Cladocora
| Cladocora | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Cnidaria |
| Classe | Anthozoa |
| Sottoclasse | Hexacorallia |
| Ordine | Scleractinia |
| Sottordine | Vacatina |
| Famiglia | Cladocoridae Haime & Milne Edwards, 1857 |
| Genere | Cladocora Hemprich & Ehrenberg, 1834 |
| Specie | |
Cladocora[1] Hemprich & Ehrenberg, 1834 è un genere di coralli, l'unico della famiglia Cladocoridae[2] Haime & Milne Edwards, 1857, appartenente all'ordine Scleractinia.
A questo gruppo appartengono 5 specie, tra cui Cladocora caespitosa, conosciuta come corallo cuscino mediterraneo e nota per essere l'unico corallo biocostruttore ermatipico (provvisto di zooxantelle endosimbionti) del Mediterraneo.
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]In passato il genere Cladocora fu attribuito alle famiglie Caryophylliidae e Faviidae; oggi, in accordo con il World Register of Marine Species, è l'unico genere esistente appartenente alla famiglia Cladocoridae, e comprende le seguenti specie:[1]
- Cladocora arbuscula (Lesueur, 1881)
- Cladocora caespitosa (Linnaeus, 1767) - Corallo cuscino mediterraneo
- Cladocora debilis Milne-Edwards & Haime, 1849
- Cladocora fissipara (Duncan, 1876)
- Cladocora pacifica Cairns, 1991
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Il genere Cladocora presenta un'ampia distribuzione geografica.
Cladocora arbuscula è presente nell'Atlantico occidentale tropicale: Florida, Golfo del Messico, Bahamas e Caraibi; segnalazioni più sparse in Sud America, Africa sud-occidentale, Mediterraneo e Pacifico orientale.

Cladocora caespitosa è una specie endemica del mar Mediterraneo, è sicuramente la specie più comune e più conosciuta e anche quella maggiormente studiata per via della sua grande valenza ecologica di specie biocostruttrice; ci sono state rare segnalazioni di questa specie nell'Atlantico orientale adiacente, lungo Portogallo e Marocco.[3]

Cladocora debilis ha un'ampia distribuzione atlantica su entrambe le sponde dell'Atlantico, alcune fonti riportano anche il Pacifico orientale;[4] è presente anche nel Mediterraneo; soprattutto nel settore occidentale: Algeria, Tunisia, Monaco, Marsiglia e Golfo di Napoli. Nel 2002 è stata inoltre trovata sull'isola di Lastovo, in Croazia, prima conferma certa della specie nell'Adriatico.[5]
Cladocora fissipara è presente nell'Atlantico orientale tropicale, nelle coste dell'Africa occidentale.[6][7]
Cladocora pacifica è presente nel Pacifico tropicale orientale, soprattutto Galápagos, Isola del Cocco e altre isole oceaniche della regione.[8][9][10][11]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]
Le specie del genere Cladocora sono coralli coloniali con uno scheletro calcareo. Formano colonie ramificate, cespugliose o irregolari, composte da numerosi coralliti tubolari o cilindrici. I coralliti presentano pareti costate, setti disposti radialmente e piccoli lobi paliformi. Al centro del calice si trova una columella papillosa. La forma e le dimensioni delle colonie variano a seconda della specie.[12]
Ecologia
[modifica | modifica wikitesto]Le specie del genere Cladocora occupano ambienti marini diversi, dai fondali costieri poco profondi ad ambienti più profondi. Alcune specie, come Cladocora caespitosa e Cladocora arbuscula, vivono prevalentemente nella zona fotica e proprio come i coralli costruttori delle barriere coralline tropicali sono coralli ermatipici, ospitano cioè nei propri tessuti microalghe dinoflagellate endosimbionti, le zooxantelle, che contribuiscono al fabbisogno energetico dei polipi attraverso la fotosintesi. Altre, come Cladocora debilis, sono coralli aermatipici, sono cioè privi di zooxantelle e possono colonizzare anche ambienti più profondi o scarsamente illuminati.

Particolare importanza ecologica riveste Cladocora caespitosa, uno dei principali organismi biocostruttori del Mar Mediterraneo, ed unico corallo duro ermatipico biocostruttore presente nel Mediterraneo. La specie vive sia su substrati rocciosi sia su fondali mobili e può svilupparsi in condizioni molto diverse di profondità e idrodinamismo. Le colonie possono crescere isolate oppure aggregarsi e fondersi, formando estese biocostruzioni che, nei casi più sviluppati, assumono caratteristiche simili a quelle di piccole barriere coralline. Queste strutture aumentano notevolmente la complessità tridimensionale e l'eterogeneità del fondale, creando cavità, interstizi e superfici utilizzabili da numerosi organismi. Grazie alla deposizione dello scheletro calcareo e alla capacità di formare strutture persistenti nel tempo, Cladocora caespitosa agisce come una vera e propria specie ingegnere dell'ecosistema, contribuendo alla formazione di habitat biogenici e al mantenimento della biodiversità bentonica mediterranea.[13][14][15][16][17][18]

La minaccia più importante è però il cambiamento climatico. Temperature marine mantenute per periodi prolungati sopra circa 28-29 °C provocano stress termico e possono indurre lo sbiancamento (bleaching), durante il quale il corallo perde le zooxantelle, compromettendo il proprio apporto energetico. Le ondate di calore marine hanno già causato ripetuti episodi di sbiancamento e mortalità di massa nel Mediterraneo. Per la sua particolare sensibilità alle variazioni ambientali, la specie è considerata anche un importante bioindicatore del cambiamento climatico.[19][20][21][22][23][24][25]
Un altro tipo di pressione sulle popolazioni di Cladocora caespitosa è l'intensificarsi dei fenomeni di mucillagini, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, che impattano negativamente su questo corallo minacciandone la salute.[26]
Il declino delle popolazioni di questo corallo ha portato alla classificazione della specie come “specie in pericolo” nella Lista Rossa IUCN.[27]
A causa dei sempre più frequenti fenomeni di pressione ambientale e a causa della sua importanza ecologica per gli ambienti costieri mediterranei, sono sempre più diffusi programmi di monitoraggio, conservazione e restauro delle popolazioni di Cladocora caespitosa e delle relative biocostruzioni, finalizzati a valutarne distribuzione, abbondanza e stato di salute.[28][29][30][31]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Cladocora, in WoRMS (World Register of Marine Species).
- ↑ (EN) Cladocoridae, in WoRMS (World Register of Marine Species).
- ↑ Cladocora caespitosa, su hombreyterritorio.org.
- ↑ Helmut Zibrowius, Peter Wirtz, Flavia L. D. Nunes, Bert W. Hoeksema, Francesca Benzoni, Shallow-water scleractinian corals of Ascension Island, Central South Atlantic, in Journal of the Marine Biological Association of the UK, vol. 97, n. 4, 2014, pp. 713-725, DOI:10.1017/S0025315414001465.
- ↑ Petar Kružić, Ivan Radić e Antonieta Požar-Domac, First record of Cladocora debilis (Cnidaria: Anthozoa) in the Adriatic Sea, in Marine Biodiversity Records, 2009, DOI:10.1017/S1755267205009978.
- ↑ Duncan, P. M., Notices of some Deep-sea and Littoral Corals from the Atlantic Ocean, Caribbean, Indian, New-Zealand, Persian Gulf, and Japanese &c. Seas, in Proceedings of the Zoological Society of London, vol. 44, 1876, pp. 428-442, DOI:10.1111/j.1096-3642.1876.tb02582.x.
- ↑ Notices of some Deep-sea and Littoral Corals from the Atlantic Ocean, Caribbean, Indian, New-Zealand, Persian Gulf, and Japanese &c. Seas (PDF), su darwin-online.org.uk.
- ↑ Cladocora pacifica, su sealifebase.ca.
- ↑ Stephen D. Cairns, A Revision of the Ahermatypic Scleractinia of the Galapagos and Cocos Islands, in Smithsonian Contributions to Zoology, n. 504, 1991, pp. 1-32, DOI:10.5479/si.00810282.504.
- ↑ Checklist of Galapagos corals, gorgonians, sea anemones & hydroids (PDF), su datazone.darwinfoundation.org.
- ↑ Guzmán, H. M. e Cortés, J., Cocos Island (Pacific of Costa Rica) coral reefs after the 1982–83 El Niño disturbance, in Revista de Biología Tropical, vol. 40, n. 3, 1992, pp. 309-324, DOI:10.15517/RBT.V40I3.24547.
- ↑ Cairns, S. D. e Kitahara, M. V., An illustrated key to the genera and subgenera of the Recent azooxanthellate Scleractinia (Cnidaria, Anthozoa), with an attached glossary, in ZooKeys, vol. 227, 2012, pp. 1-47, DOI:10.3897/zookeys.227.3612.
- ↑ Peirano A., Metalpa R.R., Morri C., Bianchi C.N., The mediterranean coral Cladocora caespitosa (Anthozoa, Scleractinia), in Biologia Marina Mediterranea, vol. 8, n. 1, 2001.
- ↑ Petar Kružić e Antonieta Požar-Domac, Banks of the coral Cladocora caespitosa (Anthozoa, Scleractinia) in the Adriatic Sea, in Coral Reefs, vol. 22, 15 ottobre 2003, DOI:10.1007/s00338-003-0345-y.
- ↑ Petar Kružić e Laura Benković, Bioconstructional features of the coral Cladocora caespitosa (Anthozoa, Scleractinia) in the Adriatic Sea (Croatia), in Marine Ecology, vol. 29, 31 gennaio 2008, pp. 125-139, DOI:10.1111/j.1439-0485.2008.00220.x.
- ↑ Rosa Chefaoui, Pilar Casado-Amezua e Jose Templado, Environmental drivers of distribution and reef development of the Mediterranean coral Cladocora caespitosa, in Coral reefs, vol. 36, 20 Settembre 2017, DOI:10.1007/s00338-017-1611-8.
- ↑ Camilla Roveta, Martina Coppari, Barbara Calcinai, Cristina Gioia Di Camillo, Teo Marrocco, Torcuato Pulido Mantas, Stefania Puce, Fabrizio Torsani, Laura Valisano, Carlo Cerrano, What’s the key for success? Translocation, growth and thermal stress mitigation in the Mediterranean coral Cladocora caespitosa (Linnaeus, 1767), in Frontiers in Marine Science, vol. 10, 17 Maggio 2023, DOI:10.3389/fmars.2023.1199048.
- ↑ Morri C., Peirano A. e Bianchi C.N., Present day bioconstructions of the hard coral, Cladocora caespitosa (L.) (Anthozoa, Scleractinia), in the Eastern Ligurian Sea (NW Mediterranean), in Biologia Marina Mediterranea, vol. 1, 1994, pp. 371-373.
- ↑ Petar Kružić, Lovrenc Lipej, Borut Mavrič, Petra Rodic, Impact of bleaching on the coral Cladocora caespitosa in the eastern Adriatic Sea, in Marine Ecology Progress Series, vol. 509, Agosto 2014, pp. 193-202, DOI:10.3354/meps10962.
- ↑ Petar Kružić, Pavica Srsen e Laura Benković, The impact of seawater temperature on coral growth parameters of the colonial coral Cladocora caespitosa (Anthozoa, Scleractinia) in the eastern Adriatic Sea, in Facies, vol. 58, Ottobre 2012, pp. 477-491, DOI:10.1007/s10347-012-0306-4.
- ↑ Petar Kružić, Petra Rodić, Aleksandar Popijač, Maya Sertić, Impacts of temperature anomalies on mortality of benthic organisms in the Adriatic Sea, in Marine Ecology, vol. 37, 19 dicembre 2016, pp. 1190-1209, DOI:10.1111/maec.12293.
- ↑ Louis Hadjioannou, Carlos Jimenez, Cecile Rottier, Spyros Sfenthourakis, Christine Ferrier-Pagès, Response of the temperate scleractinian coral Cladocora caespitosa to high temperature and long-term nutrient enrichment, in Scientific Reports, vol. 9, 2 ottobre 2019, DOI:10.1038/s41598-019-50716-w.
- ↑ Diego K. Kersting, Nathaniel Bensoussan e Cristina Linares, Long-Term Responses of the Endemic Reef-Builder Cladocora caespitosa to Mediterranean Warming, in PLoS ONE, vol. 8, 12 agosto 2013, DOI:10.1371/journal.pone.0070820.
- ↑ Petar Kružić, Rita Guić, Lovrenc Lipej, Borut Mavrič, Romana Gracan, Pavel Ankon, A Cladocora caespitosa bank (National Park Mljet, Adriatic Sea) under climate and anthropogenic impacts: a 20-year survey, in Mediterranean Marine Science, vol. 26, n. 1, 13 Febbraio 2025, pp. 156–174, DOI:10.12681/mms.37029.
- ↑ Marina J. Vergotti, Juan P. D'Olivo, Thomas C. Brachert, Pol Capdevila, Joaquim Garrabou, Cristina Linares, Philipp M. Spreter, Diego K. Kersting, Reconstruction of long-term sublethal effects of warming on a temperate coral in a climate change hotspot, in Journal of Animal Ecology, vol. 94, 19 Novembre 2024, pp. 125-138, DOI:10.1111/1365-2656.14225.
- ↑ A.M. De Biasi, L. Pacciardi, M. Pertusati, C. Pretti, L. Piazzi, Effects of benthic mucilagenous aggregates on the hermatypic Mediterranean coral Cladocora caespitosa, in Marine Biology, vol. 168, n. 118, 6 giugno 2021, DOI:10.1007/s00227-021-03925-9.
- ↑ Red List IUCN - Mediterranean Pillow Coral (Cladocora caespitosa), su iucnredlist.org.
- ↑ WWF. In Liguria parte il progetto per far tornare la Cladocora caespitosa, su wwf.it.
- ↑ Corsa contro il tempo per salvare il corallo a cuscino del Mediterraneo, su fanpage.it.
- ↑ Da Bergeggi parte il progetto per salvare la Cladocora, il corallo biocostruttore del Mediterraneo, su ivg.it.
- ↑ «Medcoral Guardians», un progetto per salvare il corallo del Mediterraneo, su corriere.it.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cladocora
Wikispecies contiene informazioni su Cladocora
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) ITIS Standard Report Page: Cladocora, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 13/05/2011.
- (EN) Catalogue of Life: Cladocora, su catalogueoflife.org. URL consultato il 13/05/2011.
