Tutorial

Fascicolo Sanitario Elettronico: come vedere referti e ricette sul cellulare

Fascicolo Sanitario Elettronico: come vedere referti e ricette sul cellulare

Come entrare nel Fascicolo Sanitario Elettronico dal cellulare, consultare referti e ricette, scaricare documenti sanitari e usare SPID, CIE o app regionali

7 minuti di lettura

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è lo spazio digitale in cui si possono consultare i principali documenti sanitari prodotti durante visite, esami, accessi in pronto soccorso, ricoveri e prescrizioni. Dal cellulare permette di recuperare un referto senza tornare allo sportello, controllare una ricetta prima di andare in farmacia, scaricare un documento in PDF o mostrarlo al medico durante una visita.

La procedura non è identica in tutta Italia, perché il Fascicolo Sanitario Elettronico è nazionale, ma l’accesso operativo passa dai portali e dalle app delle Regioni o Province autonome. Le credenziali, però, seguono uno schema comune: servono SPID, Carta d’Identità Elettronica e, dove previsto, Tessera Sanitaria-CNS.

Come vedere referti e ricette sul cellulare dal Fascicolo Sanitario Elettronico

Per consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico dal cellulare ci sono due strade principali.

  1. Aprire il portale FSE della propria Regione dal browser dello smartphone;
  2. Passare dall’app sanitaria regionale, quando disponibile.

Non c’è una sola app nazionale valida per tutti: alcune Regioni hanno un’app dedicata al Fascicolo, altre integrano il servizio dentro un’app sanitaria più ampia.

Immaginiamo quindi un utente che vuole controllare dal telefono il risultato di un esame del sangue e una ricetta elettronica prescritta dal medico. Per prima cosa apre il browser dello smartphone e cerca il portale nazionale del Fascicolo Sanitario Elettronico. Dal portale nazionale l’utente seleziona la Regione o Provincia autonoma di assistenza e viene rimandato al portale corretto, dove effettua l’autenticazione con SPID, CIE o, quando previsto, TS-CNS/CNS. I nomi delle sezioni, la grafica e le app cambiano da una Regione all’altra, anche se la logica di accesso resta simile. Alcuni portali regionali, ad esempio, confermano l’accesso con SPID, CIE o TS-CNS e la possibilità di usare anche app sanitarie locali.

Dal portale nazionale del FSE si accede al portale regionale o della Provincia autonoma di riferimento
Dal portale nazionale del FSE si accede al portale regionale o della Provincia autonoma di riferimento 

Come accedere con SPID

Se sceglie SPID, l’utente tocca il pulsante “Entra con SPID”, seleziona il proprio gestore, inserisce nome utente e password e conferma l’accesso con il secondo fattore previsto dal provider (PosteID, Aruba, InfoCert, Lepida, Sielte, Namirial, TIM ID e altri gestori abilitati), come notifica sull’app, codice OTP o autorizzazione biometrica. Dopo la conferma, viene riportato automaticamente nel Fascicolo Sanitario della Regione.

A quel punto può comparire una schermata iniziale con informazioni sul trattamento dei dati, eventuali consensi o preferenze di consultazione. Se il sistema chiede di completare una scelta prima di mostrare i documenti, conviene leggere la schermata senza saltarla: in alcune Regioni il consenso alla consultazione incide sulla possibilità per i professionisti sanitari di vedere il Fascicolo, mentre l’accesso personale dell’assistito resta legato alla propria identità digitale.

Accesso via SPID al portale regionale
Accesso via SPID al portale regionale 

Come accedere con CIE

Se sceglie CIE, il percorso passa dall’app CieID. L’utente tocca “Entra con CIE” sul portale regionale, apre o conferma l’accesso tramite CieID e autorizza l’operazione con codice app o riconoscimento biometrico. Se il servizio richiede il livello di sicurezza più alto, lo smartphone deve avere NFC: in quel caso bisogna avvicinare la Carta d’Identità Elettronica al retro del telefono e tenerla ferma fino al completamento della lettura.

Come vedere referti e ricette sul cellulare dal FSE

Una volta entrato nel Fascicolo, l’utente deve cercare l’area dedicata ai documenti sanitari. Il nome preciso cambia in base alla Regione, ma di solito i referti si trovano in sezioni chiamate “Documenti”, “Referti”, “Documenti sanitari”, “Prestazioni” o “Fascicolo”. Aprendo questa sezione, può vedere l’elenco dei documenti disponibili, spesso ordinati per data. Per trovare più rapidamente il referto, può usare i filtri per periodo, tipologia di documento o struttura sanitaria, quando presenti.

Per aprire un referto, l’utente seleziona il documento desiderato e attende il caricamento del file. In molti casi il referto è disponibile in PDF e può essere visualizzato direttamente nello smartphone, scaricato oppure condiviso con il medico tramite le funzioni previste dal telefono o dall’app regionale. Se il referto non compare, non sempre significa che manchi qualcosa: può non essere ancora stato validato dal laboratorio, può essere stato prodotto da una struttura non ancora integrata nel sistema regionale, oppure può trovarsi sotto una categoria diversa da quella cercata. In questi casi conviene controllare anche altre sezioni come “Documenti sanitari”, “Eventi clinici” o “Prestazioni”, oppure usare la ricerca filtrata per data.

In una pagina come questa si possono visualizzare referti e ricette da scaricare in formato PDF
In una pagina come questa si possono visualizzare referti e ricette da scaricare in formato PDF 

Per vedere una ricetta, invece, bisogna cercare l’area dedicata a “Ricette”, “Prescrizioni”, “Promemoria ricette”, “Prescrizioni farmaceutiche” o “Prescrizioni specialistiche”. Le prescrizioni farmaceutiche riguardano di solito i medicinali, mentre quelle specialistiche riguardano visite, esami e prestazioni sanitarie. Aprendo la singola ricetta, l’utente può trovare il numero di ricetta elettronica, il promemoria digitale e, quando previsto dall’app o dal portale regionale, anche il codice a barre da mostrare in farmacia o alla struttura sanitaria.

Se l’utente preferisce usare un’app, deve scaricare quella indicata dalla propria Regione e non affidarsi a un’app generica trovata nello store. Dopo l’installazione, la procedura è simile a quella via browser:

  1. Apertura dell’app
  2. Accesso con SPID o CIE
  3. Eventuale conferma dei consensi
  4. Ricerca delle sezioni dedicate a referti e prescrizioni.

Alcune Regioni integrano il Fascicolo dentro un’app sanitaria più ampia, mentre altre usano portali web ottimizzati anche per smartphone. Per questo il passaggio iniziale dal portale nazionale resta utile, poiché riduce il rischio di usare un servizio non corretto o non aggiornato per la propria Regione.

Consenso, privacy e documenti oscurati

Il Fascicolo Sanitario Elettronico contiene dati molto delicati, quindi l’accesso dei professionisti sanitari non funziona come un normale archivio aperto a chiunque lavori in sanità. I professionisti, infatti, possono consultare le informazioni contenute nel FSE solo con il consenso dell’assistito, salvo i casi previsti per l’emergenza. Il consenso alla consultazione è revocabile e la prestazione sanitaria resta comunque garantita anche se il consenso manca o viene revocato.

Dopo l’accesso con SPID, CIE o CNS, l’utente deve cercare una sezione chiamata di solito “Consensi”, “Privacy”, “Impostazione privacy”, “Profilo” o “Impostazioni Fascicolo”. Il nome cambia da Regione a Regione, ma la funzione serve a gestire il consenso alla consultazione dei dati e dei documenti sanitari presenti nel FSE.

Una volta aperta la sezione dei consensi, l’utente trova la voce relativa al consenso alla consultazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Se lo attiva, i professionisti sanitari che lo prendono in cura possono consultare i documenti del Fascicolo nei limiti previsti per finalità di diagnosi, cura, riabilitazione, prevenzione e altre finalità sanitarie consentite. Se invece lo lascia disattivato o lo revoca, i documenti restano consultabili dall’assistito e dai soggetti che li hanno prodotti, ma non vengono messi a disposizione degli altri professionisti per la consultazione ordinaria. Il consenso può essere espresso o revocato in qualunque momento.

Diverso è il caso dell’oscuramento di un singolo documento. Qui l’utente non interviene sull’intero Fascicolo, ma su uno specifico referto, verbale, prescrizione o documento sanitario che preferisce non rendere visibile agli altri professionisti abilitati. Dopo essere entrato nel FSE, deve aprire la sezione dei documenti sanitari, individuare il documento da nascondere e accedere alla sua scheda. In molti Fascicoli regionali la funzione si trova dentro la scheda del singolo documento, con voci come “Oscuramento”, “Oscura documento”, “Gestisci visibilità”, “Privacy documento” o “Rendi non visibile”.

Da qui si può attivare l'oscuramento di un singolo documento
Da qui si può attivare l'oscuramento di un singolo documento 

Prima di confermare, il sistema può mostrare un avviso: oscurando il documento, quel dato resta visibile all’assistito e alla struttura o al professionista che lo ha generato, ma non agli altri soggetti abilitati alla consultazione del FSE per finalità di cura. Dopo la conferma, il documento resta nel Fascicolo, ma viene sottratto alla consultazione ordinaria degli altri professionisti. Come specificato dal Garante Privacy, inoltre, l’oscuramento deve avvenire in modo da non far capire agli altri soggetti che esistono documenti nascosti. È il cosiddetto “oscuramento dell’oscuramento”.

L’utente può anche cambiare idea. Se in un secondo momento vuole rendere di nuovo visibile il documento, deve rientrare nel Fascicolo, aprire la sezione dei documenti oscurati o la scheda del documento interessato e scegliere la funzione di revoca dell’oscuramento, che può essere indicata con formule come “Revoca oscuramento”, “Rendi visibile” o “Ripristina visibilità”. L’assistito può revocare l’oscuramento in ogni momento.

Va ricordato anche che alcuni dati hanno tutele particolari. Il Garante indica, ad esempio, che documenti relativi a HIV, interruzione volontaria di gravidanza, violenza sessuale, uso di sostanze, parto in anonimato e servizi dei consultori familiari nascono già oscurati, quindi sono visibili solo all’assistito, che può decidere se renderli accessibili a terzi.

In caso di emergenza, il personale sanitario può accedere al FSE anche in assenza del consenso alla consultazione, ma solo nelle situazioni previste, ovvero impossibilità fisica, incapacità di agire o di intendere e volere, e rischio grave, imminente e irreparabile per la salute o l’incolumità dell’assistito.

Questa funzione è utile quando si vuole mantenere riservata una parte della propria storia sanitaria, ma va usata con cognizione di causa, considerando che se un documento viene oscurato, il medico che visita il paziente potrebbe non vedere un’informazione utile per ricostruire terapie, diagnosi, esami già eseguiti o eventuali precedenti clinici.

Cosa fare se referti o ricette non si vedono e altri problemi comuni

In caso di difficoltà, i problemi più comuni sono tre.

Se l’accesso con SPID non va a buon fine, bisogna capire in quale punto si è interrotta la procedura. Dopo avere scelto il proprio gestore SPID dal portale del Fascicolo Sanitario, l’utente inserisce nome utente e password; per i servizi sanitari, però, viene di solito richiesto anche il secondo livello di sicurezza, quindi serve una conferma tramite app, codice temporaneo o SMS, secondo le modalità previste dal proprio gestore. Se la notifica non arriva, conviene aprire manualmente l’app SPID e controllare se la richiesta di accesso è in attesa di approvazione. In molti casi bisogna confermarla entro poco tempo, usando codice app, impronta digitale, riconoscimento del volto oppure un codice OTP da copiare nella pagina di accesso. Se la richiesta è scaduta, occorre ripetere l’accesso dal portale del Fascicolo Sanitario e confermare subito la nuova notifica. Se l’app non mostra nulla, si dovrebbero verificare la connessione Internet, le notifiche abilitate, l’aggiornamento dell’app e la corretta associazione dello smartphone all’identità digitale, soprattutto se il telefono è stato cambiato di recente.

Se non funziona la CIE, bisogna prima controllare che l’app CieID sia installata e che la carta sia stata registrata correttamente con il PIN di 8 cifre. Se la configurazione è già stata fatta, conviene ripetere l’accesso dal portale del Fascicolo Sanitario e confermare subito la richiesta nell’app CieID, usando il codice app corretto oppure il riconoscimento biometrico, se attivo. Se il problema riguarda la lettura NFC, la carta va appoggiata e tenuta ferma sul retro dello smartphone, spostandola leggermente fino a trovare il punto del lettore. In alternativa, si può anche togliere la cover e verificare che l’NFC sia attivo. Se lo smartphone non ha NFC e il servizio richiede CIE di livello 3, bisogna usare un altro dispositivo compatibile, un lettore collegato al computer oppure un metodo di accesso alternativo, come SPID se disponibile.

Se invece l’accesso riesce, ma referti o ricette non si vedono, bisogna prima controllare la sezione in cui si sta cercando. Subito dopo conviene controllare i filtri: molti Fascicoli mostrano solo i documenti di un periodo limitato, quindi può essere necessario allargare l’intervallo di date, rimuovere filtri per struttura o tipologia e ripetere la ricerca. Se il documento ancora non compare, il referto potrebbe non essere stato validato o caricato, mentre la ricetta potrebbe essere scaduta, già usata o non ancora disponibile nel Fascicolo.

In caso di documento urgente, resta consigliabile contattare la struttura che ha prodotto il referto, il medico prescrittore o l’assistenza del Fascicolo regionale.

Domande frequenti sul Fascicolo Sanitario Elettronico dal cellulare

Si può usare il Fascicolo Sanitario Elettronico senza installare app?

Sì. In molte Regioni si può entrare dal browser dello smartphone, aprendo il portale regionale del Fascicolo e accedendo con SPID o CIE. L’app può essere più comoda, ma non è sempre indispensabile.

Il medico vede automaticamente tutti i documenti?

No. La consultazione da parte dei professionisti sanitari dipende dal consenso dell’assistito, salvo specifiche situazioni di emergenza previste dalla normativa. Il consenso può essere modificato o revocato.

Le ricette sul cellulare si possono mostrare in farmacia?

Dipende dal servizio regionale e dal tipo di ricetta. In diverse app il promemoria digitale o il codice a barre possono essere mostrati direttamente al farmacista, senza stampare il documento.

Perché alcuni documenti vecchi non compaiono?

Il Fascicolo non sempre contiene tutta la storia sanitaria passata, soprattutto per prestazioni molto precedenti alla piena alimentazione digitale o per documenti non trasmessi dalla struttura. Alcuni portali permettono di caricare documenti personali nel taccuino dell’assistito.

Si può vedere il Fascicolo di un figlio minorenne dal cellulare?

Sì, ma di solito serve una delega o una funzione dedicata alla gestione dei minori. La procedura cambia in base alla Regione: in alcuni casi si fa online, in altri tramite sportello, ASL o servizi regionali.