Clinton Romesha
| Clinton Romesha | |
|---|---|
| Soprannome | "Clint" "Ro" |
| Nascita | Lake City, 17 agosto 1981 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Unità | |
| Anni di servizio | 1999 - 2011 |
| Grado | |
| Guerre | Guerra del Kosovo Guerra in Iraq Guerra in Afghanistan |
| Battaglie | Battaglia di Kamdesh |
| Decorazioni | Medal of Honor |
| "fonti nel corpo del testo" | |
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Clinton LaVor Romesha (Lake City, 17 agosto 1981) è un militare statunitense, sottoufficiale dell'Esercito degli Stati Uniti insignito della Medal of Honor per le sue azioni durante la battaglia di Kamdesh del 2009, nel corso della guerra in Afghanistan.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Primi anni di vita e istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Romesha nacque il 17 agosto 1981 a Lake City, nella contea di Modoc (California), in una famiglia di forte tradizione militare. Suo nonno materno, Aury Smith, era un veterano della seconda guerra mondiale che combattè nella battaglia di Normandia.[1] Romesha crebbe a Lake City, dove sviluppò una grande passione per l'hockey su ghiaccio.
Suo padre, Gary, era un veterano della guerra del Vietnam che in seguito divenne un dirigente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni - comunemente nota come Chiesa Mormone. Romesha era il quarto di cinque figli; tra i suoi fratelli ve ne sono due che anch'essi intrapresero la carriera militare.[2] Membro della Chiesa, frequentò il seminario per quattro anni durante le scuole superiori, ma alla fine decise di non diventare missionario della Chiesa, come la sua famiglia avrebbe voluto.[3] Nel 1999, Romesha si diplomò alla Surprise Valley High School di Cedarville, in California.
Carriera militare
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Romesha si arruolò nell'Esercito degli Stati Uniti nel settembre 1999 e seguì l'addestramento di base al combattimento e, successivamente, l'addestramento individuale avanzato a Fort Knox, nel Kentucky.[4] Addestrato come membro dell'equipaggio del carro armato M1 Abrams, Romesha fu inizialmente assegnato al ruolo di puntatore presso la Compagnia B del 1º Battaglione, 63º Reggimento Corazzato - 2ª Brigata, 1ª Divisione di Fanteria -, di stanza alla Rose Barracks, in Germania. Durante questo incarico, fu schierato in Kosovo nell'ambito della Kosovo Force. Il suo incarico successivo fu quello di puntatore e assistente comandante di carro presso la Compagnia A del 2º Battaglione, 72º Reggimento Corazzato - 2ª Divisione di Fanteria -, a Camp Casey, in Corea del Sud.[4] Dopo che un suo ex mentore rimase ucciso in Iraq, Romesha si offrì volontario per una missione a sostegno dell'operazione Iraqi Freedom, quando alcuni elementi della sua unità ricevettero l'ordine di rischieramento.[1]
Successivamente, Romesha fu assegnato all'incarico di capo sezione presso la Troop B, 3º Squadrone, 61º Reggimento di Cavalleria, 4º Brigade Combat Team, 4ª Divisione di Fanteria a Fort Carson, in Colorado. Lì completò il corso di ricognizione a lungo raggio (Long Range Reconnaissance Course), il corso di formazione avanzata per leader (Advanced Leader Course) e l'addestramento per operazioni di assalto aereo (Air Assault Training).[4] Addestrato come esploratore di cavalleria, Romesha affrontò la sua seconda missione in Iraq in forza a questa unità.[1]
Nel maggio 2009, l'unità di Romesha fu dispiegata in Afghanistan per l'operazione Enduring Freedom.[2] La sua unità fu assegnata al Combat Outpost Keating, nel distretto di Kamdesh (provincia del Nuristan, Afghanistan orientale). L'unità rilevò la Blackfoot Troop (del 6° Squadrone, 4° Reggimento di Cavalleria, 3ª Brigata, 1ª Divisione di Fanteria – Task Force Duke) presso questo avamposto isolato, situato tra le montagne di un'area semi-autonoma del Paese. Il Keating sorgeva in una valle circondata da montagne scoscese e, nel corso della missione, fu regolarmente oggetto di attacchi. I comandi statunitensi decisero di chiudere l'avamposto entro l'ottobre 2009, ritenendolo indifendibile.[1]
Durante la missione, Romesha ricevette dai suoi commilitoni il soprannome di "Ro". Era noto per il suo senso dell'umorismo e per il temperamento calmo durante la difficile missione.[1]
Battaglia di Kamdesh
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Il 3 ottobre 2009, secondo un rapporto pubblicato dallo storico dell'esercito statunitense Richard S. Lowry, combattenti talebani lanciarono un attacco coordinato contro l'avamposto da tre lati intorno alle 06:00, conquistandone il deposito di munizioni.[1][3] All'attacco parteciparono circa trecento miliziani armati di fucile senza rinculo, granate a propulsione a razzo, mortai, mitragliatrici e armi leggere, superando nettamente in numero il contingente della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) — composto da circa ottantacinque soldati dell'esercito statunitense, dell'esercito lettone e dell'esercito nazionale afghano — i cui trentacinque soldati afghani abbandonarono successivamente le proprie posizioni. Lo scontro venne poi ricordato come battaglia di Kamdesh.[4]
Durante le prime tre ore dello scontro, le truppe statunitensi rimasero sotto un intenso fuoco di mortai e armi leggere, prima che i miliziani talebani facessero irruzione nel complesso e vi appiccassero il fuoco. Romesha si mosse sotto un pesante fuoco nemico per effettuare una ricognizione dell'area e cercare rinforzi presso una vicina caserma, aiutando le truppe ISAF a riorganizzarsi e a combattere, nonostante fosse preso di mira da un cecchino talebano. Romesha guidò lo scontro a fuoco per riconquistare il deposito, organizzando una squadra di cinque uomini per un contrattacco mentre erano ancora sotto tiro. Neutralizzò quindi una delle postazioni di mitragliatrice dei talebani. Mentre ingaggiava una seconda postazione, cercò riparo dietro un generatore che fu colpito da una granata a propulsione a razzo;[4] Romesha rimase ferito al collo, alla spalla e alle braccia dalle schegge. Nonostante fosse ferito, Romesha diresse il supporto aereo che uccise circa trenta talebani e neutralizzò personalmente diverse altre postazioni nemiche. Fornì fuoco di copertura per consentire ad altri tre soldati americani feriti di raggiungere un posto di soccorso e recuperò diversi commilitoni colpiti mentre era ancora sotto il fuoco nemico. L'azione di Romesha permise alle truppe di riorganizzarsi e respingere una forza numericamente superiore.[4] Lo scontro durò dodici ore e otto soldati americani rimasero uccisi,[3] rendendo l'azione una delle più sanguinose per l'ISAF nel corso della guerra. A seguito dei pesanti combattimenti, vove soldati furono insigniti della Silver Star, la terza più alta onorificenza statunitense. Alcuni giorni dopo, l'ISAF si ritirò dalla postazione.[5]
Romesha ricevette la Medal of Honor, la più alta onorificenza statunitense, dal presidente Barack Obama durante una cerimonia alla Casa Bianca l'11 febbraio 2013.[4][6] Fu il quarto destinatario vivente della Medal of Honor per le guerre in Afghanistan e Iraq (dopo Salvatore Giunta, Leroy Petry e Dakota Meyer) e l'undicesimo in assoluto per queste campagne.
Vita post-militare
[modifica | modifica wikitesto]Romesha riuscì a mettersi in contatto con la moglie Tammy solo quattro giorni dopo la battaglia e in seguito osservò che lei rimase molto scossa quando seppe l'intera storia delle sue azioni a Kamdesh. In una successiva intervista a Soldiers Live, Romesha dichiarò di sentirsi "egoista e ingiusto" per essersi offerto volontario per così tante missioni lontano dalla moglie e dai figli. Dopo la missione in Afghanistan, Romesha seguì l'Army Career and Alumni Program in preparazione al congedo dall'esercito.[7] Il 4 aprile 2011, Romesha lasciò l'esercito per trascorrere più tempo con la propria famiglia.[8]
Dopo il servizio militare, Romesha si trasferì nel Dakota del Nord, dove viveva sua sorella, per cercare lavoro nel settore petrolifero. Si stabilì a Minot e acquistò una casa centenaria, danneggiata da un'alluvione, che ristruttorò personalmente. Assunse un impiego presso la KS Industries, un'impresa di costruzioni per il settore petrolifero, prendendo inizialmente parte ad una squadra addetta a un autocarro per idro-scavo e, dopo un corso di formazione per autisti, iniziò a coordinare le squadre di altri sei autocarri.[7]
In una conferenza stampa del 16 gennaio 2013, poco dopo aver ricevuto la notizia del conferimento della medaglia, Romesha minimizzò le proprie azioni nel conflitto, ricordando i molti altri veterani che avevano riportato ferite più gravi durante la battaglia.[8] Romesha osserò di non aver riportato disturbi da stress post-traumatico o altre lesioni psicologiche permanenti a seguito della missione, a differenza di altre persone che aveva conosciuto durante il dispiegamento.[7]
L'11 febbraio 2013, Romesha ricevette la Medal of Honor durante una cerimonia tenutasi alla Casa Bianca.[9] Dopo aver ricevuto l'onorificenza, parlando alla stampa con il suo Stetson in testa, Romesha dichiarò di provare sentimenti contrastanti riguardo al conferimento della medaglia, a causa della perdita di coloro che erano morti mentre prestavano servizio al suo fianco.[10]

Nei giorni successivi al conferimento dell'onorificenza, Romesha ricevette riconoscimenti in diverse altre occasioni. Il 12 febbraio fu inserito nella "Hall of Heroes" del Pentagono e il 17 febbraio si recò a New York per incontrare il cast dello spettacolo di Broadway Spider-Man: Turn Off the Dark, in un evento organizzato dall'USO.[11] Venne successivamente insignito di un riconoscimento dal governatore del Dakota del Nord, Jack Dalrymple, durante un evento svoltosi presso il Campidoglio dello Stato del Dakota del Nord il 21 febbraio 2013. Il 2 marzo intervenne al ballo militare del programma ROTC dell'Università del North Dakota.
Nel 2016 pubblicò il suo primo libro, Red Platoon, il quale racconta ciò che avvenne durante la battaglia di Kamdesh.[12] Quello stesso anno, la Sony Pictures acquisì l'opzione sui diritti per un film basato sul libro;[13] entro il dicembre 2017 era stata scritta una sceneggiatura e al film era stato assegnato un regista.[14] Romesha, insieme a una dozzina di altri veterani, fu protagonista del film sugli zombie Range 15 — realizzato con la partecipazione di veterani — interpretando una versione romanzata di se stesso.[15]
Nel dicembre 2017, Romesha e il capitano in congedo Florent Groberg, anch'egli insignito della Medal of Honor, donarono le loro medaglie originali alla 4ª Divisione di fanteria, affermando: "Questa medaglia è troppo grande per noi". Romesha non presenziò alla cerimonia di consegna.[16]
Nel 2018, Romesha sostenne il repubblicano Kevin Cramer nelle elezioni per il Senato degli Stati Uniti in Nord Dakota.
Vita privata
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Romesha sposò Tamara il 13 febbraio 2000.[8] Si erano conosciuti alle scuole medie e avevano iniziato a frequentarsi qualche anno più tardi.
A causa del servizio militare, la coppia trascorse circa dieci anni separata.[17] La coppia ebbe tre figli: Dessi, Gwen e Colin.
Nell'ottobre 2024, Romesha si unì ad altri quindici insigniti della Medal of Honor nel sostenere pubblicamente la candidatura di Donald Trump alla presidenza.[18]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze statunitensi
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— Washington, D.C., 11 febbraio 2013[19]
Onorificenze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Opere
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Clinton Romesha, Red Platoon: a True Story of American Valor, Dutton, 2016, ISBN 0525955054.
Nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]- Le sue gesta durante lo scontro a fuoco furono successivamente raccontate dal giornalista Jake Tapper nel suo libro The Outpost.[3]
- Nel 2018 è stato interpretato da Paul Wesley nella miniserie documentaristica antologica di Netflix Medal of Honor
- Il film The Outpost del 2020 è basato sul libro The Outpost: An Untold Story of American Valor di Jake Tapper. La pellicola ripercorre gli eventi verificatisi presso l'avamposto militare statunitense "Combat Outpost Keating", nella provincia afghana del Nurestan, che portarono alla battaglia di Kamdesh del 3 ottobre 2009. Romesha è stato interpretato da Scott Eastwood, mentre Ty Carter da Caleb Landry Jones.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 (EN) Elizabeth M. Collins, COP Keating battle begins, Medal of Honor nominee Romesha takes action, su U.S. Army, 12 febbraio 2013. URL consultato il 21 settembre 2026.
- 1 2 (EN) Tracy Connor, Afghan battle hero Clinton Romesha to receive Medal of Honor, su NBC News, 11 gennaio 2013. URL consultato il 21 settembre 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Jennifer Hlad, Fourth living veteran of Afghanistan war to receive Medal of Honor, su Stars and Stripes, 11 gennaio 2013. URL consultato il 21 settembre 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) President to award Medal of Honor for heroism in Afghanistan, su U.S. Army, 31 gennaio 2013. URL consultato il 21 settenbre 2026.
- ↑ (EN) Elizabeth M. Collins, Medal of Honor nominee Romesha leads charge to retake COP Keating, su United States Army, 12 luglio 2013. URL consultato il 22 settembre 2026.
- ↑ (EN) Office of the Press Secretary, President Obama to Award Medal of Honor, su The White House, 11 gennaio 2013. URL consultato il 22 settembre 2026.
- 1 2 3 (EN) Elizabeth M. Collins, Medal of Honor nominee Romesha talks life after Army, su U.S. Army, 12 febbraio 2013. URL consultato il 22 settembre 2026.
- 1 2 3 (EN) Dirk Lammers, Army veteran credits Medal of Honor to platoon's valor, su Stars and Stripes, 16 gennaio 2012. URL consultato il 22 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2013).
- ↑ (EN) Jennifer Griffin, Army vet receives Medal of Honor for leadership during Afghanistan fight, su Fox News, 11 febbraio 2013. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Leo Shane III, Army veteran Clinton Romesha receives Medal of Honor for Afghan fight, su Stars and Stripes, 11 febbraio 2013. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Nicole Rosky, Photo Flash: SPIDER-MAN Cast Welcomes Staff Sergeant Clinton L. Romesha, su Broadway World, 20 febbraio 2013. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Angela Chen, Clinton Romesha on Red Platoon: 'We live in a time where less and less serve', su The Guardian, 6 maggio 2016. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Justin Kroll, Sony Options Memoir ‘Red Platoon’ With Immersive Pictures Producing (EXCLUSIVE), su Variety, 22 gennaio 2016. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Mike Fleming Jr., Sony Enlists Director Daniel Espinosa, George Clooney’s Smokehouse For ‘Red Platoon’, su Deadline Hollywood, 5 dicembre 2017. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Jade Umbrella, Military Meets Movies in 'Range 15'— Where Veterans Have Joined Forces to Create the First Hollywood Blockbuster in History, su Cision PRWeb, 17 maggio 2016. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Medal of Honor recipients donate medals to 4th Infantry Division, su KKTV11, 8 dicembre 2017. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Elizabeth M. Collins, Medal of Honor nominee Romesha talks life after the Army, su Soldiers. URL consultato il 23 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2018).
- ↑ (EN) Brooke Singman, 'We believe in Donald Trump': More than a dozen Medal of Honor recipients endorse former president, su Fox News, 12 ottobre 2024. URL consultato il 23 settembre 2026.
- ↑ (EN) Staff Sergeant Clinton L. Romesha: Official Citation, su U.S. Army. URL consultato il 21 settembre 2026.
- ↑ (EN) Stewart L. Stephenson Jr., Permananent Orders 160-1 (PDF), su Center of Military History, Department of the Army, 9 giugno 2010. URL consultato il 21 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2010).
- ↑ (EN) Stewart L. Stephenson Jr., Permananent Orders 203-13 (PDF), su Center of Military History, Department of the Army, 22 luglio 2010. URL consultato il 21 settembre 2026 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2010).
- ↑ (EN) Department of Defense Authorizes Service Stars on the Global War on Terrorism Expeditionary Medal, su U.S. Department of War, 9 febbraio 2015. URL consultato il 21 settembre 2026.
Altri progetti
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