Orticaria cronica spontanea: una malattia che si vede poco ma pesa e costa molto
Il tema di quest’anno è “Riprendi il controllo”. Dal prurito alla comprensione. Perché chi convive con la patologia spesso non riesce a farsi capire
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La Giornata mondiale dell’orticaria è l’evento annuale che si celebra il 1° ottobre dedicato alla sensibilizzazione su una patologia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo ma che spesso resta avvolta nell’incomprensione.
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Il tema di quest’anno è “Riprendi il controllo”. Dal prurito alla comprensione. Perché chi convive con l’orticaria cronica spesso si sente passeggero della propria malattia: le riacutizzazioni arrivano senza preavviso, il prurito decide come sarà la notte, e spiegarlo a chi non lo vive, a volte anche dagli specialisti, è la parte più faticosa. Riprendere il controllo comincia proprio da lì: dal riuscire a farsi capire.
I sintomi della patologia
Un prurito intenso, un gonfiore doloroso ed eruzioni cutanee imprevedibili che possono comparire in qualsiasi parte del corpo sono i sintomi più noti e la realtà per molte persone affette da orticaria cronica, una malattia cutanea spesso debilitante caratterizzata da pomfi e spesso accompagnata da angioedema (gonfiore doloroso). Oltre ai sintomi visibili, l’orticaria provoca un profondo impatto sulla qualità della vita, compromettendo il sonno, il lavoro, le attività sociali e il benessere emotivo.
“L’orticaria cronica spontanea è una malattia che si vede poco, ma pesa molto – spiega Elena Radaelli, presidente dell’Associazione ricerca e cura dell’orticaria Arco -. Il prurito, spesso più intenso di notte, interrompe il sonno. La stanchezza che ne deriva si riflette sul lavoro, sullo studio e sulle relazioni. A questo si aggiunge l’imprevedibilità dei sintomi, che rende difficile programmare la propria vita”.
Il conto economico
Un peso che ha anche un costo economico preciso. Uno studio italiano pubblicato nel 2026 su Global & Regional Health Technology Assessment, a cui ARCO ha contribuito, ricorda ancora Radaelli “stima costi indiretti medi di circa 4.200 euro l’anno per paziente che nelle forme più gravi si arriva a 5.200 euro”. Si tratta di costi che derivano soprattutto dalle giornate di lavoro perse e dalla minore produttività. “I pazienti – sottolinea la presidente Arco - sostengono inoltre di tasca propria circa 500 euro l’anno per visite, esami e farmaci.

