Un aereo che fa il giro del mondo senza scalo, senza emissioni, alimentato solo a idrogeno verde. Sembra fantascienza e invece una parte di quel progetto passa a pochi chilometri da Milano.
Siamo stati a Bollate, in uno dei centri di ricerca più avanzati di Syensqo: oltre 300 ricercatori che lavorano su materiali che non vedrete mai, ma che finiscono dentro batterie, fuel cell, aerei, server e ospedali. Perché la transizione energetica passa anche da cose minuscole: polimeri, membrane, materiali che tengono insieme sistemi che, da soli, non starebbero in piedi.
Un aereo che fa il giro del mondo, senza scalo, senza emissioni, alimentato solo idrogeno verde. Sembra fantascienza. E invece una parte di quel progetto passa pochi chilometri da Milano. Siamo stati a bollate, in uno dei centri di ricerca pi�� avanzati di Science Ko, oltre 300 ricercatori che lavorano su materiali che non vedrete mai, ma che finiscono dentro batterie full cell, aerei, server e ospedali. Perch�� la transizione energetica passa anche da cose minuscole, polimeri, membrane e materiali che tengono insieme sistemi che da soli non starebbero in piedi. Certo, l'idrogeno resta una delle grandi promesse della transizione. Finora non �� andata esattamente come previsto, congiuntura internazionali sfavorevoli, infrastrutture che stentano ad adeguarsi a tecnologie ancora in fase di sviluppo. Il risultato �� che oggi l'idrogeno per la mobilit�� si sta sperimentando soprattutto dove ha pi�� senso, come l'alimentazione di mezzi pesanti, treni e applicazioni industriali che non necessitano una rete capillare di rifornimento, ma pochi punti che possono garantire centinaia di chilometri di percorrenza su tratte predefinite. Ma in tutto ci�� entrano fattori semplici ma fondamentali. Il peso e le dimensioni. Gi��, perch�� per produrre idrogeno e stoccare l'energia necessaria per percorrere lunghe tratte a bordo di mezzi di trasporto sono necessarie componenti che pesano nel vero senso della parola e che rendono la scalabilit�� di questa transizione pi�� lenta e complicata. Ed �� qui che entra in gioco uno degli alimenti pi�� importanti. Le membrane sono sottilissimi, pochi micron, ma sono il cuore delle full Cell. Permettono il passaggio dei protoni, trasformando l'idrogeno in elettricit��. Senza queste, l'idrogeno resta solo un gas, niente energia. Ed �� esattamente questo il contributo del centro di ricerca di bollate al progetto Climate Impuls, guidato dall'esploratore Bernard Picard, gi�� dietro al Solar impuls dimostrare che �� possibile volare intorno al mondo senza scalo per 9 giorni usando solo idrogeno verde. Qui a bollate non stanno costruendo l'aereo, stanno sviluppando i materiali come le membrane a scambio protonico senza cui quell'aereo non potrebbe mai volare. Questa �� la dimostrazione che la transizione energetica non �� qualcosa di unico, una tecnologia specifica. Ma una negoziazione continua tra ricerca, industria e politiche pubbliche, tra quello che �� gi�� possibile e quello che �� davvero scalabile grazie al supporto di risorse economiche e visioni strategiche, �� forse il punto �� proprio questo, dietro l'idea di energia pi�� pulita che abbiamo basata sull'acqua si nascondono alcune delle ingegnerie pi�� complesse mai sviluppate. E bollate, esattamente uno dei posti in cui questa contraddizione prende forma ogni giorno.