L’esigenza di sentirsi vicini a qualcuno, di vivere in modo appagante l’affettività non si affievolisce dopo i 65 anni. Un argomento di cui si parla ancora poco, ma che riguarda il benessere e la qualità di vita, e che Pro Senectute Ticino e Moesano esplora ora con un ciclo di cineforum dedicati alle relazioni nella terza età.
Prima Ora ha seguito a Porza la prima di queste proiezioni: “Le nostre anime di notte”, film tratto dal noto romanzo di Kent Haruf. Protagonisti sono due anziani vedovi e vicini di casa, che cercano di rendere più sopportabile la solitudine decidendo di condividere platonicamente il letto. Dopo il visionamento, il pubblico ha espresso con piacere alcune riflessioni sul tema.
“C’è una cosa che mi ha molto colpito, quella frase di lui che dice a lei: ‘Io vorrei raccontare la sera quello che ho fatto nella giornata’ e questo me lo sento anch’io. Io ho una compagna, ci sentiamo tutte le sere e devo dire che raccontare la giornata a qualcuno quando si è magari soli o distanti è piacevole, è un conforto”, confida Nino.
“È molto meglio diventare vecchi in due”
Giuseppe spiega che “Pro Senectute ha organizzato questi incontri per gli over 65 per farli incontrare e perché magari possano nascere degli interessi comuni. Non è un’agenzia matrimoniale. E con chi ha dato il proprio ok, ci si scambia l’indirizzo e si continua un percorso di conoscenza”. Bianca conferma che “di solito gli anziani che sono stati vedovi e divorziati, cominciano con un’amicizia che poi continua un po’ nel tempo finché diventa una relazione vera e propria. Ultimamente ho detto a uno: “Guarda che è brutto diventare vecchi da soli, è molto meglio diventare vecchi in due”.
Anziani in discoteca
Gli altri 05.04.2025, 08:10
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Un desiderio che non appartiene solo alla giovinezza
Quanto è ancora un tabù l’idea che una persona anziana sia attiva in una relazione sentimentale? “Anche per gli anziani stessi il desiderio di incontrare qualcuno viene contrastato dalla paura di un giudizio degli altri”, risponde in studio Francesca Ravera, responsabile servizio Promozione qualità di vita di Pro Senectute Ticino e Moesano. “Qualche volta è un atto di coraggio uscire fuori da alcuni schemi e rompere questo tabù”. Tra le iniziative proposte dall’organizzazione figurano aperitivi, ma anche serate in discoteca, “occasioni che hanno riscosso un grande successo, proprio perché questo desiderio di incontro non appartiene solo alla giovinezza, anzi”.

Un momento delle serate disco che Pro Senectute dedica agli over 65
Nuovi affetti per evitare le insidie della solitudine
Iniziative come quelle di Pro Senectute possono aiutare gli anziani a prevenire la solitudine, “uscire vuole dire prendersi cura di sé, della propria parte viva”, spiega Francesca Ravera. Sul fronte dei legami affettivi, dice, “abbiamo raccolto in questi anni molte testimonianze che rivelano che in terza e quarta età la scelta è più libera, più consapevole, basata anche su una conoscenza di sé maggiore”. Una scelta matura che deve, comunque, restare una scelta: non tutti cercano una relazione. “La domanda che i nostri utenti dovrebbero farsi è quanto e quale spazio desiderano dedicare alla propria vita affettiva”, evidenzia la psicologa.
Solitudine in età avanzata: un over 60 su cinque la conosce
Secondo il sondaggio “Relazioni nell’anzianità”, realizzato da Pro Senectute su 1’051 over 60enni residenti in Svizzera, il 71% degli intervistati vive in coppia, nell’83% dei casi da oltre vent’anni. Vivere soli, tuttavia, non significa necessariamente sentirsi soli: circa la metà delle persone senza partner non desidera una nuova relazione.
Eppure la solitudine esiste: le risposte, proiettate sull’intera popolazione over 60, indicano che circa 800’000 persone sentono almeno occasionalmente la mancanza di compagnia e per 140’000 la carenza di relazioni è particolarmente marcata. Il fenomeno riguarda soprattutto vedove e vedovi, persone divorziate o separate e chi ha un reddito basso.
Per prevenire l’isolamento, ricorda Pro Senectute, possono aiutare amicizie, famiglia, vicinato, associazioni e volontariato. Nel complesso, la maggioranza degli anziani è comunque ben integrata socialmente.
“L’amore vuol dire dormire tenendosi per mano”

Giuseppe: "Son cresciuto con l’idea che l’amore vuol dire dormire tenendosi per mano"
“Io sono un sentimentale e mi ricordo che quando avevo 15 anni mia zia voleva sempre indagare sulle mie relazioni, solo che la deludevo perché non avevo relazioni con ragazze”. Giuseppe ci riporta al film proiettato al cineforum di Pro Senecute, alle notti che i due vedovi protagonisti cercano di rendere più sopportabili dormendo fianco a fianco in un solo letto. “Per spronarmi, la zia diceva: ‘Sai che io e tuo zio di notte dormiamo tenendoci per mano’. Allora io son cresciuto con l’idea che l’amore vuol dire dormire tenendosi per mano”.







