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Forze Democratiche Siriane

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Forze Democratiche Siriane
(AR) الديمقراطية
(KU) Hêzên Sûriya Demokratîk
(SYR) ܚܝ̈ܠܘܬܐ ܕܣܘܪܝܐ ܕܝܡܩܪܛܝܬܐ
Bandiera delle Forze Democratiche Siriane
Descrizione generale
AbbreviazioneSDF
Attiva10 ottobre 2015 - 25 agosto 2026
Nazione Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est
ServizioForze armate
TipoMilizie volontarie irregolari
RuoloTruppe terrestri
Dimensione100 000 (stima del 2021)[1]
Battaglie/guerreGuerra civile siriana
Reparti dipendenti
Unità di Protezione Popolare
Unità di Protezione delle Donne
Brigata Internazionale di Liberazione
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Le Forze Democratiche Siriane, (in arabo الديمقراطية‎?, Quwwāt Sūriyā al-Dīmuqrāṭīya, in curdo Hêzên Sûriya Demokratîk‎, in siriaco: ܚܝ̈ܠܘܬܐ ܕܣܘܪܝܐ ܕܝܡܩܪܛܝܬܐ, in inglese Syrian Democratic Forces), comunemente SDF o FDS, erano un'alleanza di milizie curde, arabe e assiro-siriache costituitasi formalmente nell'ottobre 2015, durante la guerra civile siriana come forze armate dell'Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est. Tale alleanza raccoglieva anche diverse altre minoranze (turcomanni, armeni e ceceni) e una brigata internazionale. L'alleanza si è dissolta il 25 agosto 2026, integrandosi nell'esercito siriano del governo di transizione siriano.[2]

Le milizie maggiori erano quelle a prevalenza curda: l'Unità di Protezione Popolare (YPG) e l'Unità di Protezione delle Donne (YPJ), tuttavia circa la metà dei combattenti non erank curdi. Tra costoro figuravano anche persone che avevano inizialmente aderito all'opposizione siriana e membri di tribù arabe politicamente vicine al governo di Bashar al-Assad.

Lo scopo dichiarato del gruppo era quello di formare una Siria democratica, secolare e federale. Per tale ragione, col supporto della coalizione internazionale a guida USA, nel corso della guerra entrarono in conflitto aperto con i ribelli islamisti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, con l'Esercito Siriano Libero appoggiato dalla Turchia e col Fronte al-Nusra.

La loro area di azione era l'autoproclamata Federazione Democratica della Siria del Nord, detta comunemente Rojava, territorio autonomo de facto costituito in larga parte da aree a maggioranza curda e da aree strappate al controllo dell'ISIS. Le principali città controllate erano Al-Qamishli (capitale de facto), Raqqa, Al-Hasaka e Kobanê. All'inizio del 2016 il Consiglio Supremo Curdo nominò le SDF forza di difesa "ufficiale" del Rojava.

Durante la guerra, pur essendo in larga parte ostili al governo di Assad, hanno per lo più cercato di evitare lo scontro diretto con esso poiché le priorità sono sempre state i nemici in comune: prima lo Stato Islamico, poi la Turchia.

Lo Stato turco considerava le FDS un'organizzazione terroristica allo stesso modo del PKK turco (considerato tale anche da Unione europea ed USA). In virtù di ciò il suo esercito, sconfinando in Siria, ha eseguito diverse operazioni contro di esse, in particolare durante il 2018 mediante un'offensiva nel distretto di Afrin e nel 2019 mediante un'operazione nella Siria nordorientale.

  1. ↑ (EN) Why Arabs are increasingly joining the SDF in Syria's northeast, su en.majalla.com. URL consultato il 24 luglio 2023.
  2. ↑ (EN) Syria's Kurdish-led SDF dissolves as part of integration with Damascus, su Reuters[, 25 agosto 2026. URL consultato il 26 agosto 2026.

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