gazella de Blainville, 1816 (Ruminantia: Bovidae) with special focus on Arabian and Levantine mountain gazelles, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 169, n. 3, 2013, pp. 673-696, DOI:10.1111/zoj.12066.
- 1 2 Abdullah Nagy, Eman M. E. Mohallal, Sameh El-Kafrawy e Samy A. Saber, Which is a stronger predictor of the abundance of Dorcas Gazelle, Gazella dorcas in the Eastern desert of Egypt: human or natural factors?, in Zoology in the Middle East, vol. 68, n. 3, 2022, pp. 189-197, DOI:10.1080/09397140.2022.2109818.
- 1 2 3 Mohamed Khalil Meliane, Temporal and spatial distribution of dorcas and slender-horned gazelles in a Saharan habitat, in The Journal of Wildlife Management, vol. 87, n. 5, 2023, pp. e22408, DOI:10.1002/jwmg.22408.
- ↑ Y. Yom-Tov e M. L. Rosenzweig, The density, habitat use and social organisation of Dorcas Gazelles (Gazella dorcas) in Makhtesh Ramon, Negev Desert, Israel, in Journal of Arid Environments, vol. 24, n. 2, 1993, pp. 177-196, DOI:10.1006/jare.1993.1016.
- ↑ Dorcas Gazelle – Gazella dorcas, su Comparative Placentation, University of California, San Diego. URL consultato il 12 settembre 2026.
- ↑ Sarah M. Durant, Tim Wacher, Soumya Bashir et al., Fiddling in biodiversity hotspots while deserts burn? Collapse of the Sahara's megafauna, in Diversity and Distributions, vol. 20, n. 1, 2014, pp. 114-122, DOI:10.1111/ddi.12157.
- ↑ Stato della popolazione della gazzella del Negev, su naturescience.parks.org.il, Israel Nature and Parks Authority, 2025. URL consultato il 12 settembre 2026.
- ↑ Dorcas Gazelle – Gazella dorcas, su Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals. URL consultato il 12 settembre 2026.
- ↑ Appendices I, II and III, su CITES. URL consultato il 12 settembre 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Jonathan Kingdon, David Happold, Michael Hoffmann, Thomas Butynski, Meredith Happold e Jan Kalina, Mammals of Africa, VI: Pigs, Hippopotamuses, Chevrotain, Giraffes, Deer and Bovids, Londra, Bloomsbury, 2013, ISBN 978-1-4081-2257-0.
- Colin P. Groves e Peter Grubb, Ungulate Taxonomy, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 2011, ISBN 978-1-4214-0093-8.
- Y. Yom-Tov e G. Ilani, The numerical status of Gazella dorcas and Gazella gazella in the Southern Negev Desert, Israel, in Biological Conservation, vol. 40, n. 4, 1987, pp. 245-253, DOI:10.1016/0006-3207(87)90118-2.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- dòrcade, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) dorcas gazelle, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Gazella dorcas, su Catalogue of Life.
- (EN) Gazella dorcas, su Fossilworks.org.
- (EN) Gazella dorcas, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Gazella dorcas, su ITIS.
- (EN, JA, FR, ES) Gazella dorcas, su Lista rossa IUCN.