La “foresta” di Puya raimondii. Conosciuta come la regina delle Ande, questa specie può raggiungere i dieci metri d’altezza. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
La “foresta” di Puya raimondii. Conosciuta come la regina delle Ande, questa specie può raggiungere i dieci metri d’altezza. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES 

Viaggio lento attraverso il Perù andino, dove ogni masso sussurra leggende

La biblioteca di Mario Vargas Llosa nel centro vulcanico di Arequipa e il Lago Titicaca, i condor in volo sul canyon del Colca e l’altipiano sospeso a 4mila metri. Immersione nella terra sacra agli Apu, dove le nuvole sembrano a portata di mano

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Le nuvole, nelle Ande peruviane, sono così vicine che sembra quasi di toccarle. Per la cosmologia andina, più la cima è alta, più gli Apu, presenze divine che la abitano e proteggono, sono forti. “C’è qualcosa di magnetico tra queste vette, le valli smeraldo ai loro piedi, la luce che avvolge la regione di Puno al confine con la Bolivia”, racconta Ignacio Masias, nato nella Cordillera Blanca e fondatore di Andean, progetto che invita a esplorare un volto meno conosciuto del Perù. I suoi itinerari, lontani dalle rotte classiche tra Cusco e Machu Picchu, portano in luoghi dove si ha la sensazione di aver trovato qualcosa di intatto, quasi segreto. “I miei genitori aprirono Inkaterra Machu Picchu nel 1976, uno dei primi hotel ai piedi del sito archeologico inca”, racconta Masias, dal suo ufficio in un palazzo coloniale di Barranco, il quartiere creativo di Lima. “Da allora il Perù è cambiato enormemente. Le infrastrutture si sono sviluppate e il turismo è cresciuto in modo esponenziale”. Lui sceglie una strada diversa. I circuiti Andean, disegnati nell’arco di sette-dieci giorni, attraversano la Valle del Colca, il Lago Titicaca e il canyon di Tinajani, collegando luoghi, paesaggi e comunità. L’obiettivo non è fermarsi in una destinazione, ma attraversare il territorio, entrare in contatto con la cultura andina. “Tutte le nostre proprietà nascono da edifici esistenti, recuperati, e riportati in vita. Ci interessa la memoria dei luoghi, quella forma di magia sedimentata nel tempo”. È questa la filosofia che accompagna anche il nostro viaggio.

Ancora a Tinajani, tra viste del canyon e le Ande. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
Ancora a Tinajani, tra viste del canyon e le Ande. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES 

Prima tappa, Arequipa. A 2.335 metri di altitudine, la Città Bianca è la meta ideale per acclimatarsi. Il centro storico, costruito quasi interamente in sillar, pietra vulcanica chiara proveniente dalle eruzioni dei vulcani El Misti, Chachani e Pichu Pichu, riflette la luce intensa del Sud del Perù. Le nuvole corrono veloci mentre vaghiamo tra i vicoli del Monastero di Santa Catalina, una cittadella silenziosa fatta di cortili, chiostri e muri color ocra e indaco. Vale la pena visitare la biblioteca dedicata a Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura nel 2010, nato proprio qui. Per la notte, Cirqa è il rifugio perfetto.

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Scolpite nel corso dei millenni dal vento e dall’acqua, le formazioni di arenaria nel canyon di Tinajani. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
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gli arredi d’epoca dell’hacienda. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES

Dietro le mura di questo ex monastero del 1540 si cela un’idea semplice: “Riportare in vita la dimensione più conviviale del convento, gli spazi dove i monaci ricevevano viaggiatori e pellegrini, offrendo cibo, riparo e ospitalità”, spiega Masias. Cortili, volte in sillar e ambienti storici sono stati restaurati con misura, lasciando che fosse il luogo a raccontare la propria storia. La mattina seguente il viaggio continua verso la Valle del Colca. Alle spalle restano i loggiati silenziosi, davanti si apre uno dei paesaggi più spettacolari delle Ande peruviane. Le cinque ore di viaggio scorrono tra vallate immense, sfumature di verde punteggiate da lama e vigogne. Le soste nei piccoli caffè lungo la strada fanno parte dell’esperienza. Il tè di coca aiuta il corpo ad adattarsi all’altitudine, mentre il fumo delle foglie bruciate, secondo la tradizione andina, accompagna la salita, purificando le energie. Raggiungiamo il Mirador de los Andes, a 4.900 metri di altitudine. Da qui la vista si apre sulla cordigliera dei vulcani fino all’Ampato, 6.288 metri di roccia e ghiaccio sospesi nel cielo. Poco prima di pranzo arriviamo a Puqio, il villaggio tendato affacciato sulla Valle del Colca. Non ci sono muri a separare la proprietà dai prati fioriti e i campi agricoli circostanti. Per pranzo carciofi, patate, quinoa e verdure raccolte nell’orto vengono serviti con il tè di Muña, erba aromatica nota per alleviare il mal di montagna. “In Perù esiste una sensibilità istintiva verso i doni della terra, è una conoscenza antica”, racconta al tavolo Lorenzo Masias, figlio di Ignacio e coinvolto fin dall’inizio nello sviluppo dei progetti Andean. Puqio diventa la base per esplorare i dintorni.

Le isole galleggianti degli Uros realizzate con canne di totora, una pianta acquatica che cresce spontaneamente sulle rive del Lago Titicaca. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
Le isole galleggianti degli Uros realizzate con canne di totora, una pianta acquatica che cresce spontaneamente sulle rive del Lago Titicaca. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES 

Si può scegliere se raggiungere il canyon del Colca e assistere allo spettacolare volo dei condor, visitare i geyser di Pinchollo o attraversare i piccoli villaggi disseminati lungo il canyon. “Quando l’abbiamo scoperto era un vecchio campo per backpacker abbandonato. L’ispirazione arrivò da una fotografia pubblicata su un numero del National Geographic degli anni Trenta dedicato alle prime spedizioni nella Valle del Colca. Mostrava una tenda piantata nel paesaggio”.

A bordo di Aqua Nera, l’imbarcazione che naviga lungo il Rio delle Amazzoni. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
A bordo di Aqua Nera, l’imbarcazione che naviga lungo il Rio delle Amazzoni. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES 

Quell’intuizione raggiunge la massima espressione a Tinajani, la tappa successiva e apice del nostro viaggio. A oltre 4.000 metri di altitudine, questo altipiano scolpito dall’erosione di un antico lago è un susseguirsi incantato di monoliti di roccia rossa che emergono come presenze silenziose. A dare il benvenuto sono Tina e Jani, due massi totemici che secondo un’antica leggenda erano due amanti rimasti intrappolati nel canyon. Vegliano sul territorio come antichi custodi. Man mano che si avanza, l’atmosfera si fa sempre più surreale fino ad arrivare a un’antica hacienda che sorge nella gola. Per anni Ignacio Masias ha cercato di convincere la famiglia Salcedo ad affidargli la gestione della proprietà. Ci è riuscito solo di recente. La prima decisione è stata preservarne il carattere originario, una semplice casa rurale anni Venti. “Abbiamo iniziato a cercare mobili e oggetti nei mercatini locali, recuperando pezzi dell’epoca. Le fotografie alle pareti mescolano immagini della mia famiglia e della famiglia Salcedo. Il mio bisnonno arrivò in questa parte del Perù più o meno negli stessi anni”, prosegue Lorenzo Masias, dal salotto della hacienda, uno spazio intimo, intriso di storia. Non distante, sparse sull’altura, le sei tende del lodge dove passare la notte.

Sull’altipiano, la vita locale segue il ritmo scandito dalla natura, dalle tradizioni e dal senso di appartenenza al territorio. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
Sull’altipiano, la vita locale segue il ritmo scandito dalla natura, dalle tradizioni e dal senso di appartenenza al territorio. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES 

Il contatto con la natura è simbiotico, potente. Il misticismo continua il giorno dopo attraverso la foresta dei Puya giganti, piante spettacolari alte quasi dieci metri, considerate le regine delle Ande. Accanto a loro è impossibile non sentirsi minuscoli. L’arrivo sul Lago Titicaca, luogo sacro della cosmologia inca, segna la chiusura del circuito. Mentre il sole cala le nuvole si riflettono sull’infinita distesa d’acqua, sono sempre più rosa e vicine. Sembrano zucchero filato. Chissà se è un modo degli Apu di sorridere e salutare.

Una delle tende di Puquio, nella Valle del Colca. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
Una delle tende di Puquio, nella Valle del Colca. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES 

Muri in terra cruda, arredi tramandati nel tempo e spazi conviviali: un interno della Dining House a Tinajani, ex dimora di famiglia restaurata. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES
Muri in terra cruda, arredi tramandati nel tempo e spazi conviviali: un interno della Dining House a Tinajani, ex dimora di famiglia restaurata. foto di ALEXANDER PÉREZ-FLORES 

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