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Persone scomparse, all'Università Vanvitelli il corso di formazione con la Questura di Caserta

Persone scomparse, all'Università Vanvitelli il corso di formazione con la Questura di Caserta

Obiettivo è di integrare la formazione accademica con l'esperienza maturata sul campo

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In provincia di Caserta la media delle persone scomparse è più alta di quella nazionale, mentre la quota di quelle ritrovate è più bassa. È da questa realtà che nasce il corso interdisciplinare di Alta Formazione "Persone scomparse tra emergenza, diritto e innovazione tecnologica", promosso dall'Università Vanvitelli con la Questura di Caserta e presentato in mattinata nell'Aula Consiglio di Palazzo Melzi, sede del Dipartimento di Giurisprudenza, a Santa Maria Capua Vetere.

Dal 14 ottobre a dicembre, poliziotti, magistrati, avvocati, psicologi, assistenti sociali e operatori sanitari, insieme ad associazioni e studenti, affronteranno la scomparsa di una persona con competenze giuridiche, investigative, psicologiche, sociali e tecnologiche: dalla denuncia alle ricerche, fino al rapporto con le famiglie.

Ad aprire la conferenza è stato il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Raffaele Picaro, che ha inserito il corso nella collaborazione tra l'Ateneo e la polizia. "Io sono civilista", ha detto, spiegando che la scomparsa crea una situazione giuridica precisa, con conseguenze sulla famiglia, sui figli e sul patrimonio di chi non torna. Per questo, secondo Picaro, le competenze devono intrecciarsi: per spiegare il fenomeno, ma anche per dare risposte alle famiglie. "Sono davvero orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare", ha concluso.

Il questore Andrea Grassi, che dal 2021 ha lavorato all'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, è partito dalla sua esperienza. Per trent'anni, ha raccontato, ha dato la caccia agli autori dei reati. Da questore ha dovuto rovesciare la prospettiva e mettere al primo posto la vittima. Negli anni al Commissariato ha conosciuto famiglie che non si rassegnano, che non hanno nemmeno un luogo su cui piangere: un'esperienza che, ha detto, gli ha lasciato un segno. "La scomparsa di una persona lascia sempre la speranza che la persona venga ritrovata", ha osservato. Ma per chi resta "rimane il dramma della solitudine". Chi perde un familiare ha almeno qualcuno da piangere, chi lo vede scomparire vive con "il cruccio di non sapere quello che accade".

Grassi ha ricordato che Caserta è tra le prime dieci province italiane per numero di scomparse e ha invitato i giornalisti a leggere i dati del Commissario straordinario. Per il questore non si tratta di un fatto di cronaca: dietro ogni caso ci sono questioni di diritto civile, penale e amministrativo, ma anche di psicologia, sociologia e genetica forense. E oggi le ricerche si allargano anche al mondo virtuale. Proprio sul Dna ha fatto un esempio. Nella banca dati nazionale, ha spiegato, l'archivio delle persone scomparse è il meno pieno, mentre in Italia ci sono oltre mille cadaveri senza nome. Per questo propone che diventi una prassi acquisire il profilo genetico dello scomparso, o dei familiari, quando non viene ritrovato nei primi giorni. A chi sostiene che serva l'autorizzazione della magistratura ha risposto: "Non è vero, bisogna leggere e studiare".

Emanuela Zuccagnoli, presidente nazionale di Penelope, l'associazione dei familiari delle persone scomparse, accompagnata da esponenti regionali dell'associazione, quel dolore lo conosce da vicino. Nel 2012 è scomparso suo padre, ritrovato senza vita. Già nel 2019, ha raccontato, aveva chiesto un corso universitario multidisciplinare su un fenomeno che riguarda ragazzi e anziani, chi soffre di disturbi mentali e chi vive difficoltà economiche, e in cui ogni storia è diversa dalla precedente. Secondo Zuccagnoli, ancora oggi alle famiglie può capitare di sentirsi dire di aspettare prima di denunciare, perché la persona potrebbe tornare da sola. Del questore Grassi ha detto di aver riconosciuto "una sensibilità profonda". Penelope, ha spiegato, non vuole essere solo "un'associazione del dolore", ma fare cultura e prevenzione: dai fumetti che spiegano ai bambini cosa accade quando qualcuno scompare ai punti sicuri sulle spiagge toscane per bambini e anziani che si perdono. E ha lanciato un auspicio: che qualche studente del corso scelga le persone scomparse come tema della propria tesi.

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