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Scarpe scrunched, la tendenza più chic del 2026: quel dettaglio sartoriale che reinventa i classici. Ecco i modelli trending now

Classiche ma rivisitate. Così le scarpe scrunched diventano l'accessorio minimalista non noioso da aggiungere al guardaroba. Dai mocassini alle décolleté
scarpe scrunched
Phoebe Philo

Le scarpe scrunched sono il dettaglio moda che rende meno noiosi anche i grandi classici

Sembrano quasi scarpe colte nel gesto di essere indossate. La pelle non è perfettamente tesa, levigata o costruita, ma si raccoglie sul piede formando piccole pieghe, come quando si stringe una coulisse o si arriccia un tessuto tra le dita. Ed è proprio questo aspetto leggermente scrunched, quasi stropicciato, ad avermi conquistata. Perché prende alcune delle scarpe più serie e codificate del guardaroba, dal mocassino alla décolleté, dalla ballerina alla stringata, e le rende immediatamente meno prevedibili. Nell'autunno 2026 è scoppiata la moda più chic, quella delle scarpe scrunched.

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C'è qualcosa di molto sartoriale in questa lavorazione. La nappa morbidissima viene trattata quasi fosse stoffa, modellata attraverso cuciture ed elastici fino a creare un movimento che siamo più abituati a vedere su una gonna, una manica o un abito drappeggiato. Ma c'è anche qualcosa di estremamente pratico: l'arricciatura permette alla scarpa di raccogliersi intorno al piede, di seguirne meglio la forma e, in alcuni casi, di trasformarsi quasi in un guanto. È probabilmente questo equilibrio tra artigianalità, funzione e un certo gusto per l'imperfezione a rendere le scrunched shoes così contemporanee. Non aggiungono un ornamento al classico, ma ne modificano la costruzione.

Cosa sono le scarpe scrunched?

Le chiamano scrunched shoes e, a prima vista, sembrano quasi scarpe “strizzate”. La pelle si raccoglie, crea piccole increspature, perde la rigidità che siamo abituati ad associare soprattutto alle calzature più classiche. Per ottenere questo risultato è fondamentale il materiale. La nappa morbidissima viene lavorata quasi fosse un tessuto, raccolta attraverso cuciture o inserti elastici che permettono alla tomaia di adattarsi maggiormente al piede. Ed è qui che un dettaglio apparentemente décor rivela anche la propria intelligenza progettuale.

L’idea, infatti, mi ricorda inevitabilmente il mondo della danza e della ginnastica, dove elastici e arricciature hanno da sempre una funzione precisa: accompagnare il movimento e fare aderire la scarpa al piede quasi come un guanto. Trasportato nel guardaroba quotidiano, questo principio tecnico diventa un elemento estetico. Una piccola imperfezione controllata che interrompe la superficie perfettamente liscia della pelle e rende meno prevedibile anche la scarpa più tradizionale.

Jeans Mother e mocassini Saint Laurent Selene Oliva

Jeans Mother e mocassini Saint Laurent, Selene Oliva

Non sorprende quindi ritrovarlo nelle collezioni di Phoebe Philo, maestra di quel minimalismo contemporaneo che non coincide mai con la semplice assenza di decorazione. La sua moda ha sempre dimostrato che basta intervenire sulla proporzione, sulla materia o su un dettaglio apparentemente marginale per cambiare completamente la percezione di un capo. E, tornando indietro nel tempo, è impossibile non pensare alle décolleté ballerina di Phoebe Philo per Céline, così come alle celebri pumps di Alber Elbaz per Lanvin. Anche le ballerine Bubble di Tod’s, diventate uno dei classici degli anni 2000, appartengono a quella stagione in cui la scarpa morbida, flessibile e quasi destrutturata aveva iniziato a sostituire modelli molto più rigidi.

Oggi, però, sono soprattutto i mocassini arricciati a rendere evidente il ritorno del trend. Il punto di partenza è uno dei capisaldi del guardaroba maschile, una scarpa borghese, elegante e codificata, che grazie a una pelle morbidissima e a quell’arricciatura quasi casuale perde improvvisamente parte della propria formalità. I modelli di Saint Laurent, diventati particolarmente desiderati, raccontano perfettamente questa trasformazione. Il risultato è ancora un loafer, ma più rilassato, sottile, contemporaneo.

Lo stesso principio arriva alle décolleté. Nella nuova visione di Gucci firmata Demna, alla punta affilatissima, quasi irriverente, si contrappone posteriormente un dettaglio elastico e “strizzato” che permette alla calzatura di adattarsi al piede. È un contrasto interessante: davanti la precisione quasi aggressiva della scarpa elegante, dietro la morbidezza di una costruzione pensata per muoversi.

E poi ci sono le stringate sottilissime, quelle che fanno inevitabilmente pensare a Serge Gainsbourg e a una certa nonchalance parigina. Ultra flat, allacciate e morbidissime, diventano quasi una seconda pelle grazie proprio alla costruzione arricciata. Una scarpa elegante che rinuncia alla struttura per acquistare comodità.

Trovo divertenti, forse più itoniche, le scrunched shoes: non cercano di inventare una nuova scarpa, ma un nuovo modo di indossare quelle che conosciamo già. E che spesso portiamo in modo ripetitivo. Mocassini, ballerine, stringate e décolleté rimangono grandi classici, certo, ma semplicemente vengono “stropicciati” quel tanto che basta per portarli nel presente. Un minimalismo concettuale, ma facilissimo da indossare, dove un piccolo accorgimento tecnico diventa il dettaglio moda capace di rendere meno noioso persino il più rassicurante dei basici.

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