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Siamo una community online di più di 2 milioni di persone. Vogliamo ispirare il cambiamento generando consapevolezza sui grandi temi del nostro tempo. 📱Abbiamo scelto di farlo attraverso le piattaforme social più diffuse e in diversi formati (video, audio, testo, grafico o animato) • www.instagram.com/will_ita • www.facebook.com/willmediaITA • www.youtube.com/willmedia • www.linkedin.com/company/willmedia-it • www.tiktok.com/@will_ita 🎙Attraverso i nostri podcast parliamo di argomenti rilevanti che riguardano l’attualità politica ed economica, l’innovazione tecnologica, la geopolitica, la sostenibilità e la storia ➡️ willmedia.it/podcast 📘Abbiamo anche scritto un libro: "Politica Netflix", una riflessione collettiva sulle nuove forze che muovono l'informazione e l'attivismo oggi ➡️ totembooks.io/products/9788894674002-politica-netflix?variant=39574429007975 🌍Ogni settimana raccontiamo una storia di cambiamento dal mondo. Non una comune newsletter, non un blog ma LOOP. Lo spazio di approfondimento di Will dedicato ai curiosi ➡️ willmedia.it/loop/loop-iscriviti/ 🗺Nel 2021 abbiamo realizzato un tour da 40 giorni di viaggio, 20 tappe tra città e piccoli borghi, oltre 5 mila km tra Nord e Sud Italia e 1500 persone incontrate per riuscire a informare e influenzare, offline e online con messaggi che risuonano dentro e fuori la bolla ➡️ https://www.youtube.com/watch?v=Pb9zPqeUNWc&list=PLXWi3zoRuQ1Da1aScEoZ1k4UnlyNwz0TT

Sito Web
www.willmedia.it
Settore
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Dimensioni dell’azienda
11-50 dipendenti
Sede principale
Milan, Lombardy
Tipo
Società privata non quotata
Data di fondazione
2020

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    #adv Unobravo Il 10 ottobre è la giornata mondiale della salute mentale, un’occasione in più per aumentare la consapevolezza su quanto sia importante prendersi cura del proprio benessere psicologico e combattere anche lo stigma. E il punto di partenza, in questo senso, è parlare sempre di più di educazione emotiva. Secondo il report MINDex 2026, realizzato da Unobravo con Ipsos Doxa, infatti, 6 italiani su 10 affermano di essersi sentiti poco o per nulla supportati durante il proprio percorso scolastico nel comprendere ed esprimere le proprie emozioni. Si parte da qui per capire quanto sia importante questo tema. L’educazione emotiva, infatti, è una competenza che sviluppiamo fin da bambini. È ciò che ci permette di riconoscere, comprendere e gestire le nostre emozioni e di entrare in relazione con gli altri in modo consapevole. Per questo vi invitiamo ad approfondire il tema tramite il link che trovate nel primo commento e a scaricare l’Emozionario.

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    La rigenerazione urbana è sempre più al centro delle trasformazioni delle nostre città. Attraverso la rigenerazione non solo si possono ripensare interi spazi già esistenti, restituendoli alle comunità locali, ma si possono rendere dei luoghi di incontro. La rigenerazione può essere ancora più virtuosa quando reinventa lo spazio già consumato, senza utilizzare ulteriore suolo vergine e coinvolgendo le comunità locali nel ripensare quei luoghi. Del resto, i numeri parlano chiaro: oggi in Italia le infrastrutture, gli edifici e le altre coperture artificiali occupano più di 21.500 km², ovvero il 7,17% del territorio italiano. In Europa la media è del 4,4%. Continuare a costruire nuovi edifici, rendendo impermeabile il suolo, ha una serie di conseguenze gravi per il nostro territorio: non solo perdiamo suolo fertile, nostro grande alleato nel ridurre le temperature mantenendo ricca la biodiversità vegetale e animale, ma aumenta il rischio di inondazioni, così come l'effetto isola di calore. Ridurre al minimo, o ancora meglio, azzerare il consumo di suolo utilizzando i luoghi e gli spazi già asfaltati o cementificati è un obiettivo ambizioso, ma quanto mai necessario. La storia dell'ex stabilimento Fonderie Riunite ci racconta un cambiamento virtuoso. Senza impegnare altro terreno vergine, il progetto risana un ex sito contaminato grazie a una governance collaborativa tra istituzioni e fondazioni locali, restituendo alla comunità uno spazio dedicato all'innovazione, alla memoria e alla vita di quartiere. L'intervento realizzato dal Comune di Modena si inserisce in una più ampia strategia di rigenerazione urbana che la Regione Emilia-Romagna porta avanti da diversi anni e che ha permesso, negli ultimi 8 anni, di finanziare 213 interventi con 162 milioni di euro. La strategia Regionale ha l'obiettivo di curare anche l'aspetto del consumo di suolo, ed è per questo che l'esempio delle Fonderie Riunite è emblematico. Il tema della rigenerazione urbana, così come quello delle bonifiche ambientali, sono temi sempre più presenti all'interno delle amministrazioni comunali, che hanno l'esigenza e la possibilità di pianificare e gestire con lungimiranza i territori.

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    Il report LinkedIn "The EU Labour Market: Unlocking Competitiveness in the Age of AI" (giugno 2026) fotografa un'Europa che rincorre la trasformazione AI con il freno tirato. A livello UE le assunzioni restano il 26% sotto i livelli pre-pandemia (-15% su base annua), frenate da incertezza macro e fiducia delle imprese ai minimi dal 2023. In questo quadro l'Italia è tra i fanalini di coda: -30% di hiring rispetto al 2019, peggio solo la Francia (-31%), contro un -16% degli Stati Uniti. Il dato più critico per l'Italia riguarda però il talento AI: siamo ultimi tra i 24 Paesi UE censiti per concentrazione di competenze di AI engineering, con appena lo 0,43% contro una media europea dello 0,90% e il primato del Lussemburgo (1,60%). Anche sul fronte migratorio i talenti AI italiani mostrano un saldo negativo. Milano viene però segnalata come una delle città europee in più rapida crescita per i lavori legati all'AI (6x dal 2023), soprattutto in ruoli come data annotation e prompt engineering, segnale di un potenziale non ancora tradotto in competitività complessiva. Il quadro europeo generale offre alcune contro-narrazioni interessanti: non si registrano ancora "shock occupazionali" da AI, i ruoli più esposti non calano più degli altri, e anzi i lavori "augmented" (che combinano compiti automatizzabili e competenze umane, es. marketing, data analyst) tengono meglio di tutti. Le piccole imprese trainano la creazione di posti (+13% dal 2019), sostenute dall'AI che abbassa le barriere all'imprenditorialità. Restano però 12% dei lavoratori europei ad alta esposizione AI e bassa capacità di riconversione, la fascia più a rischio strutturale, tema rilevante anche per il mercato italiano vista la sua composizione settoriale. Le raccomandazioni finali (intelligence sulle competenze in tempo reale, portabilità delle qualifiche tra Stati membri, hiring basato su competenze più che su titoli) toccano nodi particolarmente sentiti in Italia, dove il mismatch tra offerta formativa e domanda di competenze resta un ostacolo strutturale alla competitività.

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    Tra estati sempre più roventi e un consumo di suolo sfrenato, è legittimo chiedersi come faranno le nostre città ad adattarsi ad un clima che è già cambiato. La buona notizia è che le soluzioni esistono già, gli esempi arrivano da tutto il mondo, Italia inclusa. Molto spesso, però, non basta piantare più alberi. Serve individuare le zone e i contesti in cui la natura è l'infrastruttura verde necessaria a rendere gli ambienti più vivibili. Abbiamo parlato esattamente di questo venerdì 25 settembre all'interno del Festival Future4Cities, dove abbiamo organizzato il Workshop "Clima: Anticipare l’emergenza Attrezzare la città a un clima che cambia, senza lasciare indietro nessuno". Hanno partecipato a questo importante confronto assessori e assessore che si occupano di questa materia, urbanisti e paesaggisti, cittadini e cittadine. Con noi ci sono stati anche Silvia Verace e Ruggero Renzetti che ci hanno raccontato in che modo LINFA, un tool digitale per la pianificazione climatica sviluppato da a2a, vuole rispondere a questa esigenza. Attraverso la raccolta e l’integrazione di dati specifici, LINFA individua le zone più vulnerabili della città, maggiormente esposte e quindi a rischio. A partire da queste informazioni, LINFA identifica e prioritizza le misure di adattamento più efficaci, quantificando gli impatti attesi e i conseguenti benefici per i territori. Noi ringraziamo ancora una volta tutte le persone che hanno contribuito al dibattito e l'interessante momento di confronto che si è creato.

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    Negli ultimi dieci anni, gli stipendi hanno perso potere d’acquisto. E in molte città italiane, nel frattempo, trovare casa è diventato sempre più costoso. Tra il 2015 e il 2025, le retribuzioni reali sono diminuite in diverse province italiane, anche in quelle dove il mercato del lavoro offre più opportunità. Il motivo è semplice: gli stipendi sono cresciuti meno dei prezzi, erodendo la capacità di spesa di chi lavora. A Genova, per esempio, il calo degli stipendi reali è stato del 15,7%. Seguono Palermo, con una perdita del 14,1%, Napoli con il 14% e Bologna con il 10,6%. Anche Milano, uno dei principali poli economici del Paese, registra una riduzione del 9,9%. Roma se la cava relativamente meglio, con un calo del 6%, mentre Torino limita la perdita al 3,5%. Ma c'è un altro elemento da considerare: quanto costa vivere in queste città, a partire dalla casa. Tra il 2015 e il 2025, gli affitti al metro quadro sono aumentati ovunque nelle otto province considerate. A Firenze, al netto dell'inflazione, sono cresciuti del 56%, passando da 11 a 19,6 euro al metro quadro. A Bologna l'aumento è stato del 43%, mentre a Napoli ha raggiunto il 33%. A Milano, dove il costo al metro quadro è passato da 13,8 a 21,3 euro, l'incremento è stato del 32%. C'è quindi una una doppia pressione sui bilanci familiari. Da una parte gli stipendi che faticano a tenere il passo con il costo della vita, dall'altra gli affitti che assorbono una quota crescente delle entrate. E questo pesa soprattutto su giovani, lavoratori fuori sede e persone che si trasferiscono per nuove opportunità professionali. #stipendio #lavoro

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    L’inflazione in Italia torna ad accelerare. A settembre 2026, secondo le stime preliminari dell’Istat, i prezzi al consumo sono aumentati del 4,2% rispetto a un anno prima, contro il +3,3% di agosto. È un’accelerazione significativa dopo mesi di relativa stabilità. A spingere verso l’alto il dato sono soprattutto i beni energetici, i cui prezzi aumentano del 22,3% su base annua, dal +17,1% di agosto. Crescono sia gli energetici regolamentati, dal +18,6% al +25,9%, sia quelli non regolamentati, dal +17,0% al +22,2%. Il gas nel mercato tutelato arriva a +47,2%, mentre il gasolio sale a +34,9%. Anche il cibo torna a pesare di più. I prezzi degli alimentari aumentano dell’1,8% su base annua, ma la componente non lavorata cresce del 5,5%. Frutta e frutta a guscio passano da una variazione del -1,7% al +0,6%, mentre ortaggi e legumi arrivano a +8,4%. Il risultato è che il carrello della spesa, composto dai beni alimentari, per la cura della casa e della persona, accelera dal +0,9% al +1,7%. I prodotti acquistati con maggiore frequenza aumentano invece del 5,3%, un dato che rende il rincaro particolarmente percepibile. L’inflazione di fondo, che esclude energetici e alimentari freschi, sale solo dall’1,5% all’1,7%. Questo suggerisce che l’accelerazione di settembre è legata soprattutto ad alcune componenti specifiche, in particolare energia e alimentari freschi, più che a un aumento generalizzato di tutti i prezzi.

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    Una nuova stagione è iniziata. Oggi, nella nuova casa di Chora Media, Will Media e Cronache di spogliatoio S.p.A. di Spogliatoio, abbiamo incontrato i partner e le realtà con cui costruiamo i nostri progetti per raccontare cosa ci aspetta nei prossimi mesi e, soprattutto, confrontarci su dove stanno andando i media e dove vogliamo andare noi. Più video, nuovi linguaggi e nuovi modi di raccontare, approfondire e intrattenere: un’offerta che attraversa news, sport, tech, finance, business e storie. E una certezza che rimane: continuare a costruire progetti editoriali insieme ai nostri partner, mettendo in relazione i loro obiettivi con i linguaggi, i valori e le community dei nostri brand. La nuova stagione di Chora, Will e Cronache di spogliatoio parte da qui: dalle storie che vogliamo raccontare e da quelle che possiamo costruire insieme. #media #BeWater #Chora #Will #Cronache

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    Nella nuova puntata di Road to Social Change parliamo del rapporto tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e sostenibilità integrale: perché un modello di sviluppo che armonizza le dimensioni economica, ambientale, sociale, relazionale e spirituale è necessario e non solo auspicabile. Lo facciamo con Paola Pisano, Direttrice HighEstLab presso l’Università degli Studi di Torino ed ex Ministra per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, e Marco Bortoletti, Head of Lombardia Region presso UniCredit. Road to Social Change è il programma di formazione gratuito sulla sostenibilità ideato dalla Banking Academy di ESG Italy UniCredit, protagonista dello speciale di Città, il podcast di Future4Cities. #UniCredit #BankingAcademy #RoadToSocialChange #ESG

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    Una città ricoperta di asfalto non reagisce allo stesso modo di una città in cui gli spazi urbani sono integrati con superfici verdi. Ogni materiale assorbe, trattiene e restituisce il calore del sole in modo diverso. Le scelte progettuali e i materiali con cui costruiamo gli ambienti urbani hanno infatti un impatto diretto sull’intensità dell’effetto “isola di calore”. Come ci dimostrano le immagini satellitari, nelle zone in cui alberi, parchi e verde urbano sono più presenti, le temperature diminuiscono notevolmente. Per aiutarci a capire in quali quartieri e in quali zone della città la natura è più necessaria, servono dati e tecnologie in grado di aiutare chi pianifica gli interventi urbani delle nostre città. Attraverso la conoscenza prodotta dai dati, infatti, si può comprendere quali sono le zone più vulnerabili, quelle più esposte e quindi quelle più a rischio per le persone che vivono in quei quartieri. Di conseguenza, questo permette di decidere dove intervenire e quali misure di adattamento sono prioritarie. #LINFA, un tool sviluppato da a2a ha proprio questo obiettivo: supportare i Comuni nel capire dove la natura può essere un'infrastruttura strategica per l’adattamento climatico producendo il maggiore beneficio per il territorio. Abbiamo parlato proprio di questo insieme a Silvia Verace, Founder in residence & Team Leader Linfa a2a, durante un Data Moment a Future4Cities. A Torino, dal 25 al 27 settembre, abbiamo avuto diverse occasioni per raccontare quanto sia necessario adattare le nostre città a un clima che è già cambiato.

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    Quanto guadagna un insegnante? La risposta cambia molto da Paese a Paese, ma anche in base al livello scolastico e agli anni di esperienza. Secondo l’Education at a Glance 2026 dell’OCSE, nell’area OCSE lo stipendio previsto per un docente con la qualifica più diffusa e 15 anni di esperienza va in media dai 60.437 dollari annui nella scuola dell’infanzia ai 68.928 dollari nella scuola secondaria superiore. In circa un quarto dei Paesi, invece, lo stipendio è uguale indipendentemente dal livello di istruzione in cui si insegna. Anche la progressione di carriera conta. Per un docente della scuola secondaria inferiore servono in media circa 21 anni per passare dallo stipendio iniziale al livello massimo della scala salariale. Ma le differenze tra Paesi sono molto ampie: in Irlanda possono volerci 35 anni, mentre nei Paesi Bassi ne bastano 12. In Italia un insegnante di scuola media con 15 anni di esperienza guadagna il 33% in meno rispetto a un altro laureato. Siamo penultimi appena sopra gli Stati Uniti in cui un insegnante è pagato il 37% in meno rispetto a un altro laureato full time. In media, nei Paesi OCSE, un insegnante guadagna il 9% in meno rispetto a un altro laureato. Per quanto riguarda la crescita degli stipendi, tra il 2015 e il 2025, nei Paesi con dati comparabili, le retribuzioni iniziali (ovvero gli stipendi degli insegnanti all’inizio della carriera, cioè lo stipendio previsto per un docente che entra nella professione) sono aumentate in media del 18% al 20%, mentre quelle dei docenti con 15 anni di esperienza sono cresciute del 6% al 7%. Considerando gli stipendi effettivi, tra il 2015 e il 2025 le retribuzioni reali degli insegnanti della primaria e della secondaria sono aumentate in media del 17%.

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