🇪🇺 DOMANDE & RISPOSTE 🇪🇺 EU EDITION

Come funziona la Commissione europea

Dal ruolo del presidente alla scelta dei commissari, dai compiti al controllo delle altre istituzioni. Una piccola guida per orientarsi nelle istituzioni di Bruxelles
Il Berlaymont sede della Commissione europea a Bruxelles
Il Berlaymont, sede della Commissione europea a BruxellesOmar Havana/Getty Images

L'8 e 9 giugno si eleggono i rappresentanti al Parlamento europeo. Ma se comprenderne la funzione è semplice, confrontandolo con quello nazionale, altra cosa è la Commissione europea. Quest'ultima pur essendo più simile a un governo, che individua le priorità dell'Unione e ne coordina le strategie di intervento, alla fine non decide proprio tutto da sola. Ma procediamo con ordine.

Il presidente della Commissione

Come detto in apertura, se è vero che la Commissione rappresenta l'organo esecutivo a livello europeo, la sua massima espressione a livello politico è il/la presidente della Commissione europea. Infatti, questa figura che si trova alla guida della Commissione e al tempo stesso ne muove le redini, si trova a prendere delle importanti decisioni strategiche per le sorti dell'intero continente. Da chi viene scelto?

Non appena saranno concluse le elezioni del prossimo giugno, si determinerà quale gruppo politico (di solito il Partito popolare europeo o i Socialisti e democratici) ha vinto le elezioni. A questo punto, anche rispetto al risultato uscito dalle urne e quindi dei nuovi equilibri che si saranno creati all'interno del Parlamento, viene suggerito il nome del futuro presidente al Consiglio europeo che lo indica formalmente.

In teoria, il sistema non ufficiale stabilito tra i partiti definito spitzenkandidaten (capolista), prevede che ciascun gruppo europeo indichi già prima delle elezioni il suo candidato alla presidenza, in maniera da rendere le elezioni più simili a quelle nazionali. In realtà, visto che spesso l'elezione non viene vinta a larga maggioranza da un solo gruppo, questo sistema difficilmente viene seguito. Proprio perché per essere eletto serve un largo consenso in parlamento.

Proprio in ragione della delicatezza del loro incarico, i commissari proposti hanno quasi sempre rivestito un alto profilo istituzionale. Per fare un esempio, l’attuale presidente Ursula Von Der Leyen è stata per 15 anni ministra in Germania, o ancora il commissario per l’economia Paolo Gentiloni è stato presidente del Consiglio e più volte ha ricoperto l'incarico di ministro in Italia.

Ad ogni modo il profilo istituzionale non è tutto, visto che l'esito del voto parlamentare non è scontato. Dopo le elezioni europee del 2019, è avvenuto che più di un commissario proposto sia stato bocciato dal Parlamento perché ritenuto non idoneo al ruolo. In tal senso contano sicuramente l’esperienza che si è maturata sul campo, la reputazione e i potenziali conflitti di interesse.

La squadra di governo

Come un primo ministro compone la sua squadra di governo, così il/la presidente della Commissione compone anche la sua, dovendo lavorare con le persone proposte dai governi. È chiaro che laddove un/a presidente venga eletto/a da una coalizione, i partiti che ne fanno parte avranno una maggiore probabilità di avere incarichi di peso, oltre a eventuali vice-presidenze.

Ma è bene ricordare un passaggio fondamentale: sia i parlamentari che i commissari, scelti dai rispetti partiti e governi, una volta eletti a Bruxelles lavorano per l'intera Unione europea e non per il proprio Paese. Gli interessi nazionali sono infatti rappresentati dal Consiglio.

La Commissione si compone di circa 32.000 dipendenti, per lo più giuristi ed economisti, alcuni a tempo indeterminato e altri a tempo determinato (contract agent), provenienti dai 27 Paesi dell’Unione e selezionati mediante un concorso pubblico. Come abbiamo visto per il Parlamento, che lavora diviso in commissioni interne divise per tema (committes), lo stesso vale per la Commissione che è invece organizzata in Direzioni generali (Dg). Per la Dg Connect, che si occupa di telecomunicazioni e digitale, il direttore generale è l’italiano Roberto Viola. Tuttavia, se le Dg costituiscono il corpo esecutivo di funzionari, a livello politico e di indirizzo la linea è dettata dai commissari, uno per ciascun Paese membro, indicati dal Consiglio europeo (formato dai capi di Stato e di governo), ma formalmente votati dal Parlamento.

Oltre alle leggi, gli europarlamentari sono chiamati a nominare i commissari europei e il presidente della Commissione. Pur se questi sono indicati dal Consiglio, la loro conferma da parte del Parlamento non è una mera formalità. In passato diversi commissari non hanno ottenuto la fiducia del parlamento e il Consiglio ha dovuto proporre una alternativa. Per ottenere la fiducia, i commissari sono interrogati dalla commissione parlamentare di riferimento.

Di cosa si occupa la Commissione europea

La Commissione, innanzitutto, scrive delle proposte di legge che vengono poi presentate al Parlamento e al Consiglio dell'Unione europea. Una volta che la proposta viene pubblicata, sia il Parlamento, sia il Consiglio lavorano in parallelo sul testo, proponendo degli emendamenti. Conclusa questa fase, le tre istituzioni iniziano il trilogo in cui trovano un compromesso per l’approvazione del testo finale, che poi diventerà legge.

Prima di scrivere la bozza, però, la Commissione procede a uno studio di settore e a una consultazione pubblica in cui chiede tanto ai cittadini quanto alle imprese di offrire il loro feedback, che sarà poi tenuto in considerazione durante la stesura del testo.

Il Parlamento, dal canto suo, può anche votare delle risoluzioni con cui chiedere alla Commissione di legiferare in un determinato contesto. E anche i cittadini europei, su loro iniziativa, possono chiedere alla Commissione di legiferare su una particolare tematica. Una sorta di referendum che, per acquisire sufficiente valore, richiede la raccolta di almeno 1 milione di firme provenienti da almeno 7 paesi, con un minimo richiesto per ciascuno di questi.

Per garantire la massima trasparenza delle istituzioni verso l’opinione pubblica, gli incontri della Commissione con i lobbisti devono essere indicati sul registro della trasparenza dove sono registrate tutte le organizzazioni (aziende, associazioni, ong, università) che vogliono incontrare la Commissione o i parlamentari.

Altri compiti

La Commissione stabilisce le priorità di spesa dell’Unione di concerto con il Consiglio e il Parlamento, a cui sottopone i bilanci dell’Unione. Se uno Stato non rispetta gli impegni presi sul debito (il famoso sforamento del 3%) o se non implementa una norma europea nel proprio ordinamento, la Commissione può iniziare una procedura di infrazione verso quello Stato, che può concludersi con una multa.

In altri casi, invece, veste il ruolo di Autorità, spazio che si è presa sempre di più, soprattutto con i nuovi regolamenti sul digitale. Ed è così che dal settore della concorrenza, dove ha indagato e fermato acquisizioni e fusioni di aziende troppo grandi, si è allargata al controllo sull'operato dei colossi del digitale (per via del Digital services act e del Digital markets act) e presto si occuperà di come verranno usate le AI per uso generale, come chatGPT e Gemini (secondo quanto previsto dall’AI act). Ad ogni modo anche la Commissione europea deve rispondere del suo operato. Politicamente lo fa verso il Consiglio e il Parlamento, mentre giuridicamente lo fa verso la Corte di giustizia europea (per le decisioni prese nei confronti di imprese e Stati), ma anche verso il Garante europeo della privacy e verso l’Ombudsman, il mediatore europeo che “esamina le denunce relative alla cattiva amministrazione delle istituzioni europee”.