Il Policlinico Gemelli di Roma ha confermato che Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni sarebbero critiche. Nello stesso ospedale romano, il critico d'arte era stato ricoverato lo scorso anno per problemi di salute a cui si era unita una forte depressione di cui aveva parlato. Il Corriere della Sera riporta le sue parole: «Ho perso parecchi chili. Faccio fatica in tutto. Riesco a tratti ancora a lavorare. Ho sempre dormito poco. Ora passo molto tempo a letto. Trascorro una fase di meditazione dolorosa su quello che ho fatto e sul destino che mi attende. In fondo le cose che ho scritto, le opere d’arte che vedi appartengono a un progetto di sopravvivenza. Qualcosa che rimanga e che si prolunghi oltre la vita».
Era forte, urlava, con il suo sapere incantava. Poi la depressione l’ha inghiottito e oggi Vittorio Sgarbi non ringhia più. Al suo posto alzano la voce la compagna e la figlia, che si accusano di mirare al patrimonio. Abbiamo parlato con i protagonisti della faida famigliare, che forse è per soldi, o forse per amore

Era arrivato a pesare 59 chili. «Non desideravo più nulla. Non avevo più voglia di vivere. E ho cominciato a rifiutare il cibo. Anche solo vedere il cibo mi repelleva. Terribile». Aveva collegato lo stress della politica, a partire dalle dimissioni da sottosegretario alla Cultura vissute come un'ingiustizia, avevano danneggiato la sua mente e il suo corpo.
Non i primi problemi di salute per Sgarbi, nato a Ferrara nel 1952, che, nel 2021, aveva raccontato di essere guarito da un tumore. Lo aveva fatto con un messaggio social. «Ringrazio quanti si sono presi cura di me (non faccio nomi perché l’elenco sarebbe lungo) e in particolare i medici e gli infermieri del reparto di Oncologia del Regina Elena di Roma». Nel 2016 era stato ricoverato per problemi al cuore, aveva subito una angioplastica urgente per un episodio ischemico.
Negli scorsi mesi è apparso in pubblico a Ferrara, la sua città, e a Bergamo. A Ferrara, intervistato da Aldo Cazzullo per i 150 anni del Corriere della Sera, era partito dall'Urlo di Munch per raccontare la malattia: «parla della solitudine, l’idea dell’uomo che deve fare i conti con la sua condizione umana». In quell'occasione ha parlato anche della morte: «Se ho paura della morte? No, non mi fa paura, perché quando c’è la morte non ci siamo noi e quando ci siamo noi non c’è la morte».
La figlia del critico d'arte ospite de La volta Buona ha ribadito per l'ennesima volta la sua posizione: «Papà è manipolato, non ragiona più con la sua testa». La conduttrice l'ha incalzata: «Le malattie mentali sono terribili, e non c’entra il plagio»
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Nel mese di luglio è stato ospite della Milanesiana, il festival culturale diretto dalla sorella Elisabetta, in un appuntamento a Bergamo. Negli ultimi anni sempre accanto a lui la compagna, Sabrina Colle e sempre più spesso conflitti fra lei e una delle figlie, Evelina, che ne ha chiesto l'interdizione.
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