Dormire nell’hotel che custodisce i capolavori del modernismo portoghese

Dormire nell’hotel che custodisce i capolavori del modernismo portoghese

Voluto da Salazar nel 1959, il Ritz di Lisbona conserva l’architettura, lo stile e le opere che ne hanno fatto una delle grandi dame dell’ospitalità portoghese

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L’hotel più in vista della città, tanto da mettere Lisbona sulla mappa delle mete più ambite dal jet set. Era il 1952 quando António de Oliveira Salazar, allora primo ministro del Portogallo, affidò a un gruppo di imprenditori il progetto di realizzare un grande albergo, tanto lussuoso da attrarre come un faro il turismo internazionale. Nasceva così il Ritz, che aprì così le sue porte nel 1959: monumentale, elegante e avveniristico, ancora oggi – gestito da Four Seasons – è rimasto uno degli indirizzi più riconoscibili della città.

L’edificio, progettato dagli architetti Porfírio Pardal Monteiro e Leonardo Castro Freire, è un esempio dell’architettura modernista portoghese degli anni 50, con una scala monumentale e interni pensati fin dall’inizio per rappresentare il volto più cosmopolita della nuova Lisbona. Oltre 40.000 metri quadrati di marmi rivestono facciate, pareti e pavimenti, in una combinazione di colori e venature che rende ogni ambiente diverso dall’altro. Per gli spazi comuni venne coinvolto Henri Samuel, uno dei più importanti interior designer francesi del Novecento, che lavorò su un mix di Art Déco e stile Luigi XVI, affidandosi al lavoro degli artigiani locali. Il risultato è uno stile fatto di geometrie, materiali, tessuti e dettagli decorativi, che ancora oggi racconta il gusto dell’epoca, ma senza nostalgia. Le camere e le suite sono state rinnovate nel 2021 dallo studio portoghese OITOEMPONTO, che ha scelto di reinterpretare gli anni 50 omaggiandone la storia, senza cancellarli, introducendo tecnologia e comfort contemporanei.

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Ma è soprattutto l’arte a distinguere questa grand dame dagli hotel più in vista della capitale. Il progetto originale prevedeva infatti che l’edificio diventasse anche una vetrina della cultura portoghese: per questo furono coinvolti alcuni dei più importanti artisti del Paese, invitati a realizzare opere site specific. Il risultato è oggi una delle più importanti collezioni private portoghesi di arte moderna della metà del Novecento, con dipinti, sculture, ceramiche e arazzi distribuiti nelle aree comuni. Tra i protagonisti c’è Almada Negreiros, figura centrale del modernismo portoghese, autore dei tre grandi arazzi della serie Centauri che dominano la lounge a lui dedicata. Ci sono poi le vedute di Lisbona di Carlos Botelho, il grande pannello Bambús di Pedro Leitão e Arnaldo Louro de Almeida, le opere di Sarah Afonso, Querubim Lapa e Lagoa Henriques. Quest’ultimo è anche l’autore dei grandi cavallucci marini in bronzo che si trovano al ristorante Varanda.

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Passeggiare negli spazi del Four Seasons Hotel Ritz Lisbon significa quindi incontrare l’arte quasi a ogni angolo: non in una sala dedicata, ma lungo corridoi, saloni, scale e ristoranti. È una collezione pensata per dialogare con l’architettura, tanto che ancora oggi viene considerata parte integrante dell’esperienza. Anche a tavola: a raccontare al meglio lo spirito dell’hotel è Veranda Restaurant, nel salone scenografico con le sue grandi vetrate affacciate sul Parque Eduardo VII, in cui si assaggiano i prodotti portoghesi e la cucina locale in una chiave contemporanea. Da non perdere il ristorante portoghese CURA, dove lo chef Rodolfo Lavrador costruisce menu legati alla stagionalità e alle materie prime del territorio.

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Per la bella stagione si può provare anche Iki Pop-Up, il ristorante giapponese allestito al Ritz Pool Bar: una formula serale all’aperto, tra sushi, sashimi, tataki e cocktail, bordo piscina. Tra i piatti, il menu propone otoro tartare con caviale e nori, usuzukuri di pesce bianco e katsuo tataki, mentre lo chef Bruno Prazeres firma anche una personale interpretazione del kinoko ochazuke, con funghi, tartufo e uovo.

Spazio anche al benessere. Tra i primati dell’hotel c’è una vera curiosità: sul tetto corre una pista di 400 metri che segue il perimetro dell’edificio e offre una corsa con vista a 360 gradi sulla città, dal centro storico fino al Tago. Sul roof si trova anche una bella palestra – panoramica anche questa, da alternare a una nuotata nelle piscine interne ed esterne. E a un momento di relax in spa, per concedersi una pausa dopo una giornata trascorsa esplorando la capitale.

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